Tag Titolo Abstract Articolo
Pubblicato: 20/12/2013 11:22:00
Dal Dipartimento Dipendenze ASL Bergamo
La nicotina crea dipendenza
perchè la sigaretta elettronica non è da condannare

La nicotina è una droga?
La nicotina è una droga al pari di quelle più classicamente definite tali: eroina, cocaina, cannabis.
Secondo il NIDA (National Institute of Drug Abuse) l’ente americano di studio sulle droghe e i comportamenti d’abuso, la nicotina è la droga che in assoluto crea più dipendenza, ancor più dell’eroina. La sua diffusione è tale che quasi un miliardo di persone ogni giorno accende miliardi di sigarette pur sapendo che il fumo è causa della morte di cinque milioni di fumatori all’anno.
Che il fumo faccia male è un dato di fatto e non più discutibile da molto tempo: secondo il Global Burden of Desease (Fattori di rischio globale per le malattie) del 2010 il fumo di tabacco è il secondo maggior fattore di rischio per malattia (primo fattore per gli uomini e quarto per le donne).
Ne deriva che il trattamento della dipendenza da nicotina è una delle principali patologie da trattare proprio perché a sua volta è causa di innumerevoli altre patologie (principalmente malattie cardiovascolari, cancro e numerose malattie dell’apparato respiratorio).

La nicotina crea dipendenza
La nicotina, principale sostanza psicoattiva contenuta nel fumo di tabacco, è la principale responsabile della dipendenza dal fumo di tabacco. Essa si lega ad un particolare tipo di recettore (i recettori dell’acetilcolina) presenti in numerose aree cerebrali); in modo analogo ad altre sostanze d’abuso attiva il sistema dopaminergico coinvolto nell’elaborazione del piacere e della gratificazione e considerato la stazione finale comune dei processi che portano alla dipendenza.
La nicotina agisce diffusamente sul cervello attivando soprattutto corteccia pre-frontale, talamo e gangli della base. Il suo effetto psicostimolante si manifesta con un miglioramento dell’umore e della concentrazione, riduzione dell’ansia, dello stress e della fame. L’interruzione dell’assunzione prolungata induce al contrario depressione, ansia, alterazione delle prestazioni cognitive, disturbo del sonno, in particolare sonnolenza diurna ed insonnia notturna, aumento del peso.
D’altra parte non è la nicotina che è responsabile diretto delle patologie correlate al fumo di tabacco: potremmo esagerare dicendo che la nicotina è il mandante ma gli esecutori materiali del delitto sono molte altre sostanze che derivano dalla combustione del tabacco e della carta e che vengono inalate.

Quali i trattamenti
Ma cosa abbiamo per poter trattare questa patologia? Orbene a differenza di altre dipendenze abbiamo ben 3 farmaci registrati con l’indicazione specifica: la nicotina, la vareniclina e il bupropione: gli studi di efficacia hanno ben evidenziato come queste terapie siano superiori al placebo con percentuali di successo (variabili a secondo degli studi) intorno al 50% ad un anno.
Accanto ai farmaci i trattamenti genericamente definiti “psicologici”, in genere di gruppo, che comprendono un pot-pourri di tecniche di tipo motivazionale o cognitivo-comportamentale che pare abbiano un’efficacia fra il 30 ed il 50% ad un anno, comunque superiori all’effetto del placebo.
Infine vi sono trattamenti “alternativi” quali agopuntura e omeopatia che spesso prevedono l’associazione di tecniche di lavoro di tipo comportamentale o cognitivo per i quali, però, non sono disponibili, attualmente, dati definitivi sulla loro efficacia.

Gli studi sull’efficacia dei trattamenti
Gli studi sull’efficacia dei trattamenti presentano almeno due “limiti”:

  • il tempo di studio: è evidente che si devono rispettare criteri rigorosi per cui già considerare un anno come end point è molto impegnativo e non sempre viene garantito.
  • la popolazione oggetto dello studio: siamo abituati a considerare i tabagisti una popolazione uniforme relativamente al comportamento (in questo caso fumatori di tabacco) ma al suo interno esistono variabili estremamente importanti che vanno dal grado di dipendenza alla motivazione al trattamento, dalla co-presenza di sintomi e disturbi psichici (ansia e depressione in primis) alla sfera socio-ambientale.

