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Pubblicato: 13/11/2012 15:05:00
Dal 2008 la campagna offerta attiva e gratuita del vaccino HPV è stata rivolta alle ragazze dagli 11 e 12 anni in modo uniforme in tutto il territorio italiano
Vaccino anti HPV: prevenzione culturale
Vaccino contro il Papilloma virus (HPV)

Educazione sessuale alla salute con una semplice iniezione. Sarebbe questo il duplice effetto del vaccino contro il Papilloma virus (HPV) secondo uno studio dell’Università di Manchester pubblicato su British Journal of Cancer Otto. Dal 2008 la campagna offerta attiva e gratuita del vaccino HPV è stata rivolta alle ragazze dagli 11 e 12 anni in modo uniforme in tutto il territorio italiano.
Il virus HPV è caratterizzato da un’ampia variabilità genetica, per cui è possibile distinguerne diversi “tipi”. Ad oggi sono stati identificati più di 120 diversi tipi di HPV e circa 40 sono associati a infezioni dell’apparato genitale. Nella maggior parte dei casi (70-90%) l’infezione da HPV è autolimitante e transitoria, poiché il virus viene eliminato dalla risposta immunitaria attivata dall’organismo. Quando ciò non accade, però, la storia naturale dell’infezione evolve in infezione persistente e, in base al tipo di virus infettante, l’infezione può progredire in lesioni a carattere benigno o in lesioni precancerose e cancerose. In base al potenziale potere oncogeno dei diversi tipi di HPV, questi sono convenzionalmente classificati in due grandi gruppi: a basso rischio oncogeno (convenzionalmente denominati low-risk), e ad alto oncogeno (convenzionalmente denominati (high-risk). A questi macro gruppi si affiancano due piccoli gruppi definiti a probabile rischio oncogeno e a rischio indeterminato. I tipi di HPV a basso rischio sono responsabili dell’insorgenza di lesioni benigne quali i condilomi anogenitali; i tipi ad alto rischio, invece, sono associati al cancro della cervice uterina, oltre che al cancro del pene, della vulva, della vagina e dell’ano.

Gli HPV si contraggono mediante contatto diretto (sessuale, orale e cutaneo). È ormai ampiamente dimostrato che la prevalenza dell’infezione da HPV varia con l’età. Gran parte degli studi, infatti riportano una relazione di tipo inverso tra la prevalenza dell’infezione e l’età, soprattutto nei Paesi industrializzati. Il picco di prevalenza dell’infezione, infatti, è registrato nella popolazione di giovani donne sessualmente attive di età < 25 anni.

L’obiettivo del programma di vaccinazione è di prevenire le infezioni da HPV, le lesioni precancerose ed il carcinoma del collo dell’utero, che causa ogni anno in Italia circa 3.500 nuovi casi di malattia e 1.000 decessi ,con un ‘incidenza di 10 su 100.000 donne e una letalità dello 0.8 % in costante calo dopo l’introduzione dello screening (PAP - TEST ). Previenie anche altre forme tumorali a carico della vulva, della faringe e del cavo orale, dell'ano e del pene e dei condilomi genitali.
È necessario a oggi, per la tutela del benessere e della salute, che si abbiano delle informazioni pratiche e comprensibili riguardo uno dei temi che rientra nell’ambito delle malattie sessualmente trasmissibili e della prevenzione, affinché le ragazze possano sviluppare una sessualità serena e consapevole .
Non si può evitare che ci si ammali di cancro , ma ci si può comportare in modo di ridurre la probabilità che ciò accada .
Come ?
Con due semplici azioni : rapporti sessuali protetti (profilattico ) ed esecuzione periodica del PAP - TEST raccomandato ogni tre anni alle donne in età compresa tra i 25 e i 64 anni .
E’ un test indolore , gratuito , efficace e si può richiedere anche la giustificazione per l’assenza dal lavoro. Pertanto, è importante che le dodicenni vengano sottoposte alla vaccinazione anti - HPV e far si che acquisiscano successivamente la coscienza ,in età sessuale matura, di eseguire periodicamente il PAP-TEST finalizzato alla prevenzione delle lesioni pre-tumorali e/o tumorali anche molto piccole del collo dell’utero , che possono essere presenti in assenza di sintomi. La vaccinazione è facoltativa, raccomandata e gratuita per le ragazze dodicenni.
La Direzione dell’ASL di Bergamo, sensibile al problema, invita i genitori qualora lo ritenessero opportuno , a prendere contatto con il personale sanitario dei distretti di appartenenza per ulteriori approfondimenti sull’argomento.

Dr. Pierluigi Capolino
Medico
Direttore Distretto Socio Sanitario Valle Brembana e Valle Imagna

Fonte: ASL di Bergamo
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