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Pubblicato: 19/02/2013 17:06:00
L'acqua in bottiglia è più migliore di quella che sgorsa dai rubinetti di casa?
L'acqua che beviamo
L'ASL effettua frequenti controlli sull'acqua distribuita in rete
E’ ancora opinione diffusa che l’acqua in bottiglia sia “migliore” dell’acqua che sgorga dai rubinetti di casa. Ma ne siamo proprio sicuri?
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E’ ancora opinione diffusa che l’acqua in bottiglia sia “migliore” dell’acqua che sgorga dai rubinetti di casa. Ma ne siamo proprio sicuri? La normativa attualmente in vigore, il Decreto Legislativo n. 31 del 2001, ha lo scopo di garantire una elevata qualità dell’acqua anche sotto il profilo della tutela della salute, attraverso l’adozione degli standard definiti dalla Unione Europea sulla base delle più aggiornate informazioni tossicologiche fornite da organismi internazionalmente riconosciuti.

da dove arriva l’acqua?
L’acqua distribuita nella provincia di Bergamo proviene in buona parte da sorgenti di montagna e in parte da pozzi che estraggono l’acqua dalle falde sotterranee. E’ la diversa provenienza dell’acqua a determinarne le caratteristiche qualitative. Per esempio, un’acqua di montagna avrà un contenuto minore di minerali disciolti (avrà cioè un minore residuo fisso), mentre la qualità delle acque di pozzo sarà influenzata dalle caratteristiche delle falde da cui sono estratte.
L’eventuale presenza di inquinanti nelle acque sotterranee, generalmente legati all’attività umana sul territorio quali attività agricole e/o industriali, non pregiudica il suo utilizzo a scopi potabili, che viene garantito da un complesso sistema di controlli ed eventuali trattamenti tali da assicurare la rispondenza dell’acqua agli standard di sicurezza sopra citati (come ad esempio i sistemi di disinfezione a base di cloro o i filtri a carboni attivi).
Per poter essere dichiarata idonea al consumo umano, cioè potabile, l’acqua deve essere sottoposta ad accurati controlli analitici e a monitoraggi continui, eseguiti in forma indipendente sia dall’Ente che gestisce l’acquedotto (quello a cui si paga la bolletta) che dall’Ente di controllo (l’ASL).
Il sistema di controllo in vigore garantisce la tempestiva individuazione di eventuali situazioni di rischio, ed è basato su una estesa rete di punti di monitoraggio (definiti generalmente come punti rete scelti fra punti di erogazione di luoghi pubblici: fontanelle, municipi, scuole,ecc..) e su frequenze di prelievo ben definite. Nella provincia di Bergamo i punti rete sono complessivamente 845 (sicuramente uno in ogni comune e nei comuni più popolosi sono presenti più punti rete).
Anche la presenza nell’acqua di composti in concentrazioni superiori a quelle massime consentite non comporta automaticamente un pericolo per la salute, poiché i limiti fissati dalla legge sono estremamente cautelativi. Dunque i tempi tecnici eventualmente occorrenti per l’adozione delle misure correttive necessarie a rientrare nei limiti di legge non espongono la popolazione ad alcun rischio.

come si controlla l’acqua?
La qualità dell’acqua distribuita viene monitorata sia dal gestore che dall’ASL secondo propri piani di controllo.
L’ASL effettua controlli sull’acqua distribuita in rete (quella che scende dai rubinetti di casa) in tutto il territorio provinciale per verificarne le caratteristiche microbiologiche e chimiche. Le frequenze di campionamento vengono stabilite anche sulla base del numero di utenti serviti dall’acquedotto, pertanto i comuni più popolosi vengono controllati più frequentemente. Nel 2012 sono stati analizzati 3150 campioni di acqua potabile raccolta nei punti rete individuati.
Un altro elemento importante per definire frequenze e tipologia di campionamento è la ricerca delle sostanze inquinanti la cui presenza è stata evidenziata nelle falde da cui l’acqua viene estratta. Infatti, anche se generalmente l’acqua distribuita nel territorio provinciale proviene da falde che non presentano particolari problemi, in alcune realtà circoscritte la presenza di sostanze inquinanti è un fattore conosciuto. Per assicurare la qualità dell’acqua distribuita in questi casi i controlli sono mirati ed intensificati sia da parte dell’ASL che da parte del Gestore.
Nel caso in cui per alcuni parametri si verifichino superamenti dei limiti previsti dalla normativa (Decreto Legislativo 31/2001) vengono immediatamente effettuati ulteriori controlli e viene richiesta al Gestore l’adozione di provvedimenti adeguati alla risoluzione della non conformità. In linea generale le irregolarità rilevate in provincia di Bergamo sono di carattere microbiologico e derivano principalmente da occasionali malfunzionamenti degli impianti di disinfezione o sono originate da condizioni meteorologiche molto critiche. Si tratta di situazioni che non destano particolare preoccupazione, anche perché in genere sono di scarsa entità e superate tempestivamente.

in conclusione
L’acqua che sgorga dai rubinetti di casa è acqua che, proprio perchè potabile, può essere bevuta senza subire ulteriori trattamenti.
La presenza di particelle solide nell’acqua (generalmente si tratta di granelli di sabbia) non deve generare preoccupazione, poiché si tratta di materiale che proviene dall’emungimento e viene trasportato dalla rete di distribuzione. Queste particelle possono essere agevolmente eliminate installando un aeratore sul rubinetto (si tratta dei filtri che consentono una migliore miscelazione tra acqua erogata e aria, e trattengono tutte le varie impurità solide).
L’utilizzo di addolcitori, cioè di apparecchi il cui scopo è rendere l’acqua “meno dura”, può essere consigliato in alcune particolari situazioni ma soltanto in relazione alla funzionalità ottimale degli elettrodomestici e delle tubature, poiché sotto il profilo della salute umana un’acqua “dura” (con un rilevante contenuto di ioni di calcio) non ha alcuna azione dannosa sull’organismo, anzi, contribuisce insieme agli altri alilmenti a garantire il necessario apporto di Calcio.
L’occasionale odore di cloro, dovuto al trattamento di disinfezione, può essere facilmente eliminato raccogliendo l’acqua in una caraffa mantenuta a riposo, a temperatura ambiente o in frigorifero, per circa 1 ora.
L’utilizzo quotidiano dell’acqua di casa ci consentirà in questo modo di assumere quotidianamente un alimento indispensabile e prezioso, e allo stesso tempo di operare una scelta ecocompatibile con riflessi immediati sia sulla salute dell’ambiente che sul nostro portafoglio.


Dott. Bruno Pesenti  - Direttore Dipartimento Prevenzione Medico ASL Bergamo
Dott.ssa Lucia Antonioli - Responsabile Servizio Igiene degli Alimenti e Nutrizione del Dipartimento di Prevenzione ASL Bergamo
e
Elena Rota - Daniela Parodi
Area Igiene degli alimenti e della Sicurezza Nutrizionale ASL BERGAMO
 

Fonte: ASL Bergamo
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