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Pubblicato: 24/03/2013 13:08:00
Consultori ASL
Lo sapevi che allattare al seno produce effetti benefici?
I Consultori ASL: punti di riferimento per la promozione e il sostegno dell’allattamento al seno

Migliorare la qualita’ della vita della madre e del bambino rappresenta uno degli obbiettivi sanitari prioritari,  a livello mondiale, individuati sia dall’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU 1  ,) che dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS    2    ). In tutte le società, l'allattamento al seno rappresenta una delle principali misure per garantire il mantenimento della salute dei bambini.

Il Piano di azione dell’Unione Europea: “Protezione, promozione e sostegno dell’allattamento al seno in Europa” (EU Project on Promotion of Breastfeeding in Europe.Protection,Promotion and support..Luxembourg 2004) ribadisce che :
“la protezione ,la promozione ed il sostegno dell’allattamento al seno sono una priorita’ di salute pubblica in Europa.Tassi ridotti ed interruzione precoce dell’allattamento al seno hanno importanti conseguenze sanitarie e sociali negative per le donne,i bambini,la collettivita’ e l’ambiente,sono associati a una maggiore spesa sanitaria e fanno aumentare le disegualianze..”

La letteratura scientifica internazionale riporta numerosi benefici a breve, medio e lungo termine, derivanti dall’allattamento al seno, con un ampio spettro d’azione che spazia dall’ambito sanitario a quello socio-economico, sia sul piano individuale per la madre ed il bambino sia dell’ intera collettivita’.

I BENEFICI PER:
il bambino
- nella prima infanzia concorre a ridurre la mortalità post-natale ed il rischio di morte in culla, minor numero di infezioni (gastrointestinali, respiratorie, vie urinarie), miglior risposta alle vaccinazioni;
- nell'età infantile previene le patologie acute e croniche come l’otite media, le allergie, l’ asma, il diabete infantile, il morbo di Hodgkin, la leucemia linfoblastica acuta, la mal occlusione dentaria;
- in età adulta previene le patologie come l’obesità, il diabete, la sclerosi multipla, la retto colite ulcerosa, il m. di Crohn, le malattie cardiovascolari;
- nell’ambito della salute psichica e relazionale, favorisce la relazione tra madre e bambino con riduzione della frequenza di abbandoni, migliorando lo sviluppo psicomotorio e cognitivo.

la madre
- Prevenzione di patologie materne: minor rischio di emorragia post-partum, riduzione delle neoplasie della mammella e dell'ovaio, riduzione dell’osteoporosi. Allattare al seno aumenta l’autostima della donna dopo il parto, sembra quindi, ridurre l’ansietà materna.
  
la famiglia, la collettivita’ e l’ambiente
- Riduzione delle spese in ambito familiare: riguardanti l’acquisto del latte artificiale, a cui vanno aggiunte le spese per biberon, sterilizzatori etc;
- Riduzione della spesa sanitaria pubblica: costi dell'assistenza neonatale ridotti (minor quantitativo di latte artificiale, di soluzione glucosata, ecc); riduzione delle spese di ospedalizzazione (minor numero di ricoveri), delle spese farmaceutiche nell'età pediatrica ed in prospettiva nell’eta’ adulta;
- Risparmio energetico ed ecologico: minore consumo di energia per la produzione ed il trasporto, per le confezioni di carta, vetro e metallo per il latte artificiale.

