Tag Titolo Abstract Articolo
Pubblicato: 12/08/2013 16:05:00
Tra preadolescenza ed adolescenza
Adolescenti e uso di sostanze tra fisiologia e patologia dello sviluppo
Azioni indispendabili: diagnosi ed intervento precoce

Identità e compiti evolutivi
I comportamenti di consumo e le condotte rischiose per la salute psicofisica e sociale hanno il loro esordio durante la preadolescenza e l’adolescenza ed è all’ interno della complessa vicenda adolescenziale che assumono significato. Il processo adolescenziale inizia con l’ingresso nella pubertà ed ha come esito finale l’acquisizione di una identità adulta. L’identità è quel processo attraverso cui l’individuo è in grado di assumere su di sé funzioni di protezione, sostegno, regolazione emozionale, adattamento, responsabilità originariamente svolte dalle figure di attaccamento primarie. Nei soggetti che sviluppano una patologia di dipendenza queste funzioni vengono assolte dalla sostanza. L’acquisizione dell’identità avviene attraverso la realizzazione di compiti di sviluppo che riguardano principalmente il processo di individuazione con l’ acquisizione di un modo autonomo di pensare, essere, approcciare ed interpretare la realtà; la separazione dai genitori con la costruzione di legami significativi al di fuori del contesto famigliare e l’elaborazione di un modo di pensare e di sentire le vicende della vita in modo anche differente da loro; la costruzione della propria identità come soggetto sociale.
L’adolescente si trova a realizzare questi compiti di sviluppo ineludibili in una situazione di vulnerabilità (egli non sa ancora esattamente chi è e come si fa) che lo espone a situazioni di disagio, di ansia e preoccupazione circa la propria capacità e possibilità di diventare un adulto autonomo e separato.
La percezione di essere in ritardo rispetto ai suoi occhi, a quelli degli adulti e dei coetanei nella realizzazione dei compiti di sviluppo procura all’adolescente disagio che egli fatica a reggere in quanto non è ancora in grado di riconoscerlo, di collegarlo alla situazione che lo ha generato e non possiede ancora gli strumenti “del mestiere” per elaborarlo ed affrontarlo. E’ all’interno di questa esperienza affettiva che assumono significato le condotte rischiose del consumo e spaccio con funzione di protesi a sostegno della crescita.

Le condotte di consumo e intorno al consumo: le funzioni di sostegno alla crescita
Le condotte di consumo sono fenomeni diffusi intrecciati alla normalità della vicenda adolescenziale che nella maggior parte di casi evolvono naturalmente con l’evolvere dell’adolescenza. Fattori cognitivi quali un atteggiamento favorevole al consumo, una sottovalutazione dei rischi, una sopravvalutazione delle proprie capacità di controllo, una normalizzazione del fenomeno (lo fanno tutti quindi è normale) e fattori affettivi legati alle profonde e complesse trasformazioni che caratterizzano questa età della vita danno significato ai comportamenti di iniziazione e stabilizzazione del consumo. Le funzioni di sostegno alla crescita riscontrate nel lavoro clinico con gli adolescenti e le loro famiglie riguardano prevalentemente: la trasgressione finalizzata ad affermare la propria autonomia e a facilitare il processo di individuazione e separazione dai genitori; l ’ appartenenza al gruppo che conferisce identità gruppale e protegge da esperienze di esclusione e di solitudine; la regolazione delle emozioni sia negative che positive (rabbia, tristezza, gioia); il recupero dell’autostima attraverso Il miglioramento dell’immagine di sé, delle proprie performance relazionali e sociali;Il fronteggiamento di eventi critici legati all’individuo ed al suo ciclo di vita (es. lutti, separazioni) .
Quando giunge all’attenzione dei genitori e degli adulti il consumo o lo spaccio possono rappresentare una modalità per attivare la loro attenzione e per chiedere indirettamente il loro aiuto. Per un adolescente è difficile chiedere aiuto in modo esplicito nel momento in cui è più intenso il desiderio di apparire forte e capace, di dimostrare di potercela fare da solo.


Fattori rischio e fattori protettivi
Lo sviluppo dei comportamenti di consumo in patologie da dipendenza riguarda una minoranza degli adolescenti, la maggior parte di essi transita dall’adolescenza all’età adulta senza mettere a repentaglio in modo più o meno grave il proprio benessere psicofisico e sociale.
Il motivo per cui un ragazzo finisce per sviluppare un quadro psicopatologico ed uno no non risiede solamente in quel ragazzo ma può risultare dall’ampia interazione di molteplici fattori di rischio e di fattori protettivi.
I fattori rischio possono essere definiti come quelle condizioni la cui presenza, per numero, intensità e durata, è associata ad una maggiore probabilità di sviluppare un comportamento disadattivo.
I fattori di protezione sono quelle variabili che possono aiutare le persone a fronteggiare efficacemente situazioni avverse potenzialmente rischiose e contrastano il peso dei fattori rischio. Alcuni fattori rischio a livello di individuo sono:il basso livello di autostima, l’eccessiva timidezza ed inibizione, l’eccessiva impulsività, la presenza di eventi della vita particolarmente stressanti e critici (morte di un genitore, abuso e violenza sessuale, ecc.), L’ età precoce di iniziazione ed il sesso maschile possono costituire ulteriori fattori di rischio. Tra i fattori protettivi riscontriamo: le abilità comunicative relazionali e di comprensione, una sufficiente autostima, la capacità di affrontare i problemi, modalità di pensiero flessibili, la resilienza come capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici e di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà. Tali competenze vengono acquisite ed addestrate dentro il contesto famigliare, nel gruppo dei pari, nel contesto sociale. A livello famigliare alcuni fattori rischio comprendono il comportamento di abuso di sostanze da parte dei genitori, un ambiente famigliare conflittuale e carente sul piano educativo, Nell’educazione c’è uno squilibrio tra gli aspetti di accudimento, protezione e contenimento relativi all’area materna e gli aspetti normativi, di assunzione di competenze e responsabilità relativi all’area paterna. Tra i fattori protettivi a livello famigliare riscontriamo una genitorialità efficace, attenta, supportiva con ruoli e aspettative chiari; gli aspetti educativi paterni e materni sono equilibrati ai bisogni espressi dall’adolescente in relazione al suo processo evolutivo . A livello di comunità quelle caratterizzate da comportamenti e regole spesso implicite che tollerano o promuovono l’uso di sostanze, comunità con presenza di alta criminalità e caratterizzate da deprivazione culturale costituiscono un fattore di rischio. Comunità attente all’educazione dei giovani che promuovono iniziative finalizzate ad avvicinarli, ad ascoltarli, a coinvolgerli, a farli sentire soggetti attivi costituiscono importanti fattori protettivi.

