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Pubblicato: 18/10/2013 16:33:00
Nel Distretto di Dalmine presso il Consultorio ASL di Zanica
“Supporto Psicologico a lavoratori e imprenditori”
un innovativo servizio sperimentale

L'attuale crisi lavorativa ed economica spinge le persone a trovare strategie di adattamento, utili da un lato a far fronte alle difficoltà e dall’altro a modificare l'ambiente critico. In questo processo diventa importante conservare flessibilità e capacità di vedersi come attori, cioè soggetti dell’agire. Ciò è possibile sfruttando le capacità cognitive ed emozionali, affrontando le esigenze della vita di ogni giorno, costruendo relazioni significative e, soprattutto, cercando soluzioni che ci consentano di governare conflitti interni ed esterni. Si tratta di un compito non facile, dal momento che la perdita del lavoro influenza aree profonde della nostra persona. La crisi economica, infatti, ha causato un’importante destabilizzazione sia sul piano sociale che psicologico, rendendo difficile a molti il soddisfacimento dei bisogni essenziali e il proprio equilibrio emotivo garante del benessere.
Il lavoro è un aspetto molto importante nella vita delle persone e la sua perdita produce un disorientamento nell'idea di sé e nella percezione del proprio futuro. Alimenta un malessere che assume i colori dell'ansia, della depressione, della caduta della propria autostima, dell’assunzione di comportamenti impulsivi.

Numerose ricerche hanno dimostrato che l’evento “perdita del lavoro” e la disoccupazione influiscono sull’incidenza di malattie e disturbi quali la depressione, l’ansia, l’instabilità psichica, lo stress e sintomi conseguenti (ipertensione arteriosa, rischio elevato di patologia coronarica, insonnia, malattie dispeptiche, ecc.).
Con la perdita del lavoro subentrano cambiamenti nelle abitudini della vita personali, potenzialmente rischiose per la salute psichica e fisica: alcol, droghe, fumo, isolamento sociale, diminuzione dell'esercizio fisico ecc.
Dal punto di vista psicologico l'integrazione sociale, ovvero la possibilità di riconoscersi positivamente nel proprio ruolo sociale, favorisce il prestigio e la sicurezza di sé e quindi l’incremento dell’autostima. Alla luce di ciò, si comprende come la perdita del lavoro influenzi e renda più fragile la nostra personalità.

Di fronte a questo evento critico si sono riconosciute tre fasi di reazione: “l'incredulità e lo stupore”, “l'ansia e la speranza”, “l'apatia e l'inerzia”.
La prima fase è quella in cui la persona fatica a razionalizzare ciò che è successo. La seconda quella in cui la persona si attiva per la ricerca di un nuovo lavoro. La terza fase, infine, per il protrarsi dell'assenza di lavoro, si manifesta nella persona come condizione di apatia e riduzione dell'attività, dei bisogni e dei desideri: “non si immagina al di là delle mura di casa, del divano “. Si tratta di un vero e proprio “status depressivo”. Il tempo libero dell'occupato diventa il “tempo vuoto” del disoccupato, ovvero si assiste alla destrutturazione nell’uso del proprio tempo di vita.

La testimonianza di un impresario, che negli ultimi tre anni ha visto azzerare la sua attività lavorativa (ereditata dal padre) e perso il 70% dei suoi investimenti, consente di entrare nelle tinte fosche dell'ansia e dell'immobilità: “a volte mi sveglio e cerco di alzarmi ma il mio corpo non reagisce ai comandi della mia mente, non ho il controllo su di lui, mi sento paralizzato. Penso che mia moglie non abbia più stima di me, non mi valorizza così ho iniziato a frequentare un'altra donna che mi dice continuamente che mi apprezza ma mi accorgo che il problema sono io”. Il figlio di questo uomo lavora nell'impresa e sprona continuamente il padre ad intraprendere azioni di rilancio dell'attività, ma lui preferisce stare fermo ed aspettare che il “temporale della crisi economica” passi. Non si sente in grado di incidere sulla realtà.

