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Pubblicato: 05/03/2015 17:30:00
Un buon esempio in attesa di EXPO2015
Il progetto di riduzione degli sprechi alimentari
In breve - l'esperienza nel comune di Brusaporto

EXPO 2015 “Nutrire il Pianeta. Energia per la vita” rappresenta l’occasione per riflettere e confrontarsi sui diversi tentativi di soluzioni alle contraddizioni del nostro mondo: se da una parte c’è ancora chi soffre la fame (circa 870 milioni di persone denutrite nel biennio 2010-2012), dall’altra c’è chi muore per disturbi di salute legati a un’alimentazione scorretta e troppo cibo (circa 2,8 milioni di decessi per malattie legate a obesità o sovrappeso).
In Italia ogni anno finiscono tra i rifiuti dai 10 ai 20 milioni di tonnellate di prodotti alimentari ancora commestibili, per un valore di circa 37 miliardi di euro (dati Barilla for Food and Nutrition). Da un’indagine condotta dal Politecnico di Milano con Fondazione per la Sussidiarietà e Fondazione Banco Alimentare Onlus nel 2011 lo spreco si genera alla Produzione per il 2,9% alla trasformazione per lo 0,4% nella ristorazione per il 6,3% e al consumatore finale per l’8%. Il 6,3% dell’eccedenza nella ristorazione collettiva corrisponde a 0,2 milioni di tonnellate/anno. Di questa eccedenza solo il 9% viene recuperato, il 91% diventa rifiuto! (Fondazione Banco Alimentare Onlus, 2013). Il problema dello spreco è particolarmente importante nelle ristorazioni scolastiche dove, soprattutto per quanto riguarda le verdure, lo scarto a volte sembra raggiungere il 57%. L’Asl di Bergamo dal 2013 sta sollecitando i Comuni affinchè implementino progetti finalizzati alla riduzione degli scarti ed al recupero delle eccedenze in collaborazione con le aziende che gestiscono la ristorazione scolastica. Il Comune di Calusco nell’anno scolastico 2013-2014 ha coinvolto l’Asl nel progetto che ha permesso di dare un pasto completo, a settimane alterne per tutto l’anno scolastico, a 18 famiglie (52 persone). Sulla base dell’esperienza positiva condotta in quel Comune (esperienza che continua anche in quest’anno scolastico) l’Asl ha elaborato un progetto che ha inviato ai comuni su richiesta. Il progetto ha come obiettivo principale la responsabilizzazione degli alunni alla riduzione degli scarti , considerato “il primo vero passo” da compiere. Poiché non esistono dati a livello provinciale sugli scarti nella ristorazione scolastica, a giorni tutti i comuni della provincia riceveranno una lettera con la richiesta di collaborazione per la quantificazione degli scarti nelle mense scolastiche delle scuole primarie, dove , sulla base delle evidenze raccolte durante l’attività di vigilanza nutrizionale, il fenomeno pare essere più importante. Alcuni comuni, in collaborazione con l’ASL o autonomamente hanno già dato il via a programmi specifici, alcuni in realtà più finalizzati al recupero delle eccedenze ( cibo non distribuito: progetto del “Buon Samaritano” ) .

Il progetto che l’ASL sta presentando ai comuni prevede i seguenti passi:

  • Coinvolgere la scuola
  • Monitorare e valutare la qualità nutrizionale delle merende consumate dai bambini a scuola ( spesso sono troppo abbondanti e condizionano negativamente il consumo di cibo all’ora di pranzo)
  • Monitorare l’entità dello scarto per 15 giorni consecutivi
  • Individuare la Onlus disposta a collaborare al progetto (La legge del Buon Samaritano individua nelle onlus i soggetti autorizzati al recupero del cibo dalla ristorazione collettiva per fini sociali)
  • Selezionare le persone bisognose
  • Modificare le modalità di distribuzione del pasto ai bambini ( ad esempio proposta di una porzione più piccola del cibo che risulta poco gradito)
  • Informare del progetto le famiglie dei bambini utenti della mensa
  • Organizzare la distribuzione degli alimenti recuperati

Segnaliamo che anche il Comune di Brusaporto si è attivato con un’esperienza molto interessante di monitoraggio degli sprechi presso la mensa della Scuola Primaria di Brusaporto.

