Tag Titolo Abstract Articolo
Pubblicato: 22/11/2013 17:14:00
Il 30.11.2013 ricorrerà la Giornata Mondiale della Malattia di Parkinson
Network provinciale per la Malattia di Parkinson
Appropriatezza ed efficacia degli interventi clinici e socio-assistenziali nel Network provinciale per la Malattia di Parkinson: indicatori e “case manager"

La malattia di Parkinson colpisce in Italia circa 230.000 persone. Di questi il 60% è rappresentato da maschi ed il 40% da femmine; si stima inoltre che circa il 5% dei pazienti parkinsoniani sia di età inferiore ai 50 anni, mentre il 70% circa ha un’età superiore ai 65 anni. Si prevede che, entro il 2030, il numero dei pazienti parkinsoniani sarà di fatto raddoppiato, a causa del crescente invecchiamento della popolazione generale.
In provincia di Bergamo, gli studi condotti dal Servizio Epidemiologico dell’ASL di Bergamo hanno permesso l’individuazione di circa 3200 soggetti prevalenti. Ciò equivale ad una prevalenza pari a 280 casi per 100.000 residenti. La distribuzione dei tassi specifici per età e genere mostra il reale, pesante impatto della MP nelle classi di età più avanzate. La distribuzione geografica di questi pazienti evidenzia aree a rischio aumentato di morbosità nell'area montana (Valle Brembana, Alta Val Seriana, Alto Sebino) e, in parte, metropolitana. Esistono singoli comuni a prevalenza particolarmente elevata, meritevoli di approfondimento tramite studi specifici.
La gestione della malattia di Parkinson rappresenta una complessa sfida per il SSN, considerando l’ipotetica durata della stessa, per cui la mortalità dei pazienti parkinsoniani è già ora confrontabile con la popolazione di pari età.
Durante la sua storia di malattia il paziente parkinsoniano sempre più incontra e necessita di figure mediche (neurologo, medico di medicina generale, fisiatra, neuroradiologo, neurofisiologo, psichiatra, neurochirurgo, ortopedico, urologo, nutrizionista) e di figure professionali socio-sanitarie (fisioterapista, logopedista, psicologo, assistente sociale, infermiere), che operano spesso in modo non coordinato tra loro.
La mancanza di “regia” tra le varie figure professionali che si alternano nella vicenda patologica del malato di Parkinson, spesso determina prestazioni non necessarie, non tempestive o duplicazioni delle stesse. Il tutto viene a tradursi sovente in uno spreco di risorse economiche e gestionali, che affliggono l’efficacia degli interventi stessi.
L’assenza a livello nazionale di un governo clinico della malattia della malattia di Parkinson e di documenti programmatori, resta pertanto una problematica ancora aperta.
Nel 2012, il Tavolo Tecnico per la malattia di Parkinson, istituito e presieduto dall’Asl di Bergamo, ha elaborato un PDTAR (Protocollo Diagnostico Terapeutico Assistenziale e Riabilitativo), condiviso tra le varie Aziende Ospedaliere e gli Enti Privati Accreditati della provincia di Bergamo.
Nella attuale seconda fase, l’obiettivo che si è posto il Tavolo Tecnico per la malattia di Parkinson è la definizione di un panel di indicatori di appropriatezza, in grado di verificare e misurare l’efficacia degli interventi espletati presso le Aziende ospedaliere e gli enti erogatori privati, in risposta al soddisfacimento dei bisogni degli assistiti.
L’obiettivo finale di questo lavoro vuole tradursi, dunque, nel miglioramento della qualità dei servizi erogati, nell’ottimizzazione delle risorse e nella loro sostenibilità per tutto la durata di tale patologia.
In questa logica sistemica di gestione integrata della malattia di Parkinson, oltre al neurologo esperto in disordini del movimento, potrebbe quindi rendersi opportuno l’inserimento della figura del cosiddetto “case manager”, come elemento di raccordo e di coordinamento tra i neurologi specializzati nei disordini del movimento ed i diversi professionisti socio-sanitari.
Lo scopo di tale figura professionale potrebbe in effetti consentire il miglioramento della qualità di assistenza complessiva da fornire ai malati nell’ambito di una patologia cronica ed invalidante quale la Malattia di Parkinson.
Riteniamo che l’ASL di Bergamo possa costituire l’elemento di raccordo e di coordinamento, nell’ambito di questa innovativa sperimentazione gestionale.
In sintesi, la patologia parkinsoniana, in quanto patologia di rilevanza sempre più cogente, come “burden of disease” e come “costi” anche economici, ma soprattutto per impatto sociale e familiare, necessita di una forte ed unitaria programmazione sanitaria e socio-sanitaria. Con l’attuale quadro demografico, la MP è destinata ad aumentare, come impatto epidemiologico, in modo decisamente importante in pochi anni anche in provincia di Bergamo.

Dr. Alberto Zucchi - Medico   Responsabile Servizio Epidemiologia Aziendale Dipartimento PAC ASL Bergamo

e Dr . Bruno Ferraro - Medico neurologo Coordinatore del Tavolo interaziendale ASL sulla malattia di Parkinson


 

Fonte: ASL Bergamo
Seguici su
Rss
ASL In...forma Periodico di informazione dell'Azienda Sanitaria Locale della Provincia di Bergamo ora ATS Bergamo Edizione 2017 - Periodico reg. Tribunale di Bergamo iscritto n°8/2012 in data 22 Febbraio 2012 Direzione e Redazione via Gallicciolli 4 - 24121 Bergamo tel. 035/385199 - e-mail: sabrina.damasconi@ats-bg.it Editore: Mara Azzi Direttore Generale ASL Bergamo - Direttore Responsabile: Sabrina Damasconi Giornalista Ufficio Stampa e Comunicazione ASL BERGAMO
questo sito è stato realizzato con il CMS Journalist | About | Contact