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Pubblicato: 06/03/2015 11:01:00
Si conclude il decennio dell'acqua
L’acqua, il bene più prezioso
22 Marzo 2015: giornata mondiale dell’acqua

Il 22 marzo ricorre la giornata mondiale dell’acqua, istituita dalle Nazioni Unite nel 1992 con l’intento di porre una sempre maggiore attenzione all’ambiente e alle sue risorse.
La ricorrenza di quest’anno segnerà la conclusione del “Decennio dell’acqua”, il cui obiettivo è stato quello di promuovere la consapevolezza pubblica delle questioni riguardanti il tema “Water for Life”, e di dimezzare il numero di persone senza accesso ad acqua potabile e servizi igienico-sanitari anche attraverso la progressiva riduzione dello sfruttamento non sostenibile delle risorse idriche.

Il tema di quest'anno sarà "Acqua e Sviluppo Sostenibile". Anche a livello locale questo tema riveste una grande importanza: utilizzare in modo consapevole questa risorsa limitata è una responsabilità che investe la società in tutte le sue componenti: cittadini, settore produttivo ed istituzioni. Ognuno di questi soggetti infatti concorre, con i suoi comportamenti, le sue scelte ed i suoi compiti, a garantire che vi sia continuità nella disponibilità per tutti di acqua potabile di buona qualità.
I comportamenti quotidiani di ognuno di noi devono essere orientati verso abitudini “antispreco” nel consumo dell’acqua, poiché anche le piccole azioni contribuiscono a risparmiare risorsa preziosa.
Il settore produttivo deve perseguire l’adozione di metodi e tecnologie produttive che riducano al minimo la pressione sull'ambiente e in particolare sull’acqua. L’inquinamento, infatti, minaccia tutti i corpi idrici, superficiali o sotterranei, ed è l’azione dell’uomo, e l’inquinamento che ne consegue, a determinare il pericolo di una qualità compromessa delle acque destinate al consumo umano.
Infine le istituzioni hanno il compito di tutelare la risorsa idrica attraverso l’adozione e l’applicazione di normativa specifica, misure di tutela e costante vigilanza sull’acqua distribuita.

L’acqua distribuita nel territorio della provincia di Bergamo è acqua di origine sotterranea, prelevata cioè attraverso l’escavazione di pozzi (nei territori della pianura) o l’armatura di sorgenti da falde che scorrono nel sottosuolo (nei territori collinari e montani).
Anche la nostra provincia non è immune dal problema dell’inquinamento, dovuto in parte alle attività agricole / pastorali, in parte alle attività industriali e in parte dovute alla “semplice” presenza dell’uomo. Gli effetti determinati sulle acque dall’attività e dalla presenza umana sono di tipo microbiologico e chimico, e vengono gestiti attraverso interventi di filtrazione e disinfezione presso i punti di captazione e/o i bacini di raccolta.
La buona qualità dell’acqua è garantita grazie alla scrupolosa opera degli Enti che gestiscono questa risorsa e all’attività costante di monitoraggio e verifica svolta dalla ASL attraverso un programma di campionamenti e di controlli alle strutture.

L’acqua distribuita deve essere salubre e pulita, e non deve contenere microrganismi e parassiti, né altre sostanze, in quantità o concentrazioni tali da rappresentare un potenziale pericolo per la salute umana. Questo è quanto prevede la normativa che in Italia si occupa delle acque potabili, il Decreto Legislativo n. 31 del 2001, nel quale sono fissate anche le soglie massime di concentrazione per tutti i composti la cui presenza è ritenuta ammissibile. In ogni caso le caratteristiche dell’acqua devono essere tali da permetterne un uso continuato nell’alimentazione umana.
I trattamenti di potabilizzazione si rendono quindi necessari se nonostante le misure di prevenzione poste in essere l’acqua risulti comunque contaminata da microrganismi, oppure nel caso in cui, a causa delle condizioni della rete di raccolta e distribuzione, l’acqua rischi di contaminarsi prima di arrivare all’erogazione presso le utenze cittadine. In questi casi i trattamenti di potabilizzazione sono solitamente a base di cloro, che garantisce la presenza di un residuo attivo in grado di contrastare contaminazioni che potrebbero verificarsi lungo la rete di distribuzione. Esistono anche altri sistemi di disinfezione, come ad esempio i trattamenti con luce UV, ma sono sistemi più adatti a trattare acque non destinate a percorrere lunghi tratti di rete, poiché l’efficacia del trattamento (che non lascia residui) potrebbe essere inficiata da contaminazioni successive.
Quando invece la risorsa acqua presenta dei problemi di carattere chimico (ad es. presenza di fertilizzanti, pesticidi, metalli, etc) il gestore deve mettere in atto altri trattamenti che rendano l’acqua potabile, cioè idonea al consumo umano. Spesso si tratta di sistemi filtranti, in grado di trattenere le molecole dannose per l’organismo, altre volte vengono aggiunti condizionanti chimici (i cosiddetti flocculanti) che aiutano la precipitazione delle sostanze solide disperse.
In questo modo l’acqua viene fornita agli utenti in condizioni di assoluta sicurezza e nel pieno rispetto dei parametri previsti dalla normativa.
Così, quando sgorga dal rubinetto non c’è alcuna necessità di sottoporla ad ulteriori trattamenti domestici (con i cosiddetti “depuratori”), che hanno l’obiettivo fasullo di eliminare la presenza di sostanze indesiderabili, che non sono comunque presenti. Infatti, nei casi in cui le sostanze pericolose o indesiderabili venissero trovate nell’acqua sia dal gestore che dall’ASL, essa verrebbe immediatamente tolta dalla rete di distribuzione.

L’acqua che sgorga dai rubinetti di casa è in conclusione un’ottima bevanda. E’ fresca, perché non subisce passaggi da un distributore all’altro e non subisce soste prolungate in condizioni atmosferiche sfavorevoli; è sempre disponibile istantaneamente, perché non necessita di imbottigliamento, trasporto, stoccaggio e condizioni particolari di conservazione; è salubre e sicura, perché è sottoposta a frequenti controlli; ed inoltre è economica, perché è soggetta alla sola tariffazione del servizio acquedottistico.


Dr.ssa Elena Rota - Tecnico della Prevenzione  dell' Area Igiene degli Alimenti e della Sicurezza nutrizionale ASL Bergamo

Fonte: ASL Bergamo
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