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Pubblicato: 16/04/2013 23:25:00
Doping
I farmaci nello sport: solo per vincere?
Lo sapevi che anche le sostanze lecite possono creare problemi alla salute?

Il fenomeno del doping sta assumendo dimensioni preoccupanti e i recenti fatti verificatisi nel mondo del professionismo non sono che la punta dell’iceberg: dati allarmanti infatti provengono dallo sport amatoriale e il fenomeno non risparmia neppure le categorie più giovani.
E’ bene sapere che anche le sostanze lecite possono creare problemi alla salute.
Oggi il mercato offre una gamma di prodotti dalle più o meno documentate virtù in campo atletico, ed il messaggio sottostante sembra essere “soltanto usando regolarmente questo e quel prodotto è possibile conseguire un reale livello di competitività”, messaggio rinforzato dal ricorso a campioni come “testimonial”.

Il ricorso al doping (utilizzo di farmaci “vietati”) si configura come reato se effettuato in ambito di attività sportiva agonista, ma globalmente il fenomeno dell’assunzione incongrua di farmaci, nelle loro diverse tipologie, riguarda un po’ globalmente l’ambiente dello sport, e non solo..
L’utilizzo “interessa” anche altri settori che vanno dai body builder al mondo dello spettacolo, e diverse categorie di “consumatori: dai “normali” frequentatori di palestre o di società sportive amatoriali, agli operatori di Borsa o ad figure appartenenti all’ambito militare.
Lo stesso l’utilizzo di queste sostanze assume scopi (o risponde ad attese) molto variegati tra loro: dalla voglia di tenere i muscoli tonici con allenamenti ridotti, alla voglia di essere vincenti “nell’immagine” (più magri e più aggressivi) sino al desiderio di aumentare la resistenza alla fatica e alla convinzione che l’utilizzo di testosterone migliori le prestazioni sessuali. (http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2012/05/15SI82008.PDF)

Malgrado possano essere specificatamente definite “sostanze dopanti” solo quelle elencate nelle tabelle emessa dal Ministero della Salute http://www.salute.gov.it/antiDoping/paginaInternaMenu.jsp?id=134&menu=strumentieservizi (ultimo aggiornamento 18.05.2012) le sostanze farmaceutiche coinvolte in un consumo incongruo e spesso auto-prescritto sono molte e non tutte presenti in questo elenco.

I farmaci maggiormente utilizzati spaziano dagli anabolizzanti agli ormoni, dagli stimolanti agli integratori e agli alimenti energetici, sostanze queste ultime “lecite” anche nell’attività sportiva agonista, ma comunque nocive se assunte in quantità eccessive.
Si segnala relativamente a tale argomento una interessante pubblicazione dell’Istituto Superiore di Sanità: “La medicalizzazione dell’atleta” scaricabile al link http://www.iss.it/binary/dopi/cont/La_medicalizzazione_dell_atleta.pdf

L’utilizzo eccessivo di questi prodotti farmaceutici, con l’andare del tempo, oltre a esporre la persona a rischio di danni organici, in particolare a fegato, cuore e reni (vedi tabella seguente) può sfociare, nel tempo, in una dipendenza vera e propria. Si può manifestare principalmente come una dipendenza comportamentale in cui il culto del corpo diventa una ossessione (Vigoressia o Complesso di Odone).
Vigoressia: ossessiva attenzione per la propria forma fisica e lo sviluppo muscolare che colpisce soprattutto, ma non solo i maschi, principalmente in una fascia di età tra i 25 e i 35 anni, dediti ad una intensa attività fisic).