La disoccupazione può configurarsi anche come un evento luttuoso, simile alla perdita di una persona cara. Alcuni esperti hanno identificato una specifica forma depressiva che descrive il pensiero sottostante l'apatia e l'inerzia, tipica di colui che ha perso il lavoro.
Si tratta della “ Hopelesness Depression” ovvero della “depressione da mancanza di speranza”, che si distingue dalle altre forme depressive non per i sintomi, ma per le cause: “ la persona è convinta di non avere speranza, né di poterla avere in futuro. Pensa che gli eventi siano assolutamente negativi, di non essere in grado di far alcunché per modificare la situazione. E’ convinta che i risultati o gli eventi desiderati non si verifichino e che eventi o risultati negativi, al contrario, si verifichino senza possibilità di soluzione. La disperazione è l’unico stato d’animo possibile. I sintomi che la connotano sono: la tendenza a ritardare l'inizio delle risposte, l'umore triste, l’ideazione suicidiaria fino ai tentativi di suicidio, la mancanza di energia, apatia, rallentamento psicomotorio (mancanza di motivazione ad agire), ruminazione, disturbi nell’addormentarsi, difficoltà di concentrazione, pensieri negativi, bassa autostima, tendenza alla dipendenza dagli altri, ecc.

L'esperienza della disoccupazione può provocare anche comportamenti di aperto rifiuto e non accettazione, alimentando atteggiamenti di ostilità e di aggressività: in certi casi si tratta di una strategia più o meno consapevole per “distogliere da sé” il sospetto di essere responsabile della situazione, in altri casi si tratta della razionale attribuzione ad altri (le persone più vicine e significative, le organizzazioni con cui si è in rapporto, le istituzioni di governo e tutela) della causa della disoccupazione e quindi delle conseguenze negative che si stanno sperimentando.
Si tratta di due atteggiamenti opposti: l'uno internalizzante, tipico di colui che attribuisce a se stesso qualsiasi responsabilità legata alla perdita di lavoro (non sono capace, non mi sono fatto valere e rispettare, se avessi agito in questo modo...ecc), l'altro esternalizzante, di chi sposta esclusivamente fuori di sé la responsabilità dell'accaduto. Entrambi questi approcci estremizzati appaiono riduttivi e forieri di circoli viziosi: il primo conduce alla paralisi per senso di colpa e per senso di impotenza, il secondo alla dipendenza.

La crisi economica e lavorativa sembra travolga coloro che, identificandosi con il ruolo lavorativo ricoperto, rinunciano alla possibilità di governare la mente, i pensieri ed hanno “abbracciato” un pensiero negativo, colorato di pessimismo e di distruttività. Ma l’uomo nasce unico e libero, con la possibilità di trasformare i pensieri e le idee e la realtà stessa. Ogni cambiamento suggerisce di modificare l'idea di noi stessi e dell'ambiente, combatte i pensieri negativi proprio per trovare soluzioni costruttive per la salute.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità, nella carta di Ottawa, recita “Un altro aspetto fondamentale della promozione della salute è il riconoscimento della soggettività, ovvero che il modo di percepire la realtà da parte del soggetto influisce sul suo stato di salute” sottolineando che ciascuno di noi può avere parte attiva nella promozione del proprio e dell'altrui benessere.

Nel processo di interazione fra l'individuo e l'ambiente, secondo Crepet (Crepet P., 1990), esistono alcuni aspetti che legano i fattori ambientali alle diverse condizioni della salute mentale nelle persone disoccupate. Fra queste la possibilità di controllare la situazione, la possibilità di utilizzare le proprie abilità/capacità e l'opportunità di contatti interpersonali. La presenza di questi fattori inibisce il degrado della condizione psichica della persona disoccupata.

Nascita del progetto

All’interno di questo quadro, ambientale e personale, si inserisce il progetto -promosso dall'ASL della provincia di Bergamo- di apertura di uno spazio per il supporto psicologico offerto a disoccupati ed imprenditori presso il Consultorio ASL di Zanica.
Dopo aver incontrato i rappresentanti sindacali di CGIL, CISL e UIL, il referente della Caritas di Bergamo ed i referenti per il “disagio adulto” del territorio del distretto di Dalmine, aver verificato l'esistenza di un importante malessere psicologico legato alla perdita del lavoro, l'idea iniziale di offrire un “sostegno” si orienta verso l'apertura concreta di un ambulatorio.

