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Aggiornamenti
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Sono stati appena diffusi, in sintesi, i dati principali pubblicati con l'ultimo bollettino settimanale (http://www.epicentro.iss.it/problemi/morbillo/bollettino/Measles_WeeklyReport_N14.pdf) sulla situazione epidemiologica del morbillo in Italia, a cura del Ministero della Salute e dell'Istituto Superiore di Sanità e relativo al periodo 1 Gennaio 2017 - 27 Giugno 2017.
Sono 3.232 i casi segnalati, con 2 decessi, dall'inizio dell'anno.
Complessivamente l'88% è risultato non vaccinato, il 7% vaccinato con 1 sola dose.
I casi segnalati tra operatori sanitari dall'inizio dell'anno sono 246.

Disponibili aggiornamenti dal link: www.wikivaccini.com portale di REGIONE LOMBARDIA al portale dedicato alle vaccinazioni. Dall’homepage è ora disponibile l’APP.  <- scaricala dal sito www.wikivaccini.com
Dal 14 giugno è attivo il numero di pubblica utilità 1500 al quale rispondono medici ed esperti del Ministero e dell’Istituto Superiore di Sanità per fornire ai cittadini informazioni e chiarimenti in merito alle novità introdotte dal recente decreto legge in materia di vaccinazioni obbligatorie da zero a 16 anni.
Il numero è attivo, dal lunedì al venerdì, dalle ore 10.00 alle 16.00.

Il 7 giugno è stato pubblicato il Decreto Legge 73/2017 riguardo le vaccinazioni. Il provvedimento si è posto l’obiettivo di contrastare il progressivo calo delle vaccinazioni, sia obbligatorie che raccomandate, in atto dal 2013 che ha determinato una copertura vaccinale media nel nostro Paese al di sotto del 95%. Questa è la soglia raccomandata dall’Organizzazione mondiale della sanità per garantire la cosiddetta “immunità di gregge”, per proteggere, cioè, indirettamente anche coloro che, per motivi di salute, non possono essere vaccinati.
La principale novità normativa riguarda la nuova classificazione delle vaccinazioni obbligatorie nell'infanzia e nell'adolescenza che salgono da 4 (poliomielite, difterite, tetano ed epatite B) a 12
Le vaccinazioni obbligatorie di nuova introduzione, ma già presenti nel Calendario vaccinale vigente, come “fortemente raccomandate”:
• anti-pertosse
• anti-Haemophilus influenzae tipo b
• anti-meningococcica B
• anti-meningococcica C
• anti-morbillo
• anti-rosolia
• anti-parotite
• anti-varicella.


Tra le novità introdotte il decreto prevede inoltre l'inasprimento delle sanzioni amministrative pecuniarie per gli inadempienti e Il certificato vaccinale come requisito d'accesso per i servizi educativi dell'infanzia e le scuole dell'infanzia ivi incluse quelle private e paritarie.
-> clicca -> Consulta il testo integrale del Decreto


Notizie, aggiornamenti e approfondimenti disponibili sul portale del Ministero della Salute www.salute.gov.it


Dott.ssa Sabrina Damasconi

Giornalista - Collaborazione con il Servizio Comunicazione Istituzionale nella campagna per promuovere le attività ed i progetti di promozione della salute ed in particolare per favorire le vaccinazioni sul territorio bergamasco.

Servizio Formazione Aziendale in Staff Direzione Generale

ATS Bergamo

e-mail: sabrina.damasconi@ats-bg.it

Come funzionano e cosa contengono i vaccini?
La memoria immunologica ci proteggerà anche in futuro
Molti sono convinti che la scomparsa nel nostro Paese di malattie infettive come la poliomielite o il morbillo siano dovute solo alle migliorate condizioni socio-economiche. In realtà, elevati servizi igienico-sanitari e standard di vita non bastano a garantire la completa protezione da malattie infettive...
La kermesse dedicata mondo dei bambini
Lilliput
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Affascinare i più piccoli con un piano di attività ludiche che sottendono messaggi di promozione alla salute è un'efficace modalità per il raggiungimento degli intenti educativi e, a maggior ragione, degli interventi di tutela della salute. Di questo è consapevole anche Asl Bergamo che ha a cuore la salute dei cittadini fin dalla loro tenera età. Per questi motivi, alla dodicesima edizione della manifestazione fieristica “Lilliput”, Asl Bergamo ha fortemente voluto confermare la propria presenza con un coloratissimo stand riccamente allestito con brochures, depliant ed un fitto calendario di iniziative volte al benessere e destinate del mondo dell’infanzia. Quale miglior vetrina per interessare i più piccoli, con stimoli nuovi e percorsi interattivi mirati, se non la kermesse creativa allestita all'interno del villaggio fieristico di Via Lunga. Un appuntamento irrinunciabile per moltissimi bambini dai 3 ai 12 anni che, accompagnati dai loro istituti scolastici o dai rispettivi genitori, hanno l'opportunità di avvicinarsi ad aspetti importanti di crescita personale partecipando a divertenti laboratori, attività sportive, scenografie teatrali e attività ludico-didattiche ideate e ritagliate su misura per loro. Se da un lato poter incontrare, nel polo fieristico, folle di bimbi in visita scolastica o per svago ha l'indiscusso vantaggio di riuscire a diffondere facilmente dei messaggi degni di nota attraverso modalità giocose, dall'altro lato ne calamita l'attenzione incuriosendoli al fine di incentivare l'apprendimento di comportamenti che potrebbero trasformarsi, poi, in solide basi sulle quali costruire buone prassi per la tutela della salute. Il mondo fantastico è, quindi, lo scenario ideale per l'infanzia ma anche luogo nel quale trovano espressione i consolidati rapporti di collaborazione tra attori territoriali. Un ottimo esempio è il sodalizio raggiunto tra il Servizio Medicina Preventiva di Comunità di Asl Bergamo, gli istituti scolastici e gli enti educativi per la realizzazione di progetti di prevenzione e di promozione salute, rivolti agli studenti delle scuole primarie e secondarie di secondo grado. Infatti, se promuovere salute significa mettere in atto una serie di azioni volte al miglioramento della qualità della vita è evidente che, per raggiungere questo obiettivo, la partecipazione diretta ed il contatto con gli operatori sanitari indubbiamente caldeggia e contribuisce al raggiungimento di buoni stili di vita già durante le fasi di crescita.
Le manifestazioni fieristiche di questo tenore, quindi, forniscono ottimi spunti ed occasioni per riscoprire approcci educativi efficaci che si declinano in occasioni ludico-didattiche dal forte valore informativo. Esempi? I tentativi nel cimentarsi in sport con giochi di movimento con un insegnante di educazione fisica, come le danze di gruppo, la degustazione di merende salutari a base di frutta, le libere attività di espressione grafica sul tema della frutta e della verdura che incentivano un'alimentazione più ricca di frutta e verdura, gli spazi giocosi con memory e con puzzle aventi tema la frutta.

