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Pubblicato: 13/11/2012 15:09:00
Consumo di latte crudo
Latte crudo: istruzioni per l’uso
E' preferibile consumare il latte dopo la classica bollitura

Oggi anche nella nostra provincia, sono presenti una trentina di aziende che vendono il latte crudo tramite una settantina di erogatori automatici posizionati in prossimità degli allevamenti o in appositi chioschi nelle piazze dei paesi e della città.
In pratica il latte appena munto, viene refrigerato e posto in contenitori all’interno del “distributore automatico”, che consente al cliente di acquistarlo, utilizzando bottiglie proprie o bottiglie sterili disponibili in prossimità dei chioschi stessi.

Tra gli alimenti di origine animale, il latte è sicuramente quello maggiormente sottoposto a controlli. Essi partono in “campo”, sugli alimenti destinati agli animali, proseguono quindi con le verifiche dei requisiti strutturali delle aziende , dei requisiti sanitari degli animali e del rispetto delle procedure adottate dagli allevatori per “tenere monitorati” i pericoli insiti nella propria attività produttiva.
La Comunità Europea ha introdotto infatti il principio per cui anche l’allevatore (così come tutti i produttori di alimenti) non è più solamente un “controllato” dall’autorità sanitaria, ma è a tutti gli effetti un “attore” del settore alimentare, su cui grava la responsabilità della produzione di “alimenti sani”.

La pastorizzazione del latte (trattamento termico a 72°C per 15 secondi) permette di uccidere la maggior parte dei germi potenzialmente pericolosi che possono essere presenti.

Qualche rischio invece si manifesta con il consumo di latte crudo, ed è importante capirne il perché. Nonostante il rispetto di rigide norme igieniche, durante la fase di produzione del latte, possono avverarsi contaminazioni ad opera di germi: alcuni di questi sono potenzialmente pericolosi per l’uomo e, se il latte non subisce un trattamento termico adeguato (quale la pastorizzazione), possono giungere e moltiplicarsi, nell’intestino del consumatore, con la possibilità di insorgenza patologie (di solito diarree di variabile gravità)
Il rischio del manifestarsi di tali problematiche può aumentare anche in considerazione del più elevato tenore in materia grassa del latte crudo rispetto al latte che normalmente consumiamo, nonché del consumo del latte a temperatura molto bassa (viene erogato ad una temperatura di 4°C).

Quindi quali istruzioni per l’uso nel consumo del latte crudo?
Quale semplice precauzione (i nostri nonni l’hanno sempre fatto), sottoponiamolo alla classica bollitura. Perderemo alcune delle caratteristiche nutritive della materia prima, ma metteremo al sicuro sia noi che i nostri cari dal rischio di possibili fastidiose problematiche.

Dr. Paolo Antoniolli
Direttore Dipartimento di Prevenzione Veterinario
ASL di Bergamo

Fonte: ASL di Bergamo
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