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Pubblicato: 10/04/2015 11:31:00
Aprile 2015: mese della prevenzione alcologica
Il 16 Aprile si celebra l'Alcohol Prevention Day
ADP 2015

Il 16 aprile 2015 è l’Alcohol Prevention Day, una giornata dedicata a promuovere la consapevolezza circa i rischi legati al consumo di alcol. L’iniziativa è promossa dall’Istituto Superiore di Sanità che per il 2015 porrà particolare attenzione sul rapporto : - alcol e disabilità - alcol e guida - alcol e lavoro - alcol e gravidanza - alcol e assunzione di farmaci - alcol e malattie acute o croniche - alcol e giovani - alcol e dipendenza da sostanze - alcol e anziani.
L’evento coincide con la giornata "National Alcohol Screening Day (NASD)" e si colloca all’interno si un mese interamente dedicato all’attenzione alle tematiche alcol-correlate.

Da circa dodici anni l’ASL di Bergamo, tramite il Dipartimento Dipendenze e su impulso dell’Istituto Superiore di Sanità, aderisce all’Alcol prevention day organizzando e /o sostenendo nel mese di aprile una serie di iniziative finalizzate a mantenere alta l’attenzione, a sensibilizzare la popolazione adulta e giovanile sui rischi correlati al consumo di alcol (sanitari, sociali, legali ecc.), in relazione in particolare sulle seguenti aree:
1. Alcol e giovani , il binge drinking
2. Alcol , droghe e guida
3. Alcol e lavoro

Diverse saranno le iniziative organizzate a livello territoriale direttamente dall’ASL o da Associazioni o Enti del Privato Sociale

I dati messi a disposizione dall’Osservatorio delle Dipendenze dell'ASL di Bergamo relativamente ai consumi di bevande alcoliche nella popolazione generale – 15 –64 anni (rielaborazioni indagine IPSAD-Italia®2011) e nella popolazione scolastica 15-19 anni (rielaborazioni dati ESPAD-Italia®2013), evidenziano un quadro che ne vede un’ampia diffusione, con consumi tendenzialmente in calo negli ultimi dieci anni, ma che rimangono caratterizzati da un’età precoce di approccio e dalla diffusione di modelli di consumo “importati” dai paesi nord europei, con episodi di “binge drinking”, ossia abbuffate alcoliche in cui vengono assunte almeno 5 unità alcoliche in un’unica occasione, con i conseguenti rischi.

In particolare nella popolazione generale IPSAD-Italia®2011, a fronte di consumi nell’anno che coinvolgono l’80% della popolazione, si evidenzia una quota pari al 5,4% di persone che nell’ultimo mese dell’indagine ha abusato di alcol con modalità di binge drinking (assunzione di sei o più bevande alcoliche in una sola occasione) con un interessamento di tre volte maggiore degli uomini (8,8%) rispetto alla donne (2,9%).

I dati relativi alla popolazione scolastica lombarda, riferiti allo studio ESPAD-Italia®2013, che ha coinvolto anche studenti bergamaschi, evidenzia che il consumo di bevande alcoliche ha interessato l’82,4% degli studenti (80,9% in Italia), in misura maggiore i maschi (84,1%) rispetto alle femmine (80,8%). Tale consumo interssa tutte le classi di età, aumentando progressivamente al crescere della stessa, con un picco a 18 anni e un calo nell’anno successivo. Il passaggio dai 15 ai 16 anni si contraddistingue per un rilevante incremento delle quote di consumatori (dal 66,5% al 79,9%).
Il consumo nell’anno di bevande alcoliche tra gli studenti lombardi non ha subito rilevanti variazioni nel corso degli ultimi tre anni.
Un’attenzione particolare merita il dato relativo al comportamento di binge drinking: il 33,9% degli studenti ha riferito di aver assunto 6 o più volte bevande alcoliche in un’unica occasione nel mese antecedente lo svolgimento dell’indagine. Anche in questo caso al crescere dell’età si osserva un incremento delle prevalenze dei binge drinkers: a 15 anni riguarda il 18,5%, mentre a 19 il 40,5%. Il binge drinking risulta più frequente nei maschi.
L’analisi del trend evidenzia un lieve calo nell’ultimo triennio della prevalenza di binge (nel 2011 35,2% degli studenti, negli anni successivi 33,9%).

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (2009) indica che i bambini e gli adolescenti non devono bere alcolici fino all’età di 18 anni e che il consumo precoce causa maggiori effetti negativi sulla salute rispetto al consumo in età adulta. L’organismo infatti non è ancora in grado di metabolizzare l’alcol. Esso inoltre può rappresentare una precoce acquisizione di comportamenti di salute non corretti, nonché una sostanza di accesso al mondo delle sostanze.
Occorre, d’altra parte, tenere in considerazione la cultura tradizionalmente alcolica presente in Italia . Nel nostro Paese esiste infatti una radicata consuetudine di consumo di alcolici (specie il vino). Il vino e la birra sono integrati con l’alimentazione e con altri aspetti della vita sociale. Le figure familiari rivestono un importante ruolo nell’ educazione dei ragazzi ad un corretto approccio alle bevande alcoliche, a partire dal proprio modo di vivere il rapporto con l’alcol e dalla messa in atto di tutte quelle misure di protezione sui rischi alcol-correlati, tra cui in primis la non somministrazione di alcol a minori. Alcuni studi hanno messo in evidenza come l’educazione e l’iniziazione familiare al corretto uso di alcol non rappresentino un elemento negativo ma risultino, al contrario, un fattore protettivo rispetto ai comportamenti di abuso di tale sostanza.
I dati mostrano tuttavia come allo stesso tempo, anche nella nostra provincia, si stia affiancando alla tradizionale cultura del bere che vede per lo più l’assunzione di vino a pasto, l’introduzione di bevande a forte gradazione alcolica e modalità di assunzione tipiche della cultura dei paesi anglosassoni o nordici.

Chi fosse interessato a:

  • inviare o consultare il materiale o ad approfondire le diverse iniziative in programma sul territorio provinciale può contattare: dott. Andrea Noventa - SerT di Bergamo – tel. 0352270374/391 e-mail: anoventa@asl.bergamo.it
  • approfondire la conoscenza sul fenomeno del consumo, abuso o dipendenza da alcol e aspetti correlati o a richiedere reports sul tema, può contattare: dott.ssa Elvira Beato – Responsabile Osservatorio Dipendenze ASL di Bergamo – tel. 035 2270404/415 e-mail ebeato@asl.bergamo.it scaricare direttamente i report prodotti dall’Osservatorio dal sito: www.asl.bergamo.it/dipartimentodipendenze

Dott. Andrea Noventa - Referente Area Prevenzione SERT 1 Bergamo ASL Bergamo

Fonte: ASL Bergamo
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