La realtà ci mostra però che non è sempre facile allattare e la naturalità è, spesso, sopraffatta dai condizionamenti culturali del contesto sociale nel quale la donna vive e nel quale mette al mondo il suo bambino.
Ufficialmente le Istituzioni incoraggiano e sostengono, sia a livello nazionale che regionale, l’allattamento al seno attraverso leggi ed iniziative che lo promuovono e cercano di impedire la diffusione dell’allattamento artificiale.
I dati della Regione Lombardia sull’allattamento al seno,relativi al 2012, mostrano una situazione molto chiara della realtà: nei centri nascita della Regione Lombardia, l’allattamento esclusivo al seno rappresenta il 67,3% alla dimissione dall’ospedale, mentre nella Provincia di Bergamo, è 65,3%.
Alla prima vaccinazione, nel corso del terzo mese di vita del bambino, in Regione l’allattamento esclusivo rappresenta il 47,3%, in Provincia di Bergamo è del 36,6%.
Alla seconda vaccinazione, nel corso del 5° mese, la percentuale è del 27 % in Lombardia e del 24,8% in Provincia di Bergamo.
Con la dimissione precoce dall’ospedale, si interrompono le pratiche in uso presso i reparti di maternità per aiutare la madre a iniziare l’allattamento al seno, ed è chiaro che si rendono necessari servizi aggiuntivi. Talvolta, al ritorno a casa della mamma, il contesto familiare si è dimostrato non in grado di contenere le ansie materne, offrendo come pronto rimedio, il ricorso all’allattamento artificiale più facilmente “controllabile” e condivisibile con altri familiari.

A livello territoriale quale ruolo hanno i Consultori ASL nel sostegno e nella promozione dell’allattamento al seno?

Nel consultorio familiare la promozione dell’allattamento al seno inizia gia’ durante la gravidanza, all’interno dei Corsi di accompagnamento alla nascita. L’ostetrica, avvalendosi delle raccomandazioni OMS –UNICEF, attua le buone pratiche di sostegno e counseling, fornendo alle gravide una corretta informazione riguardo l’importanza, le caratteristiche peculiari ed i vantaggi offerti dal latte materno.
Molte madri contattano, già prima della dimissione ospedaliera, il consultorio familiare di riferimento, per avere qualcuno a cui rivolgersi in caso di necessità al ritorno a casa.
Spesso, dopo aver interpellato gli operatori del consultorio, molte mamme continuano ad allattare al seno, avendo trovato una risposta ai loro problemi.
Numerose sono le domande che si pone la donna che allatta: Quanto deve durare la poppata? Quante volte devo allattare il bambino? Come devo attaccare il bambino al seno? Come faccio a capire se il bambino e’ attaccato bene? Avro’ abbastanza latte? ..e se devo tornare a lavorare ..come mi devo comportare?
L’ostetrica del consultorio è la figura di riferimento per la donna che allatta, in quanto professionista competente e adeguatamente formata per trasmettere la “cultura dell’allattamento“, ascoltare le necessità e le difficoltà di ogni singola donna, cercando di aiutarla a trovare le risorse che sono dentro lei, essenziali per creare la relazione con il suo bambino. Osservare la poppata, consente di correggere, se necessario, posizione, attacco e suzione del bambino al seno, piccoli accorgimenti che, spesso, sono risolutivi di problemi vissuti con ansia dalle madri.
Contattando telefonicamente il consultorio, è possibile ricevere una consulenza ed eventualmente fissare un appuntamento con un operatore presso la sede del consultorio, (in casi particolari è prevista una visita domiciliare).
Tutte le donne seguite in gravidanza presso il consultorio, trovano la continuità assistenziale che caratterizza il servizio, ma anche chi si rivolge per la prima volta al consultorio trova un valido sostegno.
Il supporto e l’assistenza durante l’allattamento hanno effetti positivi sul successo dell’allattamento stesso.
Un supporto individuale e personalizzato, rispettoso dei bisogni e delle esigenze della donna, rafforza le competenze materne e consente alla madre di fare scelte utili e importanti per la salute del proprio bambino. Le madri hanno bisogno di incoraggiamento e di sostegno da parte di persone esterne, sull’allattamento, per essere rassicurate che la quantità di latte che il bambino prende poppando al seno sia sufficiente, infatti una delle paure è quella di non avere “abbastanza latte”.
Durante l’allattamento al seno, emerge l’aspetto del rapporto speciale che si crea tra madre e bambino, il momento della poppata è un momento di coccole, che gratifica molto la madre, anche perché il piccolo cresce grazie alle sue cure.
Nell’ambito del progetto di promozione e sostegno dell’allattamento al seno, il consultorio organizza i gruppi di incontro fra madri: gli “spazi allattamento“.
L’ostetrica ha un ruolo centrale di facilitatore della comunicazione tra le mamme, nel contempo, fonte di informazione e di sostegno per le donne che allattano il loro bambino.
Il consultorio familiare rappresenta un luogo, per la neomamma, dove incontrare operatori, adeguatamente formati, che aiutano la donna nella relazione con il suo bambino e nelle difficoltà pratiche durante tutto il periodo di allattamento al seno e anche dopo lo svezzamento. Viene,inoltre,dato molto spazio ai momenti di incontro e di condivisione tra madri in gruppo, ciò aiuta ad incrementare, vicendevolmente, il senso di sicurezza delle proprie competenze materne. Il confronto tra madri consente di raggiungere una certa tranquillità e conferma delle competenze.
Nel consultorio le madri trovano un ambiente che tutela la salute di madre e bambino, facilita la creazione di legami, di nuove conoscenze e relazioni: le donne, in questo periodo della vita, tendono ad instaurare amicizie anche durature.
Le madri, preferiscono frequentare le nuove amiche del consultorio, rispetto alle amicizie precedenti, perché tra loro si è creato un legame caratterizzato da complicità e forte sostegno reciproco.
Le amicizie del consultorio rappresentano per le madri un forte sostegno morale, essenziale per l’esperienza dell’allattamento al seno, che è da un lato molto gratificante ma dall’altro limita opportunità di divertimento e di distrazione.
Partecipare allo “spazio allattamento” in consultorio permette,quindi, alle donne di creare, tra loro, anche momenti di svago e di divertimento.
Tutte le mamme hanno bisogno di essere continuamente confermate nella loro identità materna, in quanto sentono il bisogno di essere incoraggiate e confermate nel loro nuovo ruolo.
Il consultorio, quindi, ha un ruolo essenziale nel sostegno dell’esperienza della maternità, non solo a livello pratico ma anche a livello emotivo, sia nel corso della gravidanza che dopo il parto durante il periodo dell’allattamento.