  

farmaco

caratteristiche

effetto ricercato

rischi

Tipologia

Informazioni

Effetti

Rischi

Androstenedione

(ormone steroideo)

L'androstenedione viene venduto anche senza prescrizione medica come un “integratore nutrizionale”

I produttori e le riviste di bodybuilding rimarcano la sua capacità di permettere agli atleti di allenarsi più intensamente e di beneficiare di una fase di recupero più rapida.

negli uomini :

•diminuzione della produzione di sperma

•acne

•restringimento della sacca scrotale

•ginecomastia

nelle donne:

•acne

•mascolinizzazione, come voce più profonda e calvizie maschile

 

Può diminuire il colesterolo HDL (il colesterolo "buono"). Ciò incrementa il rischio di infarto e ictus

Antidolorifici

( FANS)

 

Significativo risulta l’utilizzo autoprescritto di farmaci antidolorifici. La scelta è spesso rivolta verso molecole “importanti” come il tramadolo o segnalati a rischio come il nimesulide

Poter svolgere attività fisica anche dopo infortunio senza aspettare periodo di remissione naturale.

Rischi di possibile comparsa di reazioni avverse, possibile aggravamento della patologia, mascherata proprio dalla assunzione di farmaco. Su alcuni farmaci rilevante rischio di epatossicità .

Stimolanti

( Caffeina, guaranà)

 

Possiedono azione stimolante verso il Sistema Nervoso Centrale e la struttura muscolare. Sono contenuti, anche in concentrazione elevata, negli  Energy drink e spesso la concentrazione non viene indicata in etichetta e pertanto non è conosciuta.

Segnalato positivo effetto sull’aumento della resistenza in esercizi prolungati

In quantità maggiore a 300500 mg dal giorno possono dare irrequietezza, eccitamento psicomotorio, nervosismo, irritabilità e insonnia, mal di testa, disturbi gastrointestinali, palpitazioni, aritmia, tachicardia. Il mal di testa è frequentissimo quando si sospende l’utilizzo .

Amminoacidi

 

 

In particolare vengono utilizzati aminoacidi essenziali, così chiamati perché il nostro organismo non è in grado di sintetizzarli e quindi deve assumerli come tali attraverso l’alimentazione

Gli amminoacidi  ramificati un svolgono un ruolo significativo nei muscoli per favorirne la sintesi proteica e ridurre i tempi di recupero (un grammo di ramificati per 10 kg di peso corporeo)

Esistono controindicazioni nei casi di patologia renale, epatica, in gravidanza e al di sotto dei 12 anni

 

Creatina

 

 

Ha il ruolo, all’interno delle cellule, di trasportare energia dai siti di produzione, i mitocondri, ai luoghi di utilizzo.

 

Si può ottenere un miglioramento della capacità anaerobica e delle prestazioni muscolari,

 

I possibili effetti collaterali della creatina che possono ridurre le prestazioni atletiche includono:

crampi allo stomaco, crampi muscolari, nausea, diarrea, aumento di peso.

 Dosi elevate posso causare danni a fegato e reni

Antiossidanti

 

 

Agiscono favorendo l’eliminazione dei radicali liberi  e favoriscono i processi di detossificazione

Effetto di “protezione” delle strutture muscolo scheletriche sottoposte a stress

Il Journal American Medical Association ha pubblicato un studio (JAMA 297,8: 842-857; 2007) in cui viene affermato che le sostanze “antiossidanti”, di solito largamente presenti negli integratori alimentari, non migliorano lo stato di salute, ma al contrario possono aumentare la mortalita’. Questo probabilmente perché si va ad interferire con alcuni essenziali meccanismi di difesa dell’organismo umano, come l’apoptosi  (morte cellulare programmata in cellula danneggiata o infetta)

Dimensione del fenomeno
Alcune stime sul fenomeno evidenziano dati preoccupanti. Dai dati diffusi dal Ministero della salute si evidenzia che una persona su dieci (10%), tra i frequentatori abituali di palestre, si “aiuta” con sostanze dopanti anche in maniera costante e che tra i professionisti dello sport l’assunzione di sostanze dopanti riguarderebbe“solo” il 3% dei casi.
Da una indagine svolta a Padova nelle scuole medie e superiori, che ha coinvolto 300 studenti , dalle risposte date è emerso che il 6,2% di chi faceva sport ha assunto almeno in una occasione sostanze definite dopanti e che il 10,7% ha amici che "prendono qualcosa” durante l’attività sportiva.
Si calcola che in Italia (dati 2007, dossier Libera "I traffici mondiali delle sostanze dopanti") il fenomeno dell’assunzione di vere e proprie sostanze dopanti riguardi circa 500.000 utilizzatori.

