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Pubblicato: 19/02/2013 16:39:00
Censimento Amianto
Rischi derivanti dell’esposizione di fibre di Amianto e interventi prevenzione in atto nella provincia di Bergamo
Censimento Amianto per il Cittadino

L’amianto (o asbesto) è un minerale utilizzato dall’uomo sin dagli albori della civiltà in conseguenza di alcune sue caratteristiche tra le quali: - resistenza al fuoco e al calore; - resistenza meccanica allo stiramento; - resistenza all’azione di agenti chimici.
La sua particolarità di presentarsi come un minerale (silicato di ferro e magnesio) a struttura fibrosa, unita alle caratteristiche d’isolante termico, ha fatto si che nel corso di tutto il 1900, con l’avvento dell’industrializzazione, l’amianto sia stato utilizzato in parecchi campi.
Sono stati censiti finora circa 1.500 usi diversi di questo minerale in Italia.
Il suo impiego ha riguardato principalmente la produzione di: manufatti in cemento-amianto, isolamenti termici, ferodi di freni e frizioni di veicoli stradali, tessuti ignifughi, ecc.
La caratteristica del minerale è di presentarsi appunto sotto forma di fasci di fibre che possono disgregarsi originando fibre via via sempre più sottili fino ad assumere dimensioni di pochi micron (1 micron equivale a 1 millesimo di millimetro) visibili solo al microscopio.
Tali fibre inalate giungono alla profondità delle vie respiratorie e possono provocare, a livello delle porzioni più distanti (alveoli polmonari) e all’interstizio polmonare (ovvero al tessuto connettivo che sostiene entrambi i polmoni) effetti nocivi determinati dalla persistenza delle fibre che provocano un’azione meccanica irritativa.
La stragrande maggioranza di pazienti affetti da patologie asbesto-correlate ha svolto attività lavorative con uso di amianto. Questo perché per la comparsa di tali patologie è necessaria una dose elevata di fibre di amianto.
Sono state infatti identificate da tempo le dosi “soglia” di esposizione ad amianto oltre le quali compaiono sia l’asbestosi (o fibrosi polmonare) che il tumore maligno del polmone. Tali esposizioni erano presenti negli ambienti di lavoro fino a qualche decennio fa.
Per quanto riguarda le patologie che coinvolgono la pleura (cioè la sottilissima membrana che rivesti entrambi i polmoni con funzioni protettive), ovvero: le pleuropatie benigne e il mesotelioma maligno, non è stato possibile finora identificare una dose “soglia”.
I dati epidemiologici hanno dimostrato però che per entrambe queste patologie è necessaria un’esposizione a concentrazione “significativa”, ovvero superiore a quella della popolazione generale.
Il mesotelioma pleurico (tumore maligno della pleura) è monitorato da anni su tutto il territorio nazionale. I dati finora raccolti dimostrano che anche questa grave patologia compare nella grande maggioranza dei casi (65 – 70 %) in soggetti ex esposti ad asbesto per motivi di lavoro o in loro familiari. In particolare non si sono riscontrati casi di mesotelioma tra la popolazione generale esposta a bassissime dosi di amianto.

Interventi di prevenzione in atto nella provincia di Bergamo

Registro Provinciale Mesoteliomi
In provincia di Bergamo è attivo sin dal 1980 il Registro Provinciale dei Mesoteliomi. Tra le prime realtà nella nostra Regione, diventata nel 2000 un’articolazione del Registro Mesoteliomi della Lombardia (RML). Esso è gestito da personale sanitario dell’U.S.C. di Medicina del Lavoro degli Ospedali Riuniti di Bergamo e del Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPSAL) dell’ASL.
Attraverso un’intervista strutturata (mediante uno specifico questionario definito dall’Istituto Superiore di Sanità) al paziente e/o ai suoi familiari, per la raccolta d’informazioni sulla storia lavorativa e sulle abitudini di vita del paziente, si riesce a stabilire il nesso esistente tra il mesotelioma e l’esposizione ad asbesto in ambito professionale o extra professionale.
Nel periodo compreso tra il 1985 e il 2011, sono stati diagnosticati 522 casi di mesotelioma maligno in pazienti residenti in provincia di Bergamo (356 maschi e 166 femmine), di cui 370 (290 maschi e 80 femmine) sono stati attribuiti, ad esposizione professionale ad amianto.
I settori lavorativi nei quali è stato riscontrato il maggiore numero di mesoteliomi nella provincia di Bergamo sono risultati: metalmeccanico (22,1 %), edilizia (16,4 %), tessile (15,4 %) e siderurgico (14,4 %).
Anche nei riguardi di altre patologie asbesto-correlate, come cancro del polmone, è indirizzata da anni l’attività di “ricerca attiva” dei tumori da parte del personale delle strutture di sanità pubblica bergamasche (SPSAL – U.S.C. di Medicina del Lavoro degli Ospedali Riuniti di Bergamo). Ciò ha permesso di mettere in evidenza una quota di neoplasie del polmone conseguenti alla prolungata inalazione di fibre di amianto avvenuta in ambito professionale.