Al di là di tutte queste considerazioni, il concetto fondamentale e straordinario è che il fumatore, come qualunque “addictive patient” sa intimamente molto bene che la sigaretta è diversa dalla terapia sostitutiva con nicotina, perché?
Perché la nicotina quando agisce sui propri recettori ne provoca anche una desensibilizzazione e quindi, di fatto, una minor gratificazione (la prima sigaretta della mattina è descritta dai fumatori come una delle migliori perché, passata la notte, i recettori della nicotina sono lì, belli pronti a ricevere lo stimolo e provocare un livello di gratificazione molto superiore a quello della seconda sigaretta).

La sigaretta elettronica
Nel 2003 in Cina viene inventata la sigaretta elettronica che viene definita come “terapia miracolosa per i fumatori che non riescono a smettere di fumare”.
Cosa succede con la sigaretta elettronica?
Al di là delle inevitabili polemiche che da sempre accompagna il mondo delle sostanze ricreazionali (droghe) e delle sue terapie, il principio importante della sigaretta elettronica è la vaporizzazione della nicotina comandata dall’aspirazione.
Nel momento dell’inalazione, la sigaretta elettronica offre la dose di nicotina equivalente alla sigaretta preferita, senza tutte le sostanze tossiche (forse) prodotte dalla combustione del tabacco ma, soprattutto, ti offre la quantità di nicotina a seconda dell’intensità di aspirazione che il fumatore “naturalmente” regola a seconda della propria necessità. Geniale! E, infatti, il successo è stato assicurato con milioni di persone che sono passati alla pratica dello “svapare”.
La grande diffusione che la sigaretta elettronica ha avuto pone inevitabilmente una serie di preoccupazioni per le autorità sanitarie: le aziende che hanno investito sono migliaia e i controlli di qualità difficili, ma necessari; sarebbe auspicabile (proposta dell’OMS) che le sigarette elettroniche fossero vendute come dispositivi farmaceutici e non come prodotti del tabacco.
Nell’Unione Europea la situazione normativa è molto variegata: Belgio, Danimarca, Estonia, Germania, Ungheria, Austria, Slovenia, Portogallo, Finlandia e Svezia sono gestite integralmente, o parzialmente come prodotti farmaceutici.
In Francia sono regolamentate solo se utilizzate a scopo terapeutico.
Nel Regno Unito e Lettonia stanno per essere disciplinate, in Italia sono vietate ai minori di anni 16.

Riprendendo le considerazioni iniziali riguardanti la gravità della dipendenza da nicotina e delle patologie correlate, un atteggiamento pragmatico al problema non dovrebbe criminalizzare le sigarette elettroniche, considerandole invece un buono strumento che rappresenta un’ottima soluzione per tutti i fumatori che non vogliono, o non riescono, a smettere di fumare (che rimane, ovviamente, l’obiettivo migliore).

dott. Marco Riglietta – Direttore Dipartimento delle Dipendenze ASL Bergamo

Fonte: ASL Bergamo
Seguici su
Rss
ASL In...forma Periodico di informazione dell'Azienda Sanitaria Locale della Provincia di Bergamo ora ATS Bergamo Edizione 2017 - Periodico reg. Tribunale di Bergamo iscritto n°8/2012 in data 22 Febbraio 2012 Direzione e Redazione via Gallicciolli 4 - 24121 Bergamo tel. 035/385199 - e-mail: sabrina.damasconi@ats-bg.it Editore: Mara Azzi Direttore Generale ASL Bergamo - Direttore Responsabile: Sabrina Damasconi Giornalista Ufficio Stampa e Comunicazione ASL BERGAMO
questo sito è stato realizzato con il CMS Journalist | About | Contact