Farmaci e pubblicità

La domanda che leggendo la pubblicità viene da porsi è: stiamo gradualmente assistendo ad una “medicalizzazione” dello sportivo, dell’atleta?
Purtroppo anche i farmaci sono soggetti ad una logica promozionale: il farmaco nuovo è sempre migliore di quello vecchio, ogni problema può essere risolto con la “pastiglia giusta”, con questa pastiglia tutto diventa più facile e………quante ore in meno sprecate! Naturalmente questi messaggi, incisivi e professionalmente strutturati, possono stimolare usi, anche in campo farmaceutico, non sempre necessari e coerenti.
Per molti sportivi che si allenano intensamente tutti i giorni, la normale alimentazione può non essere sufficiente per fornire all’organismo tutto ciò che si consuma durante l’attività. E’ pertanto possibile ricorrere agli integratori, il loro utilizzo deve però rispondere a regole e abitudini “sane” ed effettuato nelle giuste dosi, riportate nelle indicazioni di corretto utilizzo o prescritte dal medico sportivo..
Anche i prodotti “salutistici” non sfuggono alla promozione commerciale, la presentazione e il messaggio rivolto verso gli effetti rigeneranti e salutari di prodotti (quali integratori, polivitaminici, amminoacidi, fitoterapeutici, acidi grassi ecc ecc) risulta sicuramente molto persuasivo.

Antitrust
Preoccupazione per l’enfasi posta nelle campagne pubblicitarie al problema salutistico è stata evidenziata anche dal Presidente dell’Antitrust Catricalà alla Commissione Europea nel marzo 2011. e riportate nel seguente link: http://www.agcm.it/stampa/comunicati/5477-indicazioni-prodotti-salutistici-antitrust-servono-linee-guida.html

Cosa fare allora?
La ricerca del fisico perfetto, della prestazione, dell’essere costantemente vincente può condurre ad uno stile di vita in cui uno si vede sempre come “non abbastanza” ed in cui il ricorso ad una sostanza esterna diventa continuativo e fondamentale. E’ importante sfatare il mito del risultato a tutti i costi; rendere lo sport prima di tutto un piacere, un mezzo, ma non il solo, di realizzazione personale e di condivisione di emozioni e esperienze gratificanti con “gli altri”.
Nella vita come nello sport, una corretta opera di prevenzione dovrebbe tenere conto dell’importanza non solo di un’informazione attenta e scientificamente corretta sugli effetti ed i rischi delle sostanze, ma di promuovere “cultura” ed interventi tendenti a contrastare il modello “vincenti ad ogni costo”.
E’ estremamente importante affermare e rendere “presenti” altri valori come quelli della salute (stili di vita sani) e dell’autonomia culturale (progettualità, capacità critica e decisionale) soprattutto nei confronti dell’adolescente in quanto lo stile di vita adottato in questa età sarà probabilmente quello che adotterà nella vita.
Questa responsabilità dovrebbe essere assunta non solo dai “professionisti” del settore (educatori, medici, psicologi, insegnanti, allenatori) ma dall’insieme della società e in modo specifico dai mezzi mediatici.


Dott. Massimo Corti
Responsabile SerT di Treviglio
Dipartimento Dipendenze ASL Bergamo
e
Dott. Elvira Beato
Responsabile Osservatorio e Appropriatezza
Direzione Dipartimento Dipendenze ASL Bergamo

Fonte: ASL Bergamo
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