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Pubblicato: 10/12/2014 14:53:00
In dicembre ricorre la giornata mondiale
Hiv e Aids
resta alta l'attenzione

Perché ha senso parlare ancora di questa malattia? Perché ancora oggi ci sono 35 milioni di persone che nel mondo vivono con questa infezione. Si calcola che circa 7.000 persone si infettino ogni giorno nel mondo. In Italia nel 2012 ci sono stati 6,5 nuovi casi di HIV positivi ogni 100 mila abitanti - 10,5 in Lombardia- ( dati forniti dall’Istituto Superiore di Sanità) . La via di trasmissione principale è quella per via sessuale. Molti progressi sono stati fatti in questi anni. La scienza non è ancora riuscita a trovare una cura risolutiva, ma dispone di strumenti in grado di controllarla. Oggi sono disponibili farmaci che, se assunti al momento opportuno e correttamente, permettono alla persona , che si è infettata, di avere una vita normale, anche dal punto di vista delle relazioni, allontanando il rischio che l’infezione si trasformi in malattia conclamata AIDS. Infatti non si guarisce spontaneamente e le persone infette, che non conoscono la loro situazione, oltre a non fermare l’evoluzione della malattia, trasmettono il virus ad altre persone. Sapere con certezza se si ha contratto il virus oggi è possibile grazie a test di assoluta affidabilità. In attesa di un vaccino, che oggi sembra anch’esso abbastanza imminente, campagne di informazione e di prevenzione restano ancora uno strumento fondamentale per riuscire a contenere e fermare l’ epidemia, in particolar modo rivolte ai giovani, che non hanno vissuto il periodo in cui, per le poche conoscenze ed i pochi strumenti a disposizione, il panico era molto elevato. L’efficacia di queste campagne è dimostrata anche dagli sforzi in atto in alcuni Paesi a basso e medio reddito più colpiti dalla malattia, come l’Africa e l’Asia, dove la diffusione di informazioni sulle misure preventive e favorire l’accesso alle cure, ha contribuito in modo significativo a contenere sia il numero delle nuove infezioni, sia i decessi per la malattia. Lo dimostra anche il notevole calo di infezioni dovute alla trasmissione della malattia dalla madre al figlio, in molti Paesi in via di sviluppo, grazie ad aver adottato scelte politiche ed economiche mirate. Fondamentale è anche la lotta al pregiudizio che stigmatizza le persone infette, determinando discriminazione sociale. L’Asl di Bergamo, le associazioni e gli enti, che sul territorio si occupano, con diversi ruoli, della problematica intendono con la Giornata di lotta contro l’AIDS, sostenere un obiettivo, che deve durare tutto l’anno e che prevede: la prevenzione, la diagnosi precoce, l’accesso alle cure per tutti, combattendo la discriminazione.


Dr.ssa Livia Trezzi - Responsabile Servizio Prevenzione ed Epidemiologia Malattie Infettive ASL Bergamo

Fonte: ASL Bergamo
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