Registro dei lavoratori ex esposti ad amianto e sorveglianza sanitaria
L’ASL della Provincia di Bergamo ha istituito formalmente presso il Servizio PSAL del Dipartimento di Prevenzione Medico il Registro dei lavoratori ex esposti ad amianto adottando le indicazioni riportate nel Decreto Regionale del 16/05/2007 n°4972.
L’iscrizione nel registro degli ex esposti ha finalità epidemiologiche e medico legali (eventuali riconoscimenti di indennizzo per malattia professionale) e rappresenta un servizio per i lavoratori che avessero subito in passato esposizioni professionali ad amianto; è effettuata su richiesta diretta da parte di soggetti ex esposti; viene offerto un percorso iniziale che include l’informazione, la promozione di stili di vita corretti, in particolare per la dissuasione dell’abitudine al fumo. I casi classificati ad alta esposizione sono successivamente avviati ad un percorso di approfondimento clinico che prevede (a carico del Servizio Sanitario Nazionale) la sorveglianza sanitaria periodica presso gli ambulatori dell’U.S.C. di Medicina del Lavoro degli Ospedali Riuniti di Bergamo, secondo il protocollo stabilito dalla D.G.R. 12 marzo 2008 n° 8/6777; in occasione della prima visita, :
a) visita medica (con raccolta anamnestica sia lavorativa che patologica mirata) ed esame obiettivo con particolare riguardo al torace;
b) radiografia del torace (OAD – OAS secondo BIT ’80);
c) prove di funzionalità respiratoria con studio della diffusione alveolo-capillare dei gas.
La necessità di effettuare ulteriori accertamenti di approfondimento diagnostico, nonchè la periodicità delle successive visite di controllo vengono stabiliti dal Medico della U.S.C. di Medicina del Lavoro Ospedaliera, anche sulla base di eventuali positività riscontrate agli accertamenti sanitari di base sopra descritti.
La diagnosi di patologie riconducibili all’esposizione professionale ad amianto o comunque di patologie professionali diagnosticate tramite gli accertamenti di cui sopra, sono oggetto di denuncia/segnalazione/referto (da parte dei sanitari ospedalieri) alle autorità competenti (ASL-INAIL-DPL).

Attività di monitoraggio e vigilanza
Nell’ultimo studio sistematico effettuato in Regione Lombardia le concentrazione di fibre di amianto riscontrate in diverse postazioni, collocate nelle varie province lombarde, hanno evidenziato valori compresi tra: 0,017 e 0,041 fibre/litro. Tali valori sono risultati decine di migliaia di volte inferiori a quelli presenti fino a qualche decennio fa nei luoghi di lavoro.
Le indagini ambientali eseguite finora da personale specializzato hanno evidenziato, unitamente ai dati epidemiologici riguardanti le persone affette da malattie correlate con l’amianto, che un manufatto in eternit in prossimità della propria abitazione non costituisce caso un rischio diretto per la popolazione residente nelle immediate vicinanze.
Esso rappresenta invece una fonte di dispersione di fibre di amianto nell’ambiente (inquinamento “di fondo”) e soprattutto un rischio per i lavoratori che intervengono per la rimozione.
A tale proposito, la ASL della provincia di Bergamo, è coinvolta nell’erogare la formazione finalizzata al rilascio dei patentini regionali abilitanti all’esercizio di coordinatore/addetto alle attività di rimozione, smaltimento e bonifica dell’amianto ai sensi del DPR 8 agosto 1994: complessivamente sono stati rilasciati 1.760 patentini di abilitazione agli interventi di bonifica obbligatori per gli addetti che operano in questo settore. Altro requisito, posto in capo alle imprese è costituito dall’obbligo di iscrizione all’Albo nella categoria 10- bonifica dei beni contenenti amianto, ai sensi della Delibera del Ministero dell’Ambiente 30 marzo 2004. Le imprese bergamasche che risultano iscritte presso la sezione Lombardia dell’Albo, sono attualmente, 147.
Il Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPSAL) dell’ASL di Bergamo, nell’anno 2012, ha ricevuto e valutato 1.631 piani di lavoro per interventi di rimozione di manufatti contenti amianto che hanno interessato prioritariamente, la bonifica di coperture in cemento-amianto. Per gli interventi più complessi e significativi, il personale tecnico del Servizio PSAL ha effettuato 139 sopralluoghi di verifica.


Censimento Amianto
In relazione alla L.R. n° 14 del 31/06/2012: “Modifiche e integrazioni alla legge regionale 29 settembre 2003 n°17” si informa che:

• i soggetti pubblici e privati proprietari di immobili nei quali vi è presenza di materiali contenenti amianto, sono tenuti a comunicarlo all’ASL, compilando il modello NA1, “scaricabile” dal sito ASL o reperibile presso i Comuni (non sono previste altre dichiarazioni, quali ad esempio lo stato di conservazione delle coperture in cemento-amianto “eternit”). Tali notifiche, andranno inviate alla sede della ASL competente territorialmente (vedi allegato);

• secondo quanto contenuto all’art. 8 bis comma 1 della L.R. n° 17, integrata dalla Legge Regionale n° 14 del 2012, la mancata comunicazione del modello NA1, comporta una sanzione amministrativa da € 100 a €1500 per la quale si è in attesa di adozione di uno specifico regolamento da parte della Regione Lombardia.

Attualmente il problema più critico in Lombardia è rappresentato da un insufficiente numero di discariche, che non riescono a soddisfare la richiesta di smaltimento dei manufatti contenenti amianto derivanti dalle bonifiche.


Dott. Bruno Pesenti
Direttore Dipartimento Prevenzione Medico ASL Bergamo

Fonte: ASL Bergamo
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