Dott.ssa Sabrina Damasconi - Ufficio Stampa ASL Bergamo e Direttore Responsabile ASL IN..FORMA http://aslinforma.youspace.it/index.asp#

Fondo Nasko
proseguono i progetti personalizzati
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Con il Fondo Nasko, avviato da Regione Lombardia nell’ottobre 2010 e ora stabilizzato con DGR n.2595 del 31 ottobre 2014, proseguono i  progetti personalizzati di sostegno a madri che, pur a fronte di problemi economici, rinunciano a interrompere la gravidanza.


Cos'è
Il Fondo regionale Nasko è finalizzato ad alleviare le difficoltà economiche durante la gravidanza e il puerperio attraverso un contributo destinato all'acquisto di beni e servizi per la madre e per il bambino. Tale misura prevede l'erogazione di un contributo massimo di € 3.000, per un periodo complessivo di 18 mesi, così suddiviso:
contributo mensile di € 100 per i primi sei mesi antecedenti al parto;
contributo mensile di € 200 per i dodici mesi post parto (fino al compimento del primo anno di età del bambino).
L'intervento economico di sostegno si accompagna a “progetti personalizzati” concordati tra la neo-mamma e gli operatori del Consultorio Familiare o del Centro di Aiuto alla Vita che lo hanno attivato, integrato da altre forme di supporto di natura sociale e socio-sanitaria.

Chi può ottenerlo
Beneficiarie del Fondo Nasko sono le future mamme che rinunciano alla scelta di interrompere la gravidanza in presenza di un aiuto economico e di una proposta di progetto personalizzato di aiuto calibrata sulla specifica situazione.

Per poter beneficiare del contributo le future mamme devono:
essere residenti in Regione Lombardia da almeno due anni alla data di presentazione della richiesta;

essere in possesso di attestazione ISEE, eventualmente integrata da idonea documentazione, in relazione ai seguenti parametri:
- Soglia ISEE fino a € 9.000 per nucleo familiare;
- Soglia ISEE fino a € 15.000 se donna sola.

effettuare un colloquio per richiesta di Interruzione Volontaria di Gravidanza (IVG) allegando alla domanda di contributo, la seguente documentazione:
- documento rilasciato, ai sensi dell’art. 5 comma 4 della l. 194/78, dal medico del consultorio pubblico o privato accreditato e a contratto o della struttura socio-sanitaria/sanitaria, o dal medico di fiducia, attestante lo stato di gravidanza con datazione della settimana di gestazione, l'avvenuta richiesta di IVG e l’invito a soprassedere per sette giorni, controfirmato anche dalla donna.
Oppure:
- documento rilasciato dal medico del consultorio pubblico o privato accreditato e a contratto o della struttura socio-sanitaria/sanitaria, o dal medico di fiducia in cui è riportata la datazione della settimana di gestazione e di avvenuto colloquio per richiesta di interruzione di gravidanza della donna.
- il documento attestante l'avvenuto colloquio per richiesta di IVG può essere rilasciato anche da parte di figure professionali diverse dal medico specialista (ginecologo)presenti in consultorio pubblico o privato accreditato e a contratto, quali l’assistente sociale, lo psicologo o l’ostetrica, mentre la datazione della settimana di gestazione dovrà avvenire a cura del medico.

definire un progetto personalizzato di aiuto con gli operatori del Centro di Aiuto alla Vita o del Consultorio Familiare pubblico/ privato accreditato a contratto della ASL di residenza, presso il quale è stata avanzata la domanda di accesso al contributo;

All'atto della richiesta di accesso al contributo, dovranno essere raccolti tutti i documenti attestanti il possesso dei requisiti per poter procedere con il caricamento della domanda nella piattaforma informatica regionale.


Cosa prevede il PROGETTO PERSONALIZZATO

Il progetto personalizzato consiste in un “patto etico di reciprocità” tra la beneficiaria della misura e il Consultorio/CAV relativo e deve essere da lei sottoscritto oltre che dagli operatori referenti.
Ciò significa che la futura mamma concorderà con gli operatori del Consultorio o del CAV, un progetto che tenga conto dei bisogni effettivi, contingenti e futuri suoi e del bambino. Il progetto iniziale verrà in seguito integrato alla luce dell'evoluzione della gravidanza, degli eventi personali, lavorativi, economici della donna, delle caratteristiche del neonato e del contesto ambientale di vita.
In base alle necessità, il servizio consultoriale potrà avanzare proposte di aiuto diversificate durante la gestazione e dopo la nascita del bambino quali per esempio, il monitoraggio ostetrico/ginecologico nella gravidanza e nel puerperio, la partecipazione al corso di preparazione alla nascita, post-nascita o di infant- massage, l'accesso agli spazi per il sostegno all'allattamento, un supporto sociale e/o psicologico, ecc.).
La sottoscrizione del patto comporta comunque l'impegno della donna a presentarsi mensilmente presso la struttura preposta all'erogazione degli interventi concordati, per verificare il corretto e appropriato andamento della gravidanza e della crescita del neonato.
Solitamente, gli operatori che seguono la situazione, si raccordano e collaborano con il Servizio Sociale del Comune di residenza della beneficiaria per trovare delle soluzioni alle diverse difficoltà che possono essere presenti.