Il servizio di supporto psicologico viene attivato in via sperimentale nel territorio di Dalmine, ricco di industrie e vicino alla città. Presso il Consultorio ASL di Zanica, ogni mercoledì, previo appuntamento concordato telefonicamente con la psicologa, è possibile accedere al servizio..

Viene offerto un intervento psicologico per i lavoratori e gli imprenditori che hanno perso il lavoro o hanno dovuto concludere la propria attività lavorativa e che in conseguenza di ciò vivono momenti di ansia, di depressione, di disorientamento, di rabbia distruttiva e di cali dell'autostima.
L'intervento si propone di incidere su diverse dimensioni della personalità emotiva, cognitiva, motivazionale, attraverso un sostegno alla stima di sé, Si propone una riattivazione dei pensieri positivi capaci di mobilitare risorse per affrontare l'evento critico, una interruzione dei circoli viziosi che producono difficoltà relazionali.
Il presupposto teorico dell'intervento fa riferimento al fatto che le azioni sono la fase finale del pensiero, la sua materializzazione. E’ necessario quindi “entrare” nella nostra mente, dove abitano le immagini e le idee, per lottare contro i pensieri negativi che tendono ad alterare la serenità interiore. Le idee e convinzioni determinano la nostra vita, se i nostri pensieri sono ansiosi viviamo in modo ansioso, se sono collerici viviamo in collera, se la mente prova paura viviamo con paura. Ciò che differenzia gli animali dagli uomini è il pensiero, il tipo di pensiero, la capacità di autorappresentarci e di trascenderci, di prendere le distanze da noi stessi e vederci dall'esterno. E' un problema di relazione fra emozioni e pensieri, se il cuore è in collera anche i nostri pensieri lo sono, se il cuore è triste anche il pensiero lo è. In queste condizioni difficilmente accettiamo messaggi contrari alle nostre convinzioni, al nostro modo di pensare. Sono i pensieri che fanno muovere il nostro corpo, sono i pensieri che ci mandano in confusione. Quando siamo confusi e disorientati è perchè proviamo paura, bisogna guardare in faccia la paura ed affrontarla. Una strategia utile è quella di uscire da noi stessi e vederci “dal di fuori”, prendere le distanze dai pensieri e dalle emozioni negative ed osservarle senza identificarci con loro ( Valerio Albisetti “ Positivamente 2005”). Così come la vita ci insegna a non identificarci in modo assoluto nel ruolo che rivestiamo, sia esso quello dell’essere lavoratore, figlio, padre, madre, partner ecc. dobbiamo avere consapevolezza dei nostri pensieri e dei nostri stati d'animo. E’ necessario imparare a governare i pensieri e ad orientarli positivamente. Certo non è facile, i pensieri negativi sono sempre in agguato, ma se ritroviamo il “centro dentro di noi”, possiamo imparare ad allontanarli.
Quando siamo sopraffatti dalla paura e dai pensieri negativi, la consulenza di uno psicologo può aiutarci a trovare strategie che ci consentono di ritrovare il benessere e affrontare la realtà in modo nuovo e positivo.

L'ambulatorio psicologico

E' attivo dal mese di luglio e, ad oggi, si sono presentate alcune persone che a seguito della perdita del lavoro, presentano sintomi depressivi, tendenza alla dipendenza, rabbia che paralizza qualsiasi azione propositiva. Si tratta di persone tra i 45 e i 55 anni..
Il lavoro si propone di modificare l'approccio al problema, ovvero di portare il centro di una possibile soluzione all’interno del proprio pensiero, riconoscerne i limiti e iniziare ad agire. La richiesta di aiuto è già una dichiarazione di apertura, una disponibilità a rivisitare l'evento da un altro punto di vista, la possibilità di immaginarsi oltre la crisi.

L'accesso al servizio è gratuito e non è necessaria l'impegnativa del medico curante.
Per accedervi è sufficiente telefonare il mercoledì dalle ore 8.30 alle ore 12.30
al numero 035 42.45.546 e prenotare l'appuntamento con l'operatore.
E’ possibile lasciare il proprio recapito telefonico nella segreteria telefonica, un incaricato provvederà a richiamare.

Dott.ssa Nadia Zanoletti Psicologa presso il Consultorio familiare di Zanica di ASL Bergamo

Fonte: ASL Bergamo
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