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Pubblicato: 16/01/2014 16:46:00
Consultori ASL Bergamo
Il Percorso dell' Adozione attraverso i Consultori ASL Bergamo
Esperienze a confronto

“Coinvolgente, faticosa, rafforzante (relativamente alla vita di coppia), impegnativa, appagante ed entusiasmante (per i risultati ottenuti)” sono alcuni degli aggettivi utilizzati da una coppia di genitori nel descrivere la propria esperienza di adozione.
Un'esperienza che, già dalle motivazioni per cui una coppia decide di adottare un figlio, presenta almeno due volti: uno di forte disponibilità, altruismo, positività, ed un secondo più faticoso, impegnativo, a volte doloroso.
La decisione di divenire genitori adottivi trova origine nell’esperienza personale della coppia, nella sua spinta verso una disponibilità all'accoglienza di un bambino che ha bisogno di una famiglia, dal desiderio di dare e ricevere amore, dalla scelta della coppia di accogliere un altro “mondo” (quello del bambino) fatto di speranze e precedenti delusioni.
A volte l'origine della scelta deriva dalla difficoltà ad avere un figlio proprio e del desiderio di realizzare un proprio progetto di genitorialità naturale.
Una decisione che quindi, matura con gradualità e rimette in gioco il proprio progetto di famiglia con un cambio di prospettiva che comprende la scelta di una “disponibilità” ad accogliere un bambino in difficoltà per amarlo e accudirlo accettando di rispettare la sua storia, accompagnandolo a conoscerne gli aspetti positivi unitamente a quelli più bui, ma soprattutto costruendone così una nuova... con lui.
“Adozione” dunque!! Un termine che a volte rimanda a interrogativi e pensieri diversi, come diverso è il mondo di ognuno di noi: atto di coraggio o apertura verso l’altro? Groviglio di documenti e cavilli burocratici o percorso di crescita? Terzo grado di assistenti sociali e psicologi o consapevolezza di una scelta sostenibile? Esoticità, evasione, o adattamento del quotidiano all’accoglienza del diverso? Inclusione o incontro di più esistenze?
Ma adozione, se si cerca di guardare un po’ più in profondità, oltre il “sentito dire”, scopriamo che è, prima di tutto, l’incontro di due mondi:
• quello del bambino, determinato a volte da una storia di vita complessa, in taluni casi dolorosa, in cui vive l'abbandono o l'allontanamento dalla propria famiglia d’origine, con la quale, per motivi diversi, ha subìto la rottura del legame e ove, magari, ha già vissuto esperienze di collocamento presso parenti, altre famiglie e/o istituti;
• quello della coppia, anch'esso determinato da situazioni complesse, in cui si manifesta, il desiderio di accogliere un nuovo figlio, magari perché, in taluni casi, vi è l'impossibilità di averne uno proprio, oppure semplicemente perché vi è il desiderio di offrire una famiglia, oltre che a figli già propri, ad un bambino rimasto solo.
Un giorno, non per caso quindi, queste due vite si incontrano nell’adozione, originando una nuova esperienza di vita in cui si riversano, ciascuno per la propria parte, aspettative, ansie, desiderio di consolazione, paure di restare ancora delusi, traditi nei propri bisogni più profondi, timori di non essere adeguati, ecc...