Come viene erogato
La beneficiaria del contributo riceverà l'aiuto economico attraverso una carta prepagata ricaricata mensilmente e gestita dai Consultori familiari pubblici/privati accreditati a contratto o dai Centri di Aiuto alla Vita (iscritti all'elenco regionale) di riferimento per i singoli progetti, previo colloquio di monitoraggio con l'operatore.
Ogni beneficiaria può ricevere un solo contributo, indipendentemente dal numero di gravidanze e dal numero di nati.

A chi presentare domanda
La domanda può essere presentata presso i Centri di Aiuto alla Vita, i Consultori Familiari pubblici e i Consultori Familiari privati accreditati e a contratto della ASL di residenza (l'elenco dei Consultori pubblici e privati e dei CAV della provincia di Bergamo sono reperibili sul portale dell'ASL di Bergamo – www.asl.bergamo.it).


Dott.ssa Manuela Zaltieri - Assistente Sociale Area Famiglia e conciliazione ASL di Bergamo

Riflessioni sulla Festa della donna
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Il Consultorio familiare ASL : uno spazio di accoglienza e di ascolto che pone al centro la donna, un luogo “solidale” costruito su misura per lei, un punto fermo a cui rivolgersi con fiducia lungo le tappe evolutive del ciclo di vita, in risposta ai bisogni particolari.

La festa della donna richiama il nostro impegno quotidiano di operatori, nell'offrire vicinanza, un accompagnamento ed un sostegno nelle scelte che riguardano la maternità, la sessualità, la vita relazionale e di coppia.

Essere seguite in consultorio, non significa soltanto ricevere assistenza, ma intraprendere un percorso di conoscenza, di condivisione, di scoperta delle proprie capacità e risorse ricevendo un supporto costante, non solo nei momenti transitori di crisi o di fragilità ma anche nei “normali” eventi che segnano il percorso di vita.

Gli Operatori dei Consultori familiari ASL Bergamo

 

 

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Nel mese di marzo, accompagnata dalla fioritura della mimosa, si celebra la festa della donna e con essa tornano alla ribalta anche i messaggi di augurio, gli eventi e le manifestazioni di sensibilizzazione al pianeta femminile. Per un giorno tutto il mondo sembra declinare un roseo pensiero a ridosso di questa ricorrenza. Eppure anche se la donna torna protagonista della società che la celebra con festeggiamenti, in questo momento, i messaggi di augurio sono coperti da un velo di tristezza richiamata dai diffusi episodi di violenza che graffiano di dolore questo momento di giubilo.
Non ci servono statistiche per ricordare i sanguinosi casi di violenza o le atrocità che, ormai troppo spesso, si consumano all’interno delle mura domestiche o lavorative. Purtroppo sono ancora tanti i casi in cui, nella nostra società, emerge la brutale aggressività che trova sfogo in forme di coercizione e dominio espressi con ostili atti d’incomparabile distruttività verso le donne. Paradossali ed incomprensibili, se li affianchiamo alla capacità di amare espressa dal genere femminile e di colei che dà la vita e, per eccellenza, naturalmente associata ad una nuvola di sensibilità d’animo. Sono necessarie azioni sociali che coinvolgano mettano in discussione tutti per invertire la tendenza alla violenza, serve ascolto, comprensione e sostegno per le donne vittime di violenza; è fondamentale aprire gli occhi per vigilare attentamente in tutti gli aspetti della nostra vita quotidiana, diffondere un'idea di rispetto nelle prassi comuni.
Uscire dall'aspetto della celebrazione annuale per riconoscere il ruolo fondamentale delle donne è, oggi più che mai, una missione. I festeggiamenti, ancora lontani, sono attesi al termine di questo percorso.
Questa riflessione sprona la rete di accoglienza a contribuire a far per rispettare la persona femminile per salvaguardarla e riscoprirne il suo valore proprio.
Con questo fine, nella provincia di Bergamo, opera una Rete di Sostegno alle donne per uscire dalla violenza. Il gruppo di lavoro è formato da referenti dei Consultori Familiari Asl Bergamo e delle Aziende Ospedaliere Bergamasche, i Centri Antiviolenza, le Associazioni, le Farmacie e i Medici di Famiglia, servizi pubblici e privati che, con figure professionali e operatori qualificati, ha la finalità di pensare a linee di intervento a sostegno delle donne vittime di situazioni di violenza.
Per garantire interventi di alto livello è da tempo attivo un protocollo di linee operative condivise e comuni tra tutti i Pronto Soccorso delle Strutture della provincia di Bergamo che consente l’accoglienza delle donne vittime di violenza da parte di personale specializzato di intervenire garantendo azioni mirate, al fine di offrire la più adeguata assistenza alle donne vittime.
Per tutte le donne che desiderano uno spazio di confronto e conforto sul tema e prendere contatti con i servizi è consigliabile consultare il sito www.asl.bergamo.it sezione "NOVITA' ED AGGIORNAMENTI" in “archivio notizie”.