In breve - l’esperienza condotta nel Comune di Brusaporto tutt’ora in corso

Ad ottobre del 2014 il Comune (Assessorato alla Pubblica Istruzione) chiede collaborazione all’Asl per implementare delle azioni finalizzate al recupero di cibo non consumato nella ristorazione scolastica. La quantità di cibo preparata e consegnata (oltre che buttata) è meritevole di una riflessione e di un possibile intervento migliorativo volto a conciliare le diverse necessità e priorità in campo ( presenza di famiglie con difficoltà economiche a causa della perdita di lavoro).

Nel Comune è presente ormai da diverso tempo un servizio di refezione scolastica che, nel corso degli anni, ha subito un notevole incremento nel numero degli studenti frequentanti. Ad oggi, mediamente, si erogano più di 720 pasti a settimana, con picchi di circa 280 pasti nei giorni di massima affluenza ( lunedì e venerdi). Sono partners del progetto: Comune (Assessorato alla Pubblica Istruzione e Assessorato ai Servizi Sociali, Scuola primaria di Brusaporto, Ditta gestore del Servizio, ASL, ONLUS Gruppo Speranza di Brusaporto, Famiglie, Commissione Mensa. La scuola ha offerto piena collaborazione e si è mostrata propositiva rispetto alle azioni da compiere. Nel mese di novembre le insegnanti della scuola hanno effettuato il monitoraggio delle merende di metà mattina. Nello stesso mese per 2 settimane (dal 10 al 14 e dal 17 al 21) nella mensa sono stati monitorati gli scarti del cibo servito e non consumato. Il cibo scartato è stato pesato direttamente nel refettorio così da permettere il coinvolgimento degli alunni che su sollecitazioni delle insegnanti quantificavano le porzioni scartate a partire dai kg di cibo pesato. Nel mese di dicembre i risultati del monitoraggio sono stati presentati a tutte le insegnanti della scuola primaria. La necessità di attuare azioni “correttive” è apparsa più che evidente. Con la commissione mensa ( composta da rappresentante degli insegnanti e dei genitori) la ditta di ristorazione comune ed asl sono state individuate le modifiche da apportare alle modalità di distribuzione del pasto ai bambini in fase sperimentale e le tempistiche di attuazione ( inizio nel mese di febbraio ). Le modifiche per ridurre lo scarto consistono nel servire mezza porzione dei cibi meno graditi su richiesta dell’alunno. Poiché la ditta di ristorazione continuerà a preparare i pasti come da contratto si prevede un aumento del cibo non distribuito ai bambini che potrà essere distribuita alla famiglie bisognose. Sempre nel mese di dicembre è stato organizzato un incontro con i genitori per la presentazione dei dati del monitoraggio degli scarti e delle azioni “correttive” da mettere in campo.

In breve ecco i risultati del monitoraggio.

Il menù delle due settimane analizzate è riportato nella seguente tabella :

 

LUNEDI'

MARTEDI'

MERCOLEDI'

GIOVEDI'

VENERDI

Pizza

1/2 prosciutto

insalata

Pane

Frutta

Pasta zucchine

Platessa al forno

Erbette

Pane

Frutta

Pasta agli aromi

Bocconcini manzo

Cornetti

Pane

Frutta

passato legumi

Scaloppine

Carote

Pane

Frutta

pasta pomodoro

Frittata con formaggio

Insalata

Pane

Frutta

Risotto parmigiana

Bresaola

Carote

Pane

Frutta

Pasta amatriciana

Formaggio

Zucchine

Pane

Frutta

Lasagne

Cornetti

Pane

Frutta

Passato con crostini

Bocconcini tacchino

Patate

Pane

Frutta

Pasta pomodoro

Tonno all'olio

Erbette

Pane

Frutta

 

Numero Pasti per settimana 720

 

 

Porzioni scartate

Cibo in kg scartato

Primi piatti

351

72,5

Secondi piatti

363

27,9

Contorno ( verdure)

631

62,6

Pane

328

16,4

Frutta

160,5

31,5

 

Dott.ssa Lucia Antonioli - Responsabile Area Igiene degli Alimenti e della Sicurezza Nutrizionale - Dipartimento di Prevenzione Medico ASL Bergamo

 

 

Fonte: ASL Bergamo
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