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    [[1] [1] La promozione dell’allattamento al seno viene espressamente indicata come un diritto nell’art. 24 della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (Convention on the Rigths of the Child), approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989: "fare in modo che tutti i gruppi della società, in particolare i genitori e i minori, ricevano informazioni sulla salute e sulla nutrizione del minore, sui vantaggi dell'allattamento al seno, sull'igiene e sulla salubrità dell'ambiente e sulla prevenzione degli incidenti e beneficino di un aiuto che consenta loro di mettere in pratica tali informazioni..”

 

 [2]  La “Strategia Globale per l’Alimentazione del Neonato e del Bambino”dell’OMS  Global strategy for infant and young child feeding” WHO Ginevra 2002), che costituisce la base per  iniziative di salute pubblica  volte a proteggere,promuovere e sostenere l’allattamento al seno, afferma che:

  “Come raccomandazione sanitaria generale, per avere le migliori possibilità di crescere e svilupparsi in maniera regolare, nei primi sei mesi di vita i neonati dovrebbero essere nutriti esclusivamente con latte materno. In seguito, per soddisfare il crescente fabbisogno nutrizionale, la dieta va integrata con cibi complementari idonei e sicuri, proseguendo l’allattamento fino all’età di due anni o oltre…”

 
 
Dott.ssa Fiorenza Cartellà Specialista in Ginecologia e Ostetricia
Coordinatore Ostetrico Ginecologo Consultori ASL di Bergamo
in collaborazione con la Coordinatrice Ostetrica ASL Dott.ssa Enrica Breda

 

Fonte: ASL Bergamo
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