 

Dott.ssa Sabrina Damasconi - Ufficio Stampa ASL Bergamo e Direttore Responsabile ASL IN..FORMA http://aslinforma.youspace.it/index.asp#

Codici esenzioni E30 e E40
Codici esenzioni E30 e E40
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Per i cittadini affetti da patologie croniche o rare c'è un'importante novità. Nel caso appartengano ad un nucleo familiare con reddito complessivo non superiore a 46.600 Euro, con eventuali incrementi in funzione della diversa composizione della famiglia stessa, dovranno rinnovare la propria autocertificazione per continuare ad usufruire dell'esenzione totale per i farmaci della propria cura. La normativa regionale, che fissa il 31 maggio quale termine ultimo per adeguarsi, modifica in realtà solo le modalità di autocertificazione, non i diritti che ne conseguono. Nel concreto si tratta di sostituire la vecchia prassi, che prevedeva la firma della ricetta in farmacia da parte del cittadino esente, con l'inserimento già da parte del medico sulla prescrizione di un codice: E30 per i cittadini affetti da patologie croniche, E40 per i cittadini affetti da malattie rare. Tale novità interessa sia coloro i quali già possiedono il tesserino rosa ed il modulo cartaceo rilasciato dall'Asl per i limiti di reddito previsti, sia quanti si accingono a richiedere per la prima volta questo tesserino e si trovano all'interno dei limiti reddituali previsti. Ma come si può provvedere alla nuova autocertificazione ed ottenere il modello cartaceo su cui è apposto il nuovo codice di riferimento? Diverse sono le possibilità per il cittadino: rivolgersi al Distretto Socio Sanitario Asl di appartenenza, recarsi in una qualsiasi farmacia del territorio provinciale e, dal prossimo 28 febbraio, effettuare l'autocertificazione anche on line sul “Portale del cittadino” di Regione Lombardia (http://www.crs.lombarida.it). Qualora si delegasse una persona di fiducia a perfezionare l'autocertificazione, va precisato che non sarà possibile rivolgersi alle farmacie, che potranno assegnare i codici solo a cittadini maggiorenni che operino in qualità di diretti interessati. Fino al 31 maggio, per consentire agli aventi diritto di attivarsi con tranquillità, le due modalità per ottenere l'esenzione saranno entrambe valide: sia quella con firma in farmacia sulla prescrizione compilata con l'indicazione di esenzione per patologia o malattia rara, sia quella con i nuovi codici. Dal prossimo 1 giugno, invece, solo quanti in possesso del certificato di esenzione E30 o E40 potranno non pagare la compartecipazione alla spesa per le prescrizioni farmaceutiche prevista dal Servizio Sanitario regionale. È importante precisare che tali esenzioni mantengono la loro validità fino a quando non intervengano variazione del proprio stato che implichino un superamento dei limiti di reddito previsti. Il dichiarante è, pertanto, tenuto a dare immediata comunicazione del venir meno delle condizioni che danno diritto a beneficiare dell'esenzione, chiedendo la revoca della stessa al proprio Distretto Asl. Non è invece possibile effettuare tale operazione in farmacia.
Per maggiori informazioni: “Nuove esenzioni farmaceutiche”, sulla home page del sito di Asl Bergamo “www.asl.bergamo.it”.

 

Dott.ssa Rita Moro - Responsabile Comunicazione Istituzionale e Relazioni con il Pubblico - Ufficio Stampa ASL Bergamo

N.U.C.A. – NUMERO UNICO CONTINUITA’ ASSISTENZIALE
Dal 16 febbraio è attivo il nuovo numero provinciale per la Continuità Assistenziale
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La fase 1 - Attivazione del N.U.C.A. il NUMERO UNICO CONTINUITA’ ASSISTENZIALE
A partire dallo scorso lunedì 16 febbraio 2015, Bergamo e provincia sono state interessati ed importanti novità.
La prima, l'attivazione di un nuovo numero di riferimento per la continuità assistenziale. Si tratta del "numero unico per la guardia medicache, per le urgenze, si affianca al consolidato riferimento del 118.
Il numero N.U.C.A. 035.3535 risponde ad un'esigenza concreta realizzando, nel contempo, una vera rivoluzione che coniuga semplicità a unicità. Infatti, in caso di necessità, può essere molto semplice ed utile ricordare di contattare un unico numero di riferimento, certi di poter contare su rapide indicazioni vocali per contattare la continuità assistenziale (ex guardia medica) più vicina.
Ogni cittadino componendo il numero 035.3535, da qualsiasi Comune della provincia Bergamasca, sarà accompagnato passo passo da una voce guida che registrerà e smisterà la richiesta assistenziale verso la postazione di riferimento del Comune di provenienza della chiamata.

Il numero unico è attivo:

tutti i giorni dalle ore 20,00 alle ore 8.00 del mattino successivo;
tutti i sabati, le domeniche ed i giorni festivi dalle ore 8.00 alle ore 20.00;
tutti i giorni prefestivi infrasettimanali dalle ore 10.00 alle ore 8.00 del giorno feriale successivo alla festività.


Il numero NUCA è stato inoltre collaudato per riconoscere qualsiasi tipologia di voce, da roca ad alterazioni di voce dovuta a patologie, dai laringectomizzati al dialetto bergamasco. Inoltre è importante sapere che i Direttori di Distretto ASL saranno attivamente impegnati sul territorio per monitorare il funzionamento di questa nuova modalità di contatto telefonico, al fine di evidenziare e superare eventuali criticità.

