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Pubblicato: 15/05/2013 16:07:00
Come vivere con maggior consapevolezza il ruolo genitoriale
Il laboratorio “Scopro e osservo”
Un’esperienza per mamme e bambini nei Consultori Familiari dell'ASL di Bergamo

Il Laboratorio “Scopro e osservo è un’attività educativa inserita tra le proposte consultoriali rivolte alle neo-mamme e ai bambini nel primo anno di vita.
Tra i diversi interventi dell'Educatore Professionale è quello che assume particolare rilevanza pedagogica.
All’interno del Laboratorio viene utilizzato “il Cestino dei Tesori”, che raccoglie e fornisce una ricca varietà di oggetti comuni, scelti per stimolare tutti i sensi. Nessuno degli oggetti è definibile “giocattolo” e la maggior parte di essi si possono trovare nell'ambiente familiare.
Il Cestino dei Tesori è un’attività considerata “buona prassi” negli asilo nido ed ha la sua base teorica negli studi di Elinor Goldschmied, psicopedagogista inglese considerata una delle principali esperte in Europa dei servizi per l’infanzia, che lo ha descritto per la prima volta nel 1994 in People Under Three (1).
Infatti il Cestino è "uno dei modi più efficaci per incoraggiare i bambini nel gioco e nell'apprendimento". (Elinor Goldschmied – “Persone da zero a tre anni”) (2)

Quali oggetti nel “Cestino dei tesori”?
Nel Cestino si possono trovare oggetti sia naturali che realizzati con materiali naturali (limone, pigne, conchiglie, gomitoli di lana, centrini di cotone, pennelli da barba…); oggetti di legno (anelli per tende, cucchiai, mollette da bucato…); oggetti metallici (campanelli, coperchi, scatoline…); oggetti in gomma e tessuto (palle di stoffa colorata o di gomma, astucci in pelle, nastri colorati…); oggetti in carta e cartone (carta oleata, portauova, scatoline varie…).

Chi “scopre” e chi “osserva” nel Laboratorio?
Nel Laboratorio chi “osserva” sono le mamme che durante gli incontri vengono invitate ad osservare il loro bambino in una situazione diversa dall’ambiente domestico, attraverso la sperimentazione tattile e sensoriale. Si confrontano in gruppo su tematiche educative inerenti la fase di vita attraversata dal figlio e possono proporre questa piccola esperienza anche a casa: la costruzione di un cestino personale serve ad aprire contesti di gioco e di relazione nuovi, diversi dal consueto.
La mamma ha la possibilità di sperimentare il ruolo di un adulto capace di osservare, di aspettare ad intervenire quando il bambino da dei segnali. In questo senso osservare assume una vera e propria valenza pedagogica.

Chi “scopre” sono i bambini, di età compresa tra i 6 i 9 mesi, che possono, in un contesto di gruppo, sperimentare un’attività di esplorazione con oggetti di uso comune e di materiale diverso contenuti nel “Cestino dei Tesori”, costruendo così la base per la coordinazione senso-motoria, lo sviluppo cognitivo e l’autonomia di azione e di decisione, così importanti nel percorso di crescita.

Come si svolge?
Il Laboratorio prevede tre incontri, gratuiti, a cadenza settimanale della durata di un’ora e mezza, in una palestrina a terra su materassini, in piccoli gruppi di 6-9 mamme con i loro bambini.
L’ambiente è accogliente, sereno e di stimolo, l’ascolto e l’empatia sono gli atteggiamenti che connotano l’esperienza, sono particolarmente curati lo scambio e il confronto tra mamme alla presenza dell’Educatore Professionale, l’osservare il proprio bambino con altri bambini e il “fare” un'esperienza insieme al proprio figlio, che è importante per il genitore in quanto lo aiuta a conoscere ed a capire le potenzialità cognitive e di relazione del proprio bambino.
Il ruolo dell’educatrice è duplice: sia un ruolo di “tutor” nei confronti del gruppo, di regia-sottofondo della situazione, sia di sostegno e accompagnamento all'esperienza, favorendo l’interazione.
Il metodo di conduzione è prettamente educativo, fa riferimento all’educazione degli adulti ed in particolare all’apprendimento esperienziale, la trasformazione “dei fatti quotidiani in apprendimenti”. (Piergiorgio Reggio – “Il quarto sapere” ) (3)

