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Pubblicato: 26/03/2012 16:13:00
Lo sapevi che gli integratori possono accorciare la durata della vita?
Dal doping agli integratori: sostanze chimiche tab¨
Il doping pu˛ uccidere: in ogni caso uccide lo sport
PerchŔ non usare sostanze dopanti
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Tutte le maggiori riviste e ricerche scientifiche fanno a gara per approfondire la tematica del doping e per sensibilizzare, soprattutto gli sportivi a livello dilettantistico, a non utilizzare sostanze e metodiche proibite. La letteratura medica censura l’uso cattivo ed improprio di medicamenti e sostanze attive.
Abbiamo chiesto a Federico Merisi, medico del Servizio di Medicina dello Sport e Lotta al Doping dell’Asl di Bergamo, di chiarire alcuni aspetti in merito.
«Sono convinto, che sia possibile fare sport tranquillamente in maniera sana e senza assumere alcuna sostanza - ha dichiarato Merisi. Il doping è molto difficile da rilevare negli atleti non agonisti perché prediligono “il fai da te”, assumendo farmaci senza prescrizione o supervisione medica per emulare gli atleti di successo, prima ancora di raggiungere alti livelli di competizione sportiva. Tale atteggiamento può portare a “doparsi” nella falsa credenza di poter migliorare le proprie prestazioni».
Tutto ciò distorce il messaggio salutare dello sport, che può essere ben praticato anche a livelli eccellenti, senza necessariamente assumere sostanze dopanti.
«Il modo migliore per assicurarsi il giusto apporto di sostanze indispensabili alla salute, anche nel caso di un’elevata attività sportiva, consiste nel ricavarle dagli alimenti in modo naturale».

Oltre a favorire una corretta dieta mediterranea ricca di frutta e verdura, vitamine e minerali, è necessario seguire qualche buona norma: allenamento mirato ed abbigliamento adeguato. L’attenzione allo sport parte proprio dall’attenzione alla propria salute. A sostenere la campagna di uno sport “sano” anche il CIO, Comitato Olimpico Internazionale, il quale riveste un ruolo di primo piano la lotta al doping nello sport e che ha stilato un elenco di farmaci considerati doping.
In Italia, questi farmaci sono facilmente riconoscibili tramite un apposito marchio identificativo.
«Il mondo sportivo deve essere ampiamente coinvolto. Devono essere rivisti i modelli dell’attività motoria e sportiva dei bambini e dei ragazzi responsabilizzando a diversi livelli tutto il settore, dai dirigenti ai quadri tecnici dell’attività giovanile. Diffondere l’idea di fare sport in maniera sana, richiede un intervento territoriale plurimo, soprattutto a livello scolastico. Il segreto del vero successo, consta nell’ispirare e diffondere una sana cultura sportiva, fin dalla giovane età».
Per tali ragioni è attivo da circa un quinquennio un progetto Asl di sensibilizzazione, rivolto soprattutto agli studenti delle scuole medie e superiori. I giovani sono accompagnati alla riscoperta del valore della sana competizione sportiva, senza ingarbugliarsi nel ginepraio di “pseudo coadiuvanti” dalle proprietà miracolose. Merisi ha già coinvolto nel progetto diversi giovani delle scuole medie e superiori del Distretto Sociosanitario di Treviglio.

Gli integratori
Ma quando si parla di doping non bisogna pensare a chissà quali sostanze: sempre secondo il CIO, nella classificazione delle sostanze pericolose, rientrano anche gli integratori alimentari per lo sport. Non molti sanno che anche questi integratori vitaminici, considerati apparentemente innocui, secondo una recente ricerca scientifica coordinata dall’University of Eastern Finland possono avere effetti dannosi sull’organismo.
Secondo l’interpretazione dei ricercatori, l’assunzione di integratori che contengono per esempio minerali o metalli, come rame o ferro, può risultare dannosa per la salute se le dosi assunte superano i reali bisogni dell’organismo. Questa ricerca, i cui risultati sono stati pubblicati sull’Archives of Internal Medicine, punta l’indice sugli integratori vitaminici assunti per migliorare la salute ma i cui effetti potrebbero rivelarsi opposti 
Il consiglio, in conclusione, è quello di «seguire una dieta corretta per ricavare le sostanze indispensabili alla salute, anziché ricorrere agli integratori»

Sabrina Damasconi

Fonte: Asl di Bergamo
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