Per maggiori informazioni e visionare subito il video di presentazione clicca qui

La fase 2 - Il trasferimento postazione Guardia Medica
In concomitanza all'attivazione del numero di telefono unico (N.U.C.A.) per il Servizio di Continuità Assistenziale, la postazione dell'ambulatorio (ex Guardia Medica) dapprima collocato presso la sede della Croce Rossa Italiana ha trovato posto nei nuovi locali appositamente attrezzati presso il Distretto di Bergamo.
Dal 16 Febbraio scorso si è così portato a compimento un progetto di ridefinizione degli spazi presso il Distretto della città di Bergamo, iniziato nel 2013, andando così a completare la fase di ricollocazione di tutti i servizi afferenti allo stesso Distretto di Bergamo per garantire un'offerta completa dei servizi sanitari ai cittadini e all'intera comunità.
Il Servizio di Continuità Assistenziale è ubicato nella nuova sede in Via Borgo Palazzo, 130 – (PADIGLIONE GIALLO N. 6D)

La fase 3 - La riattribuzione dei comuni per competenza territoriale
L'altra innovazione riguarda la riattribuzione dei comuni territoriali afferenti per competenza per ciascuna postazione del Servizio di Continuità Assistenziale.
A decorrere dal 16 febbraio scorso, infatti, i comuni afferenti ai singoli ambulatori di Bergamo, Bonate Sotto, Villa d'Almè e S.Omobono Terme si sono uniformati al programma di allineamento dei Comuni.

La postazione di Bergamo in Via Borgo Palazzo, 130 – (PADIGLIONE GIALLO N. 6D) può accogliere le richieste dei cittadini dei comuni di Bergamo, Gorle, Orio al Serio, Torre Boldone, e le new entry  Ponteranica e Sorisole.
La postazione di Bonate Sotto in Via Garibaldi, 15 in cui possono rivolgersi i cittadini comuni di Ambivere, Bonate Sopra, Bonate Sotto, Brembate Sopra, Caprino Bergamasco, Cisano Bergamasco, Mapello, Ponte San Pietro, Pontida e Presezzo.
La postazione di Villa d'Almè in Via Roma, 16 a cui competeno le richieste dei cittadini di Almè, Paladina, Valbrembo e Villa d'Almè.
La postazione di Sant'Omobono Terme in Via G. Vanoncini, 20 (già Via Vittorio Veneto) garantisce l'accoglimento delle richieste per le comunità dei cittadini dei comuni di Bedulita, Berbenno, Brumano, Capizzone, Corna Imagna, Costa Imagna, Fuipiano, Locatello, Roncola, Rota Imagna, Sant'Omobono Terme, Strozza, Valsecca, Almenno San Bartolomeo, Almenno Sant'Alessadro, Barzana e Palazzago.

Legenda:

comuni di nuova afferenza

 

Dott.ssa Sabrina Damasconi - Ufficio Stampa ASL Bergamo e Direttore Responsabile ASL IN..FORMA http://aslinforma.youspace.it/index.asp#

Approfondimento scientifico

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il 12 dicembre 2014 ASL Bergamo ha superato la valutazione della fase 1 della “Comunità Amica dei Bambini” (BFCI), dopo un lavoro impegnativo svolto con la Tutor UNICEF, Dr.ssa Maria Enrica Bettinelli, Coordinatore Baby Friendly Initiative UNICEF Italia dell’ASL Milano.
Il superamento di questa prima tappa del percorso BFCI ha visto il coinvolgimento di tutti i livelli ASL Bergamo, dalla Direzione strategica al singolo operatore ,che quotidianamente e con ruolo diverso, svolge la propria attività di sostegno dell’allattamento materno e della genitorialità e di promozione e tutela della salute di madri e bambini.

In Lombardia ,oltre ASL Bergamo, le ASL Milano 1 e Milano 2 hanno superato la valutazione della fase 1 , mentre 2 ASL hanno terminato il percorso : l’ASL Milano Il 27 ottobre 2011 è stata la prima Comunità Amica dei Bambini per l’Allattamento Materno, riconosciuta nel territorio nazionale, seguita nel 2012 dall’ASL Sondrio .

.... Cos’è la “Comunità Amica dei Bambini per l’Allattamento Materno” (BFCI)?

Fa parte dell’iniziativa ”Insieme per l’Allattamento: Ospedali&Comunità Amici dei Bambini uniti per la protezione, promozione e sostegno dell’allattamento materno”, che rappresenta uno dei piu’ vasti programmi di sensibilizzazione ed educazione sanitaria condotti dall’UNICEF nel mondo in collaborazione con l’OMS, volto a rafforzare la capacità dei sistemi sanitari nazionali, regionali e locali di proteggere e sostenere l’allattamento al seno.
Scopo del progetto è quello di aiutare i servizi sanitari a migliorare le pratiche assistenziali e territoriali, affinchè i genitori siano sostenuti nel compiere le scelte piu’ adeguate per l’alimentazione e la cura dei propri bambini.

La Comunità Amica dei Bambini per l’Allattamento materno è la Struttura socio - sanitaria territoriale in cui tutti gli operatori dei servizi a contatto con donne in gravidanza, madri e bambini adottano standard di buone pratiche assistenziali che hanno lo scopo di proteggere, promuovere e sostenere l’avvio e la durata dell’allattamento materno.

L’Iniziativa si basa sull’adozione dei Sette Passi, basati su standard supportati da evidenze scientifiche, riadattati alla situazione italiana da UNICEF Italia per consentire una migliore pratica nei servizi territoriali, al fine di promuovere , proteggere e sostenere l'allattamento.