Perché partecipare?
Il Laboratorio “Scopro e osservo” permette di sperimentare l’uso del Cestino, di far conoscere ai genitori il valore che può offrire per lo sviluppo dell’autonomia, della coordinazione senso-motoria e della concentrazione, diventando un intervento di prevenzione primaria, centrato sull’attitudine educativa degli adulti nel rispetto dei bambini in questa età specifica.
A volte le mamme si meravigliano perché non pensavano capace il loro bambino di “lavorare e giocare” da solo, a volte si preoccupano perché si comporta diversamente dagli altri, spesso si confrontano sul rientro al lavoro, sui ruoli nell’accudimento, sul cambio enorme nello stile di vita, nella vita di coppia.
Il Laboratorio può essere utile anche nelle situazioni in cui la mamma vive il cambiamento della nascita di un figlio con una particolare fragilità e diventa per lei importante un sostegno nel nuovo ruolo genitoriale, che passi attraverso il confronto con chi sta vivendo la stessa esperienza, accompagnata da operatori preparati.
Ma all’attività partecipano non solo neo-mamme, anche donne alla seconda, terza gravidanza vengono con l’idea di potersi ritagliare un tempo per osservare il proprio bambino, tra queste c’è chi ripete l’esperienza, in tempi diversi, con più di un figlio.

A quali esigenze risponde?
Il Laboratorio, progettato nel 2006, è attivo attualmente presso i Consultori Familiari di Bergamo, Ponte San Pietro e Villa d’Almè.
Nel 2012 in queste sedi si sono attivati n. 29 Laboratori, coinvolgendo n. 211 mamme (in alcuni casi anche dei papà) con i loro bambini.
Dalla nostra esperienza possiamo dire che il Laboratorio è considerato dalle mamme come un’attività non solo piacevole ma di apprendimento e utile per un sostegno nel loro ruolo genitoriale.
Può diventare in alcuni casi anche un’occasione di socializzazione, dando l’opportunità di intrecciare relazioni, non solo tra mamme e operatori, ma anche tra le stesse mamme, che possono poi mantenere contatti e rapporti interpersonali anche al di fuori del servizio consultoriale.
A volte viene espresso il desiderio di prolungare il percorso, ritenendo che tre incontri siano un tempo breve e rilanciando alcune idee, tra cui quella di ripetere questa esperienza, anche a distanza di tempo.
In conclusione vogliamo sottolineare che il Laboratorio “Scopro e Osservo” è un’opportunità per riflettere su come vivere con maggiore consapevolezza il ruolo genitoriale, in una fase di passaggio che rende più fragili, ma per questo più aperti all’apprendimento ed al cambiamento.

“Quando una madre aborigena si accorge che la sua bambina tenta le prime parole, le lascia toccare le “cose” di quella terra: foglie, frutti, insetti e via dicendo. La bambina, al seno della madre, giocherà con la “cosa”, le parlerà, la proverà con i denti, imparerà il suo nome, e lo ripeterà”   Bruce Chatwin, The Songliners


Per informazioni e iscrizioni:
- Consultorio Familiare di Bergamo Via Borgo Palazzo 130 (padiglione 18A giallo)
Educatore Professionale Dott.ssa Paola Facchinetti TEL: 035/2270626
- Consultorio Familiare di Ponte San Pietro Via Caironi 7
Educatore Professionale Dott.ssa Manuela Capitanio TEL: 035/603257
- Consultorio Familiare Villa d’Almè Via F.lli Calvi
Educatore Professionale Dott.ssa Gabriella Marchesi TEL: 035/636237
 

Manuela Capitanio, Paola Facchinetti e Gabriella Marchesi  -  Educatori Professionali ASL Bergamo

In collaborazione con Dr.ssa Fiorenza Cartellà Specialista in Ginecologia e Ostetricia
Coordinatore Ostetrico Ginecologo dei Consultori ASL Bergamo


Riferimenti bibliografici:

- (1) (2) Elinor Goldschmied, Sonia Jackson “Persone da zero a tre anni” Edizioni Junior
- (3) Piergiorgio Reggio “Il quarto sapere” Ed. Carocci
- Pubblicazione NPI di Bergamo 2012 :”Come favorire lo sviluppo del bambino nel primo anno di vita”


 

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