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Pubblicato: 11/04/2014 14:49:00
Amianto
Rischi derivanti dall’esposizione di fibre di Amianto e interventi di prevenzione in atto nella provincia di Bergamo
28 Aprile: Giornata mondiale delle vittime dell'amianto

Le fibre di amianto inalate giungono alla profondità delle vie respiratorie e possono provocare, a livello delle porzioni più distanti di loro (alveoli polmonari) e all’interstizio polmonare (ovvero al tessuto connettivo che sostiene i polmoni) alcuni effetti nocivi determinati sia dall’azione meccanica irritativa che dalla persistenza delle fibre.
La stragrande maggioranza della popolazione affetta da patologie asbesto-correlate è costituita da soggetti che hanno svolto attività lavorative con uso di amianto.
Questo perché per la comparsa di tali patologie è necessaria un’esposizione a concentrazioni elevate a fibre di amianto.
Sono state infatti identificate da tempo le dosi “soglia” di esposizione ad amianto oltre la quale compare l’asbestosi (o fibrosi polmonare).
Tali concentrazioni elevate, erano presenti negli ambienti di lavoro fino a qualche decennio fa (rammentiamo che la legge 257 del 1992 ha “bandito” l’uso dell’amianto come materia prima. 
Per quanto riguarda le patologie indotte dall’inalazione di amianto che coinvolge la pleura (cioè la sottilissima membrana che rivesti i polmoni con funzioni protettive), ovvero: le pleuropatie benigne e il mesotelioma maligno, non è stato possibile finora identificare una dose “soglia”.
I dati epidemiologici (riguardanti cioè l’insieme delle persone affette da queste malattie pleuriche) hanno dimostrato però che per entrambe queste patologie è necessaria un’esposizione a concentrazione di fibre di amianto superiore a quella della popolazione generale.
Il mesotelioma pleurico (tumore maligno della pleura) è monitorato da anni su tutto il territorio nazionale. I dati finora raccolti dimostrano che anche questa grave patologia compare nella maggioranza dei casi (65 – 70%) in soggetti ex esposti ad amianto per motivi di lavoro.

Interventi in atto nella provincia di Bergamo

Registro Provinciale Mesoteliomi
In provincia di Bergamo è attivo sin dal 1980 il Registro Provinciale dei Mesoteliomi. La prima realtà di questo genere nella nostra Regione, diventata nel 2000 un’articolazione del Registro Mesoteliomi della Lombardia (RML). Esso è gestito da personale sanitario dell’U.S.C. di Medicina del Lavoro dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e del Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPSAL) dell’ASL.
I settori lavorativi nei quali è stato riscontrato il maggiore numero di mesoteliomi nella provincia di Bergamo sono,, risultati essere quelli: metalmeccanico (22,1 %), edilizia (16,4 %), tessile (15,4 %) e siderurgico (14,4 %).

Anche nei riguardi di altre patologie da amianto, come cancro del polmone, è indirizzata da anni l’attività di “ricerca attiva” come ad esempio dei tumori da parte del personale delle strutture di sanità pubblica bergamasche (SPSAL – U.S.C. di Medicina del Lavoro degli Ospedali Riuniti di Bergamo). Ciò ha permesso di mettere in evidenza una quota di neoplasie del polmone conseguenti alla prolungata inalazione di fibre di amianto avvenuta in ambito professionale.

Registro dei lavoratori ex esposti ad amianto e sorveglianza sanitaria
L’ASL della Provincia di Bergamo ha istituito formalmente presso il Servizio PSAL del Dipartimento di Prevenzione Medico il Registro dei lavoratori ex esposti ad amianto adottando le indicazioni riportate nel Decreto Regionale del 16/05/2007 n°4972.

L’iscrizione nel registro degli ex esposti ha finalità epidemiologiche e medico-legali (eventuali riconoscimenti d’indennizzo per malattia professionale) vuole rappresentare un servizio per quei lavoratori che avessero subito in passato esposizioni professionali ad amianto. Essa è effettuata su richiesta diretta da parte di soggetti ex esposti.

Per tutti i soggetti iscritti viene offerto un percorso iniziale che include l’informazione, la promozione di stili di vita corretti, in particolare per la dissuasione dell’abitudine al fumo. I casi classificati ad alta esposizione sono successivamente avviati ad un percorso di approfondimento clinico. Tali soggetti, oltre a ricevere informazioni specifiche da parte di personale sanitario ASL, sono sottoposti (con spesa a carico del Servizio Sanitario Nazionale), a sorveglianza sanitaria periodica presso gli ambulatori dell’U.S.C. di Medicina del Lavoro Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo per gli accertamenti del caso.

La necessità di effettuare ulteriori accertamenti di approfondimento diagnostico, nonché la periodicità delle successive visite mediche di controllo vengono stabiliti dal Medico della U.S.C. di Medicina del Lavoro Ospedaliera.

La diagnosi di patologie riconducibili all’esposizione professionale ad amianto, sono oggetto di segnalazione/referto a: ASL, INAIL e Direzione Territoriale del Lavoro).

Attività di monitoraggio e vigilanza
Nell’ultimo studio sistematico effettuato in Regione Lombardia le concentrazione di fibre di amianto riscontrate in diverse postazioni, collocate nelle varie province lombarde, hanno evidenziato valori compresi tra: 0,017 e 0,041 fibre/litro. Tali valori sono risultati decine di migliaia di volte inferiori a quelli presenti fino a qualche decennio fa nei luoghi di lavoro.
Naturalmente i nostri Medici e i nostri Servizi esperti di questa materia, sono a disposizione di tutti i cittadini – lavoratori – ex esposti che volessero informazioni.
Si invitano tutti coloro che volessero informazioni ad entrare nel portale dell’ASL al seguente link: http://www.asl.bergamo.it/servizi/Menu/dinamica.aspx?idArea=16891&idCat=17222&ID=17222&TipoElemento=categoria  
oppure a contattare i seguenti recapiti telefonici 035 2270604 – 035 2270504 - 035 2270600

Dott. Bruno Pesenti - Direttore Dipartimento Prevenzione Medico ASL Bergamo

Fonte: ASL Bergamo
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