I Sette Passi, che rappresentano le basi della BFCI, sono i seguenti:

  1. Definire una Politica aziendale per l’allattamento al seno e farla conoscere a tutto il personale
  2. Formare tutto il personale per attuare la Politica aziendale
  3. Informare tutte le donne in gravidanza e le loro famiglie sui benefici e sulla pratica dell’allattamento al seno
  4. Sostenere le madri e proteggere l’avvio e il mantenimento dell’allattamento al seno
  5. Promuovere l’allattamento al seno esclusivo fino ai 6 mesi compiuti, l’introduzione di adeguati alimenti complementari oltre i 6 mesi e l’allattamento al seno prolungato
  6. Creare ambienti accoglienti per favorire la pratica dell’allattamento al seno
  7. Promuovere la collaborazione tra il personale sanitario, i gruppi di sostegno e la comunità locale


L’obbiettivo essenziale di questo progetto è quello di creare una “cultura dell’allattamento”  nella Comunità con lo scopo di:

- aumentare il numero di madri che scelgono di allattare i propri figli
- aumentare la durata dell’allattamento esclusivo
- aiutare le madri a sentirsi fiduciose, determinate e soddisfatte con la loro esperienza di allattamento al seno
-sostenere i genitori nella scelta informata riguardo l’alimentazione del proprio bambino nell’ottica di “guadagnare salute”

Nello stesso tempo, garantisce alle mamme che non allattano al seno, per propria scelta o per ragioni mediche , sostegno ed informazioni ,basate su evidenze scientifiche, per una corretta alimentazione del loro bambino.
Inoltre , coinvolge anche il partner per avviare una buona relazione familiare.

…. Come e quando si diventa “Comunità Amica dei Bambini per l’Allattamento Materno” (BFCI)?

Per ottenere il riconoscimento di Comunitò Amica dei Bambini per l’Allattamento materno, una struttura socio-sanitaria territoriale deve intraprendere un percorso di valutazione, strutturato in una successione di tappe:

 

 



Il Comitato Italiano per l’UNICEF, attraverso la Task Force appositamente istituita, accompagna tutti i passaggi che vanno dalla promozione alla valutazione e al sostegno della BFCI, mettendo a disposizione delle strutture interessate, un Tutor UNICEF con le competenze necessarie al raggiungimento dell’obiettivo.

Quando una struttura ritiene di aver raggiunto uno standard elevato e di aver creato una rete efficace di protezione, promozione e sostegno dell’allattamento materno nel territorio, in cui tutti gli attori presenti (dirigenti, medici e pediatri di famiglia, ginecologi, ostetriche, psicologi, infermieri,assistenti sanitari, amministrativi, volontariato, istituzioni comunali, ospedali con Punti Nascita…) agiscono in modo sinergico, questo risultato viene confermato da un gruppo di valutatori esterni che determinano se la struttura ha raggiunto gli Standard richiesti per ottenere il riconoscimento di “Comunità Amica dei Bambini per l’Allattamento materno”.

...A che punto si trova ASL Bergamo nel percorso “Comunità Amica dei Bambini per l’Allattamento Materno (BFCI)?

Il 19 settembre 2014 è stata deliberata dalla Direzione Generale ASL Bergamo la Politica Aziendale per l’Allattamento al seno e l’alimentazione dei bambini, che copre interamente i Sette Passi e il rispetto del “Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno e le successive pertinenti Risoluzioni dell’OMS. Tutti gli Operatori di ASL Bergamo svolgono la propria attività nel rispetto delle indicazioni della Politica Aziendale e sono impeganti a diffonderla e condividerla con la comunità.

E’ in atto una formazione capillare degli Operatori ASL , che sono in contatto con donne in gravidanza, mamme che allattano ed i loro familiari, con lo scopo di migliorane le competenze in relazione al ruolo professionale.

Presso i Consultori familiari ASL Bergamo son attivi gli “Spazi Allattamento”, a libero accesso, in cui le Ostetriche,quali professionisti competenti,sono in grado di offrire un’efficace consulenza, individuale e di gruppo, sull’allattamento e sulla corretta alimentazione infantile. Ogni Consultorio familiare ASL garantisce accoglienza a madre e bambino, in continuità con il Punto Nascita, fornendo informazioni, aiuto e sostegno nell’allattamento o nell’alimentazione del bambino, dopo la dimissione dall’Ospedale.

L’ASL Bergamo riconosce il diritto delle mamme di poter allattare al seno in tutte le aree pubbliche della propria struttura, dove è presente una segnaletica ben leggibile e multilingue in cui si esplicita che l’allattamento materno è benvenuto. Nei Consultori familiari ASL è garantita alla madre la possibilità di allattare, anche in spazi riservati, indicati alle madri dagli operatori presenti.

L’ASL Bergamo, a sostegno delle donne lavoratrici che allattano ,ha aderito al programma OMS di Promozione della salute sui luoghi di lavoro(WHP), come da indicazioni della Regione Lombardia,ed ha inaugurato il 2 ottobre 2014 lo Spazio Allattamento, nella Sede Legale ASL in via Gallicciolli 4 , che offre una duplice possibilità:

-alle madri lavoratrici ,dipendenti dell’ASL,di riprendere il lavoro mantenendo l’allattamento materno, tramite l’estrazione del latte e la sua conservazione in un ambiente adeguato ed attrezzato presente nella sede lavorativa .
e
-alle mamme che si trovano in città ,con il proprio bambino, di fare una sosta per allattare in uno spazio accogliente e riservato .

La seconda opportunità rende questo Spazio Allattamento un Baby Pit Stop inteso come sosta per il ”rifornimento “ del latte e cambio del pannolino nell’ambito della rete territoriale di promozione e sostegno dell’allattamento materno dell’iniziativa “Comunità Amica dei Bambini per l’Allattamento Materno”.

Dalla collaborazione tra ASL Bergamo e UNICEF,Sede di Bergamo, si sono creati, ad oggi, in tutta il territorio bergamasco, circa 50 Baby Pit Stop (BPS) dove è possibile allattare il proprio bambino in un ambiente accogliente e riservato all’interno di spazi pubblici commerciali e non (comune, farmacia, bar, ristorante, albergo, biblioteca, università, supermercato, ecc.…), come rete di sostegno alla donna che allatta e che si trova fuori casa col proprio bimbo. Il BPS è un servizio gratuito e riconoscibile da una vetrofania apposta fuori dallo spazio scelto, rilasciata da UNICEF, che ne valuta l’adeguatezza.
L’allattamento al seno non ha orari predeterminati e programmati:ogni bimbo ha abitudini ed esigenze diverse. Ogni mamma ha un proprio modo di allattare, che si adatta alle richieste del proprio figlio: e’ difficile sapere quando il bimbo chiederà il latte….
L’allattamento al seno non deve pregiudicare lo stile di vita della madre e vincolarla a rimanere “chiusa” in casa, perchè sta allattando: deve avere la possibilità  di muoversi con il proprio bimbo ovunque..


