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Pubblicato: 20/10/2014 16:31:00
Approfondimento scientifico
Tubercolosi
..malattia del passato ma anche del presente

La maggior parte delle persone che vivono nei Paesi, cosiddetti ricchi, considera la Tubercolosi un fantasma del passato. Anche in Italia dalla seconda metà del ‘900 e fino agli anni ’80 si è registrato una progressiva riduzione delle persone con la malattia. Molti fattori vi hanno contribuito: la disponibilità di farmaci specifici, le migliorate condizioni igienico- sanitarie dei luoghi di vita e di lavoro, un’adeguata alimentazione. A New York nel 1901 l’attuazione di una legge che obbligava i condomini a migliorare l’illuminazione naturale e l’areazione dei locali aiutò a ridurre i tassi di infezione di tubercolosi prima della comparsa degli antibiotici.
Attualmente in Italia il trend della malattia si mantiene sostanzialmente stabile con bassa incidenza, cioè con < di 10 casi all’anno per 100.000 abitanti, ma con una concentrazione maggiore in alcuni gruppi a rischio ed in alcune classi di età.
Gli scienziati hanno recentemente confermato che il batterio della tubercolosi è nato in Africa circa 70.00 anni fa, e potrebbe aver preceduto la prima grande migrazione umana, che ha comportato la diffusione dell’infezione in tutto il mondo. La tubercolosi non è però una malattia del passato: ogni anno si registrano nel mondo circa 10 milioni di nuovi casi, di cui l’80% concentrati in 22 Paesi tra i più poveri del pianeta. Sebbene sia una malattia curabile, ogni giorno nel mondo muoiono 4.700 persone per tubercolosi. In Italia la malattia non è più endemica ma colpisce ancora più di 5.000 persone all’anno, appartenenti soprattutto alle fasce più deboli della popolazione (poveri, immigrati, soggetti con HIV o altre immunodepressioni)
Che cosa è la malattia?
La Tubercolosi è una malattia contagiosa sostenuta dal Mycobacterioum tuberculosis, che si diffonde per via aerea. Solo le persone malate di tubercolosi con localizzazione polmonare sono infettive e trasmettono l’infezione tramite saliva, starnuto o colpo di tosse. Altre forme, come la TB linfonodale od ossea, non sono contagiose. Sebbene sia sufficiente respirare un piccolo numero di micobatteri per contrarre l’infezione, non tutte le persone infettate sviluppano la malattia, in quanto il sistema immunitario non elimina i bacilli, ma è in grado di confinarli, impedendo loro di proliferare. Questa situazione viene definita “infezione tubercolare latente”; la persona non è né malata né contagiosa. Per dimostrare l’avvenuto contagio si ricorre al test cutaneo tubercolinico o al test ematico . Se il risultato dell’esame si conferma negativo anche dopo sua ripetizione ,a circa 10-12 settimane dall’esposizione alla persona malata, significa che l’infezione non si è verificata. Al contrario , la positività riscontrata al primo o secondo test indica l’avvenuta esposizione. Ulteriori accertamenti, come la radiografia del torace, ecc…, potranno poi escludere una malattia tubercolare in atto. Si stima che solo il 10-15% delle persone infettate dal batterio sviluppi la malattia nel corso della sua vita, in presenza di alcune patologie come l’HIV , malattie oncologiche, assunzione di immunosoppressori, diabete, abuso di alcool e tabacco.
Trattamento preventivo
Una persona contagiata e con la radiografia del torace negativa, non è malata e non rappresenta nessun pericolo per altre persone. Viene però raccomandato il “trattamento preventivo”. Trattasi di un trattamento antibiotico della durata in media di 6 mesi. Viene raccomandato perché riduce notevolmente il rischio di sviluppare a distanza di tempo la malattia.
Terapia della malattia
Una terapia farmacologica efficace con antibiotici non è stata disponibile fino agli anni 50. Una persona affetta da tubercolosi contagiosa rimane tale se non adeguatamente curata. In genere dopo due- tre settimane di trattamento farmacologico non si è più contagiosi. E’ però necessario proseguire la terapia sotto controllo del medico per almeno sei mesi o più, fino alla sua completa guarigione.
Negli ultimi anni si sono riscontrati alcuni ceppi del Mycobatterio farmaco resistenti, per cui c’è la necessità di ricorrere a farmaci detti di seconda linea, più costosi e con più effetti collaterali. La farmaco resistenza è causata principalmente da cure interrotte o dalla discontinuità di disponibilità dei farmaci, coma avviene in alcuni Paesi. L’emergere di queste forme di tubercolosi - in Italia non sono ancora così frequenti- rappresenta una grave minaccia al controllo della TB .

Situazione epidemiologica in Lombardia
La malattia in Lombardia ha un trend lievemente in diminuzione con un numero di notifiche di poco superiore a 1000 casi/anno. Come illustrato nel grafico, nel 2012 gli stranieri affetti da malattia hanno rappresentato il 58,6% dei casi. I bambini che si sono ammalati sotto i 10 anni sono prevalentemente italiani, mentre i minori sopra i 10 anni ed i giovani adulti sono stranieri provenienti da Paesi ad alta endemia tubercolare.

La quasi totalità delle tubercolosi osservate nella Regione Lombardia è sensibile alle terapie convenzionlai e pertanto caratterizzata da una buona risposta alla cura.

Situazione epidemiologica in provincia di Bergamo
Nella provincia di Bergamo il trend della malattia si aggira a circa 10 casi per 100.000 abitanti.
Gli stranieri negli ultimi anni rappresentano circa il 60- 70% del totale dei casi.

Anche il numero di minori stranieri che si ammalano di TB è maggiore rispetto ai minori italiani. Prevalentemente sono minori non nati in Italia.

Come previsto dalla normativa regionale, il Dipartimento di Prevenzione Medico dell’ASL, in collaborazione con le strutture ospedaliere, con i medici di assistenza primaria e pediatri di libera scelta, si fa carico di attuare interventi di prevenzione, sorveglianza e controllo della malattia tubercolare –ricerca dei contatti di persone malate, verifica di adesione al trattamento sia preventivo che terapeutico, promozione di screening-.
L’Italia vanta da tempo una grande tradizione nella cura e controllo della Tubercolosi.
Già all’inizio degli anni venti del secolo scorso fu creata in Italia la Federazione Nazionale per la Lotta contro la Tubercolosi. La Federazione, tra le altre cose, si occupava anche di sensibilizzare la popolazione sulla conduzione di una vita igienicamente sicura


Livia Trezzi - Responsabile Servizio Prevenzione Epidemiologia Malattie Infettive ASL Bergamo

Fonte: ASL Bergamo
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