E' qui, nella scelta della coppia di accogliere un altro mondo (quello del bambino), fatta di speranze e fatiche, che si colloca l'intervento del Consultorio familiare dell'ASL.
Le équipe dei Consultori, formate da assistenti sociali e psicologi, incontrano in prima battuta le coppie che decidono di candidarsi all’adozione (e non di fare domanda di adozione!) in quello che si chiama “colloquio informativo”.
E’ in questo primo momento che, oltre a fornire alla coppia una serie di informazioni giuridiche e amministrative, le viene proposto un cambio di punto di vista, non per tutti così ovvio: dalla “domanda di adozione” di un bambino alla “disponibilità ad accogliere” il bambino, nella consapevolezza di affrontare una sfida complessa.
Sulla scorta dell’esperienza di operatori e giudici del Tribunale per i Minorenni di Brescia operanti nel settore da decenni, dopo un lavoro a più mani, nel marzo del corrente anno le ASL delle quattro province afferenti territorialmente a questo Tribunale, unitamente al Presidente dello stesso, hanno siglato un “Protocollo di intesa” che scandisce ed evidenzia il percorso che le coppie, devono intraprendere prima di giungere alla presentazione della disponibilità.
Si è, infatti, tutti concordi nell’attribuire fondamentale importanza alla preparazione delle coppie, in una gradualità di contenuti e sollecitazioni che le accompagni alla maturazione consapevole della scelta adottiva.
E' proprio in attuazione di questo Protocollo che in tutti i Consultori Familiari è stato attivato uno “Sportello Informativo” curato dagli assistenti sociali, con orari e giorni dedicati, per permettere a chiunque intenda avvicinarsi all’adozione di ricevere tutte le informazioni necessarie per intraprendere il percorso, unitamente ad una bibliografia o a indicazioni relative alle associazioni familiari e agli enti autorizzati operanti nel settore.
Con l'obiettivo di un ulteriore contributo, le èquipe psico-sociali predispongono annualmente un calendario di “Percorsi Formativi”, destinati alle coppie che intendono presentare la “disponibilità all’adozione”. Si tratta di corsi di formazione della durata di 12 ore, sempre condotti da un'équipe psico-sociale, presso alcune sedi consultoriali, nei quali si approfondiscono le motivazioni all'adozione e le problematiche insite nel percorso, per aiutare la coppia a raggiungere una maggiore consapevolezza circa le proprie criticità e risorse.
Sono ancora le équipe psico-sociali dei Consultori che incontrano i coniugi, dopo che essi hanno presentato la “disponibilità all’adozione” e che, su incarico del Tribunale per i Minorenni, svolgono la tanto temuta “indagine”, finalizzata ad approfondire la preparazione della coppia e a renderne conto al Tribunale.
Si tratta di un ciclo di colloqui con gli operatori che non vuole essere un processo alle intenzioni, bensì occasione per la coppia di comprendere le motivazioni profonde della scelta adottiva, mettere a fuoco le aspettative, distinguere tra il desiderio e il possibile, tra l’immaginato e il reale, facendo un onesto bilancio tra le risorse e i limiti che verranno messi in gioco nella relazione genitoriale con il bambino adottato.

Il lavoro è svolto in stretta integrazione tra psicologo e assistente sociale, in un continuo dialogo di raccolta e restituzione di contenuti ai coniugi per giungere, infine, ad una relazione accurata e approfondita inviata al giudice. La stessa, in un leale rapporto di trasparenza, verrà letta alla coppia.
Il giudice, convocata la coppia, valuterà l’idoneità della stessa, in autonomia o collegialmente, a seconda se la disponibilità è orientata all'adozione nazionale, internazionale o entrambe.
La coppia non incontrerà più gli operatori fino a quando e se (finalmente!) riuscirà ad accogliere il tanto atteso bambino. E’ durante il primo anno di inserimento dello stesso in famiglia che l’équipe psico-sociale rivede nuovamente i coniugi e, questa volta, insieme al bambino.
Si tratta di una fase molto delicata: l’incontro di due mondi così diversi e, nel dolore del loro passato, anche così simili.
E' fondamentale che la famiglia adottiva trovi nel Consultorio Familiare il supporto adeguato nella ricerca di un nuovo equilibrio, al suo interno, e per intrecciare relazioni con l'esterno, ad esempio, con l'istituzione scolastica e con altri servizi.
E’ questo il periodo della conoscenza reciproca, durante la quale possono emergere problematiche, già note al momento dell’abbinamento oppure nuove.
Il bambino accolto potrebbe avere “bisogni speciali” di accudimento perché malato, o reduce da una storia particolarmente traumatica. In questo caso il ruolo degli operatori può diventare decisivo e assumere un significato chiave nella tessitura di una rete che va oltre la casa accogliente, la cerchia di amici, il confronto in Consultorio, ma che può coinvolgere anche servizi specialistici o strutture sanitarie.
Per concludere, la tematica adottiva comporta competenza, preparazione e anche... passione!!!

 

a cura di: Patrizia Barbagallo e Valeria Ghilardi Assistenti sociali Consultori ASL Bergamo
Responsabile Adozioni: Liliana Gatti
Gruppo Tecnico Adozioni: Gabriella Babini, Eugenio Bani, Mina Damiani,Maria Pighizzini, Silvia Perico, Maura Personeni, Ornella Riceputi, Pietro Rosa , Bruna Ferrero

Fonte: ASL Bergamo
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