L’elenco dei Baby Pit Stop in provincia di Bergamo è consultabile dal sito ASL Bergamo www.asl.bergamo.it 

Il 12/09/14 ASL Bergamo ha istituito il Comitato Percorso Nascita della Provincia di Bergamo nel cui contesto si e’ creato un tavolo interaziendale (tra ASL e Aziende Ospedaliere con Punti Nascita) deputato alla realizzazione di un Protocollo condiviso per  garantire una continuità assistenziale ,dopo la dimissione ospedaliera, della madre e neonato e per omogeneizzare il percorso di sostegno all’allattamento materno.
L’obbiettivo è quello di creare sinergie e reti di sostegno e mantenimento dell’allattamento materno ,tramite l’impiego di un linguaggio comune con uniformita’ di contenuti, rivolto alle mamme che allattano e alle loro famiglie, da parte di tutti gli operatori coinvolti.

Nel mese di ottobre 2014 ASL Bergamo ha effettuato un Monitoraggio dei tassi di allattamento al seno presso i Punti Nascita ed i Punti vaccinali del territorio bergamasco, mediante la somministrazione di questionari alla mamme nel momento della dimissione ospedaliera ed in corrispondenza della I°, II°e III° vaccinazione.
La rilevazione periodica dei tassi di allattamento al seno permetterà di garantire e monitorare l’applicazione degli Standard per le buone pratiche dell’UNICEF .

In conclusione, la messa in campo delle numerose azioni a sostegno e promozione dell’allattamento al seno, da parte di ASL Bergamo, sta progressivamente contribuendo alla creazione della “cultura dell’allattamento” nella comunità bergamasca.

 

 

Dott.ssa Fiorenza Cartellà - Specialista in Ginecologia e Ostetricia, Coordinatore Ostetrico Ginecologo Consultori ASL Bergamo


Regolamento FIAC
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Quante volte di fronte ad una pietanza che ci viene offerta o ad una confezione di alimenti già pronti siamo colti da un senso d’incertezza o diffidenza? Perché non siamo in grado di individuare gli ingredienti, perché vorremmo poter escludere l’utilizzo di alcune sostanze, perché non conosciamo le qualità nutrizionali di ciò che ci accingiamo a mangiare: i motivi possono essere diversi, ma comunque tutti legati alla scarsa o poco comprensibile informazione obbligatoria fino ad oggi a favore dei consumatori. Ma le cose stanno per cambiare. Proprio nello scorso mese di dicembre è entrato in vigore il Regolamento dell’Unione Europea numero 1169 del 2011, più noto come Regolamento FIAC, che norma proprio la tipologia di informazioni da garantire sugli alimenti. Le nuove disposizioni si concentrano ovviamente sull’etichettatura, che deve essere in grado di fornire in maniera chiara e trasparente un quadro informativo completo dei cibi sui quali è apposta, all’insegna della trasparenza e della leggibilità. Qualche esempio: scritte sulle confezioni con caratteri più grandi e chiari, indicazioni sulla presenza di sostanze o prodotti allergizzanti maggiormente in risalto, tipi di grassi impiegati espressamente elencati.
Assisteremo, dunque, a numerosi cambiamenti sulle etichette dei prodotti alimentari ed ecco qui di seguito una sintesi delle novità più significative:
Nuovi requisiti per l’etichettatura
Per gli alimenti preconfezionati, le informazioni obbligatorie dovranno figurare direttamente sull'imballaggio o su un'etichetta applicata. Le etichette dovranno essere facilmente visibili, chiaramente leggibili e, se necessario, indelebili. Le informazioni obbligatorie sugli alimenti non dovranno essere in alcun modo nascoste, oscurate, limitate o separate da indicazioni grafiche o da altri elementi in grado di interferire con la chiarezza del messaggio.
Per gli imballaggi multipli, contenenti poi gli articoli incartati individualmente, le indicazioni obbligatorie appariranno direttamente sull'imballaggio multiplo e, se i prodotti in esso contenuti sono destinati anch'essi alla vendita, le informazioni obbligatorie dovranno figurare anche sulle loro singole confezioni.
Indicazione degli allergeni
Nell'elenco degli ingredienti gli operatori del settore alimentare dovranno mettere in evidenza il nome della sostanza o del prodotto a rischio. Per facilitarne l’individuazione, dovrà essere chiaramente evidenziato solo l’ingrediente corrispondente a queste sostanze. Se tutti gli ingredienti di un alimento fossero sostanze o prodotti in grado di provocare allergie o intolleranze, dovranno essere citati nell'elenco degli ingredienti ed evidenziati singolarmente. Gli Stati membri dell'Unione Europea possono scegliere proprie diverse modalità con le quali comunicare le informazioni sugli allergeni. In linea di principio sono ammessi tutti i mezzi ritenuti idonei a garantire al consumatore una scelta il più possibile consapevole e garantita: un'etichetta, documenti che accompagnino l’alimento o qualunque altro strumento, da quelli più tecnologici fino alla comunicazione verbale.
Prodotti congelati
Per questi dovrà essere indicata chiaramente la data di congelamento con l'indicazione specifica di giorno, mese, anno e luogo di provenienza.
Presenza di acqua nei prodotti finiti
La presenza di acqua aggiunta, che rappresenti più del 5% del prodotto finito, può alterare il peso dell'alimento. Pertanto, in caso di percentuali uguali o maggiori, dovrà essere indicata nei prodotti a base di carne e preparati di carne, anche se in tagli o frazionati in porzioni, e nei prodotti della pesca, siano essi interi, sfilettati o tagliati.
Intuitivo è comprendere come l’applicazione di queste nuove regole accresca in termini di garanzia il consumo di molti degli alimenti che quotidianamente finiscono sulle nostre tavole. Ma non solo. Il percorso normativo intrapreso, che prevede per il 2016 anche l’obbligo definitivo della “dichiarazione nutrizionale”, ci consentirà anche di poter compiere scelte più consapevoli in termini di qualità degli alimenti. La nuova etichettatura potrà essere così un valido supporto alle campagne di educazione alimentare basate non solo sulla limitazione della quantità dei cibi assunti, ma anche sull’attenzione ai valori nutrizionali dei singoli alimenti e sulla loro corretta alternanza, così da soddisfare in maniera completa i bisogni dell’organismo.

