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Pubblicato: 08/10/2012 12:14:00
Quando le "rete" digitale diventa "rete" sociale
Prevenire l’HIV negli adolescenti. Da oggi c’è anche Facebook
L’ASL di Bergamo premiata per un intervento basato sui social network

I dati resi noti dal Ministero parlano chiaro, l’HIV colpisce ancora, ogni anno circa 4000 italiani si infettano e si condannano ad assumere farmaci per tutta la vita, costosissimi e con effetti collaterali tutt’altro che trascurabili, non essendo al momento disponibili vaccini o terapie che garantiscono la completa guarigione. Oltre la metà delle persone scoprono di avere l’infezione in fase avanzata, pertanto è evidente che persistono recidivi comportamenti a rischio, che contribuiscono ad accrescere il livello di rischio di diffusione del contagio. Visto il calo d’attenzione sociale al problema e la preoccupante disinformazione dei giovanissimi al riguardo, l’ASL di Bergamo ha deciso di avviare una sperimentazione, per testare l’efficacia d’interventi di formazione web mediante utilizzo di social network, che offrono un canale privilegiato e strategico rispetto ai metodi tradizionali. I moderni sistemi d’informazione, coniugano la necessità di utilizzare nuovi linguaggi adatti ai giovani ed ai tempi, con la volontà di garantire un flusso di comunicazioni ed informazioni di prevenzione costante con gli utenti. Il regno cibernetico, soprattutto negli ultimi anni, con i relativi social network, è diventato un canale di diffusione delle informazioni rapido, economico, efficace e di elevata estensione, anche se sono ancora pochi gli studi di valutazione sulla sua efficacia quale canale di comunicazione nella promozione della salute. Si discute molto sull’utilizzo di Facebook per scopi educativi, vista la potenzialità dello strumento di raggiungere un numero elevato di persone. Considerato l’elevato livello di diffusione e maggiore fruibilità, l’ASL Bergamo ha deciso di sperimentare il social network Facebook, proponendo il progetto “Facebook HIV Prevention Trial” per la diffusione di messaggi di prevenzione agli adolescenti. L’intento principale verte nel mantenere la presenza rassicurante dell’Asl negli spazi mediatici, ampliandone l’interattività, al fine di garantire anche una maggiore fruibilità, informazione attuale sull’argomento e rispetto alle odierne esigenze. Il 22 giugno u.s. a Venezia, in occasione del workshop “Web 2.0 e salute” promosso dalla Federazione Italiana Aziende Sanitarie ed Ospedaliere (d’ora in poi FIASO), l’ASL Bergamo è stata premiata nell’ambito del progetto interministeriale “Guadagnare Salute”. Il progetto, trova collocazione in una campagna di comunicazione di più ampio respiro “il Laboratorio sul Benessere Organizzativo”, a cui l’Azienda Sanitaria Locale di Bergamo ha aderito entusiasta, condividendo già la filosofia di pensiero che, considera strategica la scelta di affidarsi alla Rete per fare prevenzione, per promuovere salute e sani stili di vita. FIASO negli ultimi anni ha avviato una serie di attività scientifiche, nell’ambito delle quali si è posta come interlocutore delle istituzioni. Pertanto è soggetto attivo, nello stimolare discussioni e dibattiti sui temi cruciali inerenti la sanità pubblica e propulsore delle “best practices” della sanità pubblica, in cui la rete, svolge un ruolo da protagonista. Il web, quindi, può essere un potente strumento e prezioso alleato della sanità pubblica, è confermato anche dai risultati sorprendenti di una recente indagine a cura London School of Economics, che ha monitorato le abitudini di navigazione online di 12 Paesi, tra i quali l’Italia. L’81% degli italiani si affida al Web per informarsi sul proprio stato di salute, di cui il 65% per la ricerca di farmaci, il 47% per effettuare autodiagnosi mentre il 13% ricorre a Facebook ed altri social network per commenti e domande che prima rivolgevano al proprio medico. Il piano di lavoro, attraverso il quale si è cercato di sperimentare questa nuova modalità di comunicazione, ha preso in esame diversi canali mediatici. Facebook, è stato individuato come canale di comunicazione per eccellenza, per la notevole efficacia nel raggiungere gli obiettivi del progetto. La velocità delle informazioni, la fruibilità, i costi contenuti e l’importanza del ruolo attivo degli studenti che possono intervenire, senza limiti di orario sull’argomento, garantito attraverso Facebook, ha concesso contatti in tempo reale che hanno determinato il buon esito del progetto. Ciò è confermato anche da un’accurata ricerca e uno studio in via sperimentale che hanno valutato l’efficacia del social network per la capillarità di diffusione e l’efficienza, soprattutto per la disponibilità delle informazioni a lungo termine. Ad oggi, l’idea progettuale, ha condotto l’Asl ad uno studio che ha coinvolto circa 500 ragazzi di tre istituti superiori della città di Bergamo (licei e istituti professionali), che seguiti da un team di medici, psicologi ed educatori, hanno compilato dei questionari con la finalità d’individuare i principali bisogni conoscitivi ed i maggiori rischi comportamentali. Sulla base dell’analisi dei questionari, sono stati definiti gli obiettivi educativi e l’organizzazione delle modalità d’intervento più adeguate e raggiungibili con l’ausilio di Facebook. Infatti, attraverso la ricerca, sono stati monitorati i cambiamenti in termini di conoscenze sull’argomento e di comportamenti. In conclusione, i primi risultati sembrano incoraggianti, pare che il miglioramento nelle conoscenze mostri contribuisca ad accrescere il livello di partecipazione nella discussione nel gruppo Facebook.

Sabrina Damasconi

Fonte: ASL di Bergamo
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