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Pubblicato: 12/09/2013 12:12:00
ASL Bergamo e Facebook
Progetto “Facebook e HIV”
Prevenire l'HIV con Facebook

I Social Networks Sites hanno enormi potenzialità in termini di “audience” e di “funzionalità interattive”, ci sono molti esempi di utilizzo di questi portali per attività di “Sexual Health Promotion” soprattutto negli USA e rivolte ai giovani. Pochi sono i lavori presenti in letteratura scientifica, così resta una questione aperta la valutazione dell’efficacia di questo tipo di interventi.
La Promozione della Salute non può prescindere dalle nuove tecnologie informatiche e di comunicazione basate sempre più sui social networks e sulla loro particolare modalità di linguaggio, cultura, interazione.
L’AIDS è lo stadio finale di un’infezione causata dall’HIV. Dal 1982, anno della prima diagnosi, al 31/12/2010 sono stati notificati oltre 60.000 casi di AIDS in Italia e si stima che in Italia ora vivano circa 150.000 persone sieropositive. Dal momento dell’infezione - spesso asintomatica - alla comparsa della malattia conclamata passano in media 12 anni: è molto importante la diagnosi precoce dell’infezione per curare il paziente e per prevenire possibilità di contagio - soprattutto per via sessuale. Il ritardo nella diagnosi è dovuto, probabilmente, ad una percezione del rischio ancora troppo bassa, in particolare fra gli eterosessuali. Nel 2010 quasi il 60% di nuovi casi di AIDS in Italia ha scoperto di essere sieropositivo molto tardi, in concomitanza con la stessa diagnosi di AIDS. Tra i giovani con diagnosi tardiva, il 73,1% si è infettato attraverso rapporti sessuali non protetti (26,2% attraverso rapporti omosessuali e il 45,2% attraverso rapporti eterosessuali). Le terapie a disposizione sono efficaci, ma ancora più importante è la prevenzione dell’infezione evitando comportamenti a rischio ed adottando le idonee misure igieniche e di protezione.
Nel 2012 il Servizio Promozione della Salute dell’ Asl di Bergamo ha effettuato il progetto di ricerca “HIV Prevention Trial”, per verificare la validità dell’ utilizzo dello strumento Facebook nella prevenzione dell’ HIV e malattie sessualmente trasmissibili.
Gli obiettivi di questa ricerca erano quelli di aumentare nei ragazzi partecipanti le conoscenze in materia di HIV e Malattie Sessualmente Trasmissibili e conseguentemente di diminuire i comportamenti a rischio.
In collaborazione con l’Ufficio Scolastico Provinciale, sono stati coinvolti circa 400 ragazzi delle classi terze, quarte e quinte di tre istituti superiori: Liceo Scientifico Lorenzo Mascheroni, Liceo Scientifico Filippo Lussana e Istituto di Istruzione Superiore Statale Cesare Pesenti.
Prima dell’ inizio vero e proprio della sperimentazione è stato somministrato ai ragazzi un questionario per verificare le conoscenze in merito al tema; sulla base delle risposte sono stati costruiti gli obiettivi educativi del progetto. Per gestire l’intervento su Facebook si è costituita un’ “Equipe di progetto” formata da medici, psicologi e educatori.
I ragazzi sono stati divisi in due gruppi: “gruppo di controllo” e “gruppo di intervento”.
Il “gruppo di controllo” non è stato coinvolto nelle attività.
Il “gruppo di intervento” ha partecipato attivamente al progetto interagendo con l’Equipe sulla pagina Facebook dell’Asl. Si è scelto di lavorare in un gruppo definito “chiuso”, quindi non visibile a tutta la rete ma solo ai ragazzi iscritti dall’ Equipe. Ad ogni argomento sono stati dedicati uno-due giorni di attività, che implicavano la pubblicazione di post da parte dell’ Equipe con filmati, sondaggi, casi realistici. L’obiettivo voleva essere quello di stimolare la riflessione, di conseguenza venivano poste molte domande durante l’interazione, mentre la sintesi pedagogica avveniva solo alla fine di ogni modulo (obiettivo educativo).
Alla fine del mese di interazione è stato somministrato sia al “gruppo di controllo” che al “gruppo facebook” un questionario “post” intervento.
Dall’ analisi dei questionari è emerso che l’incremento delle conoscenze per i ragazzi partecipanti al “gruppo intervento” è stato decisamente maggiore rispetto a quello dei ragazzi del “gruppo di controllo”.
In conclusione si è quindi potuto affermare che l’intervento è efficace e fattibile, che la numerosità del gruppo è aumentabile e che esiste un interessantissimo rapporto tra investimento di risorse e popolazione raggiunta. Inoltre si è rilevato un elevato gradimento da parte dei ragazzi. Molto interessante è il fatto che si viene a creare la possibilità di uno sportello di ascolto “a distanza”, mediante messaggi e chat privata.
Si è quindi deciso di riproporre l’intervento nel 2013, aprendo le iscrizioni a tutte le terze superiori delle Scuole della Provincia di Bergamo. Hanno aderito 16 Istituti, il numero di ragazzi coinvolti è arrivato a 690 .
I Referenti dell’Educazione alla Salute di ogni scuola sono stati invitati a presentare il progetto ai ragazzi e a incentivarne la partecipazione. L’interazione è durata 5 settimane, nei mesi di gennaio/febbraio, e sono state utilizzate le stesse modalità pedagogiche utilizzate l’anno precedente.
Attraverso un breve questionario di soddisfazione proposto ai ragazzi e attraverso commenti spontanei di insegnanti e genitori, si è potuto rilevare anche nel 2013 un elevato gradimento per il progetto. Si è proposto all’ Ufficio Scolastico Provinciale di replicare il progetto con le stesse modalità anche nel 2014.

Dr Roberto Moretti - Responsabile Servizio Promozione alla Salute ASL Bergamo

Fonte: ASL Bergamo
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