Il nuovo Regolamento FIAC, entrato in vigore nel 2011, ma obbligatorio dallo scorso 13 dicembre, funge da verso spartiacque all’interno di un percorso di educazione alimentare che coinvolge sempre più il consumatore, conferendogli un ruolo di consapevolezza all’interno della filiera alimentare. Le informazioni obbligatorie sull’etichettatura saranno più chiare e trasparenti. Gli elenchi degli ingredienti contenuti nei preparati saranno completi. Le sostanze a rischio di allergie o intolleranze evidenziate. La dichiarazione nutrizionale dettagliata, che diverrà obbligatoria dal 2016, completerà poi il quadro. Grazie alle sue informazioni sarà possibile valutare il cibo anche in termini di apporti nutrizionali conferiti al nostro organismo. Tuttavia, pur non essenso ancora obbligatoria, è già possibile imbattersi in tale informativa su alcuni prodotti preconfezionati. È bene allora sapere che dovrebbe comprendere per norma i seguenti elementi: il valore energetico, la quantità di grassi, acidi grassi saturi, carboidrati, zuccheri, proteine e sale. Inoltre, la dichiarazione nutrizionale obbligatoria potrà essere completata dall'indicazione delle quantità di uno o più dei seguenti elementi: acidi grassi monoinsaturi, acidi grassi polinsaturi, polioli, amido, fibre alimentari, vitamine e sali minerali. Le vitamine e i sali minerali possono però essere indicati se sono presenti in quantità significative.

 

Dott.ssa Rita Moro - Responsabile Comunicazione Istituzionale e Relazioni con il Pubblico - Ufficio Stampa ASL Bergamo


Celiachia
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La celiachia è un’intolleranza alimentare che interessa circa l’1% della nostra popolazione. Il Ministero della Salute la definisce quale malattia autoimmune permanente provocata dall'infiammazione dell'intestino tenue a seguito del contatto con il glutine, elemento contenuto nei cereali quali grano tenero, grano duro, farro, orzo e kamut. Per questo i cittadini che ne sono affetti non possono alimentarsi con pane, pasta, pizza, biscotti e molti altri alimenti comunemente in commercio. Devono, invece, seguire una dieta gluten-free, cioè priva di glutine, unica pratica in grado di inibire la comparsa dei sintomi e prevenire complicanze, attualmente, l'unica terapia possibile per l’intero arco di vita. Alla luce di ciò, considerate le serie caratteristiche della patologia, il sistema sanitario riconosce ai soggetti celiaci un contributo per l’acquisto di prodotti alimentari a loro dedicati, privi appunto di glutine. Fino ad ora il budget personale assegnato poteva essere speso dagli assistiti della nostra provincia solo nelle farmacie e nei negozi specializzati. Oggi, invece, è possibile rivolgersi anche ai punti vendita convenzionati delle più importanti catene della Grande Distribuzione Organizzata. Unico accorgimento: portare con sé il proprio codice celiachia, inviato da ASL Bergamo in questi giorni direttamente a casa degli assistiti interessati. Quindi dopo aver scelto i prodotti disponibili nei supermercati, una volta alla cassa, bisogna comunicare che si intende usufruire del proprio budget per il pagamento dei prodotti senza glutine, esibendo assieme alla propria tessera sanitaria il codice celiachia. Con il nuovo sistema l’importo corrispondente al valore della merce acquistata viene direttamente scalato dal budget personale, consentendo anche di effettuare compere “miste”, ovvero comprendenti prodotti per celiaci e prodotti per tutti. In automatico sono individuati, infatti, quelli rimborsabili, contrassegnati dalla sigla “SG” sullo scontrino, che riporta in ogni caso l’importo del budget mensile residuo. Sempre possibile, comunque, continuare ad acquistare nelle farmacie o nei negozi specializzati, dove non sarà necessario esibire il nuovo codice assegnato. Per maggiori informazioni, consultare il sito www.asl.bergamo.it all’icona “Gluten Free” in home page.

 

A cura di

Dott.ssa Rita Moro, Responsabile Comunicazione Istituzionale e Relazioni con il Pubblico - Ufficio Stampa

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ASL In...forma Periodico di informazione dell'Azienda Sanitaria Locale della Provincia di Bergamo ora ATS Bergamo Edizione 2017 - Periodico reg. Tribunale di Bergamo iscritto n°8/2012 in data 22 Febbraio 2012 Direzione e Redazione via Gallicciolli 4 - 24121 Bergamo tel. 035/385199 - e-mail: sabrina.damasconi@ats-bg.it Editore: Mara Azzi Direttore Generale ASL Bergamo - Direttore Responsabile: Sabrina Damasconi Giornalista Ufficio Stampa e Comunicazione ASL BERGAMO
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