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Pubblicato: 21/03/2017 11:14:00
Come funzionano e cosa contengono i vaccini?
Le vaccinazioni
La memoria immunologica ci proteggerà anche in futuro
Molti sono convinti che la scomparsa nel nostro Paese di malattie infettive come la poliomielite o il morbillo siano dovute solo alle migliorate condizioni socio-economiche. In realtà, elevati servizi igienico-sanitari e standard di vita non bastano a garantire la completa protezione da malattie infettive...
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Le vaccinazioni salvano 2,5 milioni di vite l’anno nel mondo: 7mila al giorno, 300 all’ora ossia 5 al minuto. Questi i dati diffusi dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Ecco perché e’ importante informarsi correttamente sulla base di fondati studi scientifici, comprendere l'utilità delle vaccinazioni e, di conseguenza, raggiungere adeguata consapevolezza per intraprendere importanti scelte al riguardo in tutte le fasi della vita.
Ma come funzionano e cosa contengono i vaccini?

Le vaccinazioni si basano sulla somministrazione di una piccolissima quantità di un agente infettivo (virus o batterio, ucciso o attenuato) o di componenti del microorganismo resi sicuri (antigeni importanti o sostanze prodotte da alcuni microorganismi) o di proteine ottenute sinteticamente, non in grado di causare malattia ma sufficienti a stimolare una risposta immunologica. In seguito al primo contatto con gli agenti esterni, il sistema immunitario aumenta la concentrazione di cellule e anticorpi specifici per neutralizzarli e ne conserva traccia per riconoscerli e difenderci poi. Difatti la durata della protezione conferita dai vaccini è legata alla “memoria immunologica”, ossia la capacità del nostro sistema immunitario, dopo un precedente incontro, di riconoscere un virus o batterio e di proteggerci.

La vaccinazione è valida per sempre?

Nella maggior parte dei casi le vaccinazioni ci preservano per tutta la vita, mentre per alcuni tipi di malattie infettive, come il tetano, sono previsti richiami oltre al ciclo di base perché la protezione decade con il tempo. L'utilizzo dei vaccini ha cambiato la storia della medicina, affermandoli come strumento fondamentale per la riduzione della mortalità e, gli stessi, hanno modificato profondamente l’epidemiologia delle malattie infettive: come la scomparsa del vaiolo, dichiarato nel 1980 dall'OMS. In molti però, sono convinti che la scomparsa nel nostro Paese di malattie infettive come la poliomielite o il morbillo siano dovute solo alle migliorate condizioni socio-economiche. In realtà, elevati servizi igienico-sanitari e standard di vita non bastano a garantire la completa protezione da malattie infettive. Evidenze scientifiche hanno dimostrato che in caso di epidemie o dell'insorgenza di casi di malattia nella comunità, i soggetti vaccinati hanno minori probabilità di contrarre l’infezione. E' inoltre importante sapere che, il vantaggio non è solo personale. Se la percentuale di soggetti vaccinati all’interno di una popolazione è sufficientemente elevata, la trasmissione dell’agente infettivo si riduce drasticamente e, anche i soggetti che per particolari condizioni di salute non possono ricevere il vaccino risultano comunque protetti per “immunità di gregge”, ossia la bassa possibilità di diffusione della malattia, e quindi contagio.
Proprio per questo il Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2017-2019 approvato in Conferenza Stato-Regioni il 19 gennaio e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 18 febbraio scorso, si è notevolmente arricchito con una più amplia offerta. Il nuovo piano, oltre alle vecchie vaccinazioni contro difterite, tetano, polio, epatite B, Hib, pertosse, pneumococco, morbillo, parotite, rosolia, meningococco C nei nuovi nati, HPV nelle ragazze undicenni e influenza nei soggetti di età ≥65 anni, introduce le vaccinazioni anti-meningococco B, ossia il batterio che sta spaventando in questo periodo l'Italia, anche se gli esperti hanno chiarito che il numero di casi registrati è in linea con la casistica degli anni precedenti. Garantisce l'anti-rotavirus e antivaricella nei nuovi nati, estende la vaccinazione anti-HPV ai maschi undicenni, introduce la vaccinazione antimeningococcica tetravalente ACWY135 e il richiamo anti-polio con IPV negli adolescenti; prevede le vaccinazioni anti-pneumococco e anti-Zoster nei sessantacinquenni e vaccinazioni per i soggetti a rischio di tutte le fasce d'età.

ZOOM
In applicazione al nuovo piano, il calendario vaccinale nella Lombardia è già attivo, prevede l’offerta gratuita ai nuovi nati dei vaccini contro le malattie batteriche da Haemophilus B, Pneumococco, Meningococco C (fino ai 18 anni per chi non fosse stato vaccinato in precedenza) e, dai nati del 2017, Meningococco B. A partire da quest'anno inoltre tutti gli assistiti nati prima del 2016 hanno la possibilità di accedere tutti alla vaccinazione contro il Meningococco B con la formula del co-pagamento. Le richieste di prenotazione sono già partite. Regione Lombardia rende noto che solo per le vaccinazioni di antimeningococco in copagamento il totale delle prenotazioni ad oggi è salito a 77246 e ad oggi sono state stimate 10735 vaccinazioni eseguite. Importante è anche segnalare eventuali disdette. E' stato infatti riscontrato che il 10% dei prenotati talvolta non si presenta all'appuntamento negando la possibilità ad altri. Dubbi e perplessità? Se vuoi saperne di piu consulta Wikivaccini. Il progetto di informazione ideato da Regione Lombardia utile per trovare risposte alle molte domande che si presentano al momento di vaccinare i propri figli o vaccinarsi contro le malattie infettive. La piattaforma raggiungibile al link: wikivaccini.com o dalla sezione vaccinazioni del portale ATS Bergamo www.ats-bg.it

Sabrina Damasconi

Servizio Formazione Aziendale ATS Bergamo in Staff Direzione Generale

Collaborazione con il Servizio Comunicazione Istituzionale nella campagna per promuovere le attività ed i progetti di promozione della salute ed in particolare per favorire le vaccinazioni sul territorio bergamasco.

Giornalista


Fonte: ATS Bergamo
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