Intervento precoce: i SerT in prima linea
La diagnosi e l’intervento precoce sulle situazioni a rischio, finalizzati a contrastare i fattori rischio e potenziare i fattori protettivi, diventano azioni indispensabili per contrastare l’evoluzione delle condotte rischiose in patologie del comportamento tra cui quelle legate alle condotte di consumo di sostanze. Queste situazioni possono essere intercettate dagli adulti (insegnanti educatori a vario titolo, operatori sanitari o sociali) attraverso il contatto, l’ ascolto degli adolescenti nei luoghi dove vivono, studiano, lavorano, si divertono. Con questa consapevolezza i SerT hanno strutturato un’offerta mirata nei confronti di adolescenti, loro familiari e/o educatori che va dall’ascolto e consulenza, alla valutazione precoce della situazione, finalizzata all’individuazione precoce di fattori di rischio o patologici (abuso o dipendenza o altri disturbi), all’orientamento e accompagnamento ai servizi della rete territoriale, al supporto educativo e psicologico, al trattamento nei casi con diagnosi di abuso o dipendenza, all’invio ad altri Servizi sanitari o socio-sanitari, se necessario.
L’accesso e questo tipo di offerta è rivolta, come si diceva, all’adolescente, a genitori/familiari e a educatori che hanno a che fare con adolescenti a rischio di condotte di abuso o dipendenza da sostanze e non.

Ci si può rivolgere ai SerT per:
- Ricevere informazioni
- Avere una consulenza
- Avere un supporto ed un orientamento
- Essere aiutati ad affrontare i problemi

L’accesso ai SerT è diretto (non serve l’impegnativa del medico o di qualche specialista).
E’ possibile richiedere un appuntamento in qualsiasi fascia oraria, anche in orario tardo pomeridiano/serale.
I servizi si avvalgono nelle attività di informazione , consulenza, supporto ed orientamento della competenza di operatori specificamente formati su l’area adolescenziale e giovanile. Tra gli interveti strutturati rivolti a questa fascia di età vi sono anche gruppi educativo – informativi a cadenza settimanale, rivolti, in maniera mirata, ad adolescenti e a genitori

Si riportano di seguito i recapiti dei SerT presenti in provincia

SerT

Indirizzo

Telefono

e-mail

BERGAMO

via Borgo Palazzo, 130  Bergamo

035 2270374

sertbergamo@asl.bergamo.it

 

GAZZANIGA

via  Manzoni, 98   Gazzaniga

035 712935

sertgazzaniga@asl.bergamo.it

 

LOVERE

piazza Bonomelli, 8 Lovere

035 4349639

 

sertlovere@asl.bergamo.it

MARTINENGO

piazza Maggiore, 11 Martinengo

0363 987202

 

sertmartinengo@asl.bergamo.it

PONTE SAN PIETRO

via Adda, 18/A Ponte San Pietro

035 4156262

sertpontespietro@asl.bergamo.it

TREVIGLIO

via XXV Aprile, 6 Treviglio

0363 47725

serttreviglio@asl.bergamo.it

 

I SerT e l’intervento precoce nell’area della Prevenzione
Sempre in quest’ambito, i SerT svolgo anche un’importante attività sul piano preventivo, in collaborazione con le agenzie educative del territorio (es. Scuole), promuovendo e attuando interventi mirati a sostenere e a sviluppare quelle abilità sociali (life skill) necessarie ad incrementare i fattori protettivi e a ridurre i fattori di rischio che possono favorire lo sviluppo di condotte d’abuso o di dipendenza.
Questo aspetto sarà oggetto di un articolo ad hoc che verrà pubblicato nei successivi numeri di ASL In- Forma.

Per ulteriori informazioni consultare la pagina Dipartimento Dipendenze ASL Bergamo


Dott.ssa Annamaria Benaglio Psicologa - Psicoterapeuta SERT Bergamo  ASL Bergamo tel. 035.2270402
 

Fonte: ASL Bergamo
Seguici su
Rss
ASL In...forma Periodico di informazione dell'Azienda Sanitaria Locale della Provincia di Bergamo ora ATS Bergamo Edizione 2017 - Periodico reg. Tribunale di Bergamo iscritto n°8/2012 in data 22 Febbraio 2012 Direzione e Redazione via Gallicciolli 4 - 24121 Bergamo tel. 035/385199 - e-mail: sabrina.damasconi@ats-bg.it Editore: Mara Azzi Direttore Generale ASL Bergamo - Direttore Responsabile: Sabrina Damasconi Giornalista Ufficio Stampa e Comunicazione ASL BERGAMO
questo sito è stato realizzato con il CMS Journalist | About | Contact