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Aggiornamenti
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Sono stati appena diffusi, in sintesi, i dati principali pubblicati con l'ultimo bollettino settimanale (http://www.epicentro.iss.it/problemi/morbillo/bollettino/Measles_WeeklyReport_N14.pdf) sulla situazione epidemiologica del morbillo in Italia, a cura del Ministero della Salute e dell'Istituto Superiore di Sanità e relativo al periodo 1 Gennaio 2017 - 27 Giugno 2017.
Sono 3.232 i casi segnalati, con 2 decessi, dall'inizio dell'anno.
Complessivamente l'88% è risultato non vaccinato, il 7% vaccinato con 1 sola dose.
I casi segnalati tra operatori sanitari dall'inizio dell'anno sono 246.

Disponibili aggiornamenti dal link: www.wikivaccini.com portale di REGIONE LOMBARDIA al portale dedicato alle vaccinazioni. Dall’homepage è ora disponibile l’APP.  <- scaricala dal sito www.wikivaccini.com
Dal 14 giugno è attivo il numero di pubblica utilità 1500 al quale rispondono medici ed esperti del Ministero e dell’Istituto Superiore di Sanità per fornire ai cittadini informazioni e chiarimenti in merito alle novità introdotte dal recente decreto legge in materia di vaccinazioni obbligatorie da zero a 16 anni.
Il numero è attivo, dal lunedì al venerdì, dalle ore 10.00 alle 16.00.

Il 7 giugno è stato pubblicato il Decreto Legge 73/2017 riguardo le vaccinazioni. Il provvedimento si è posto l’obiettivo di contrastare il progressivo calo delle vaccinazioni, sia obbligatorie che raccomandate, in atto dal 2013 che ha determinato una copertura vaccinale media nel nostro Paese al di sotto del 95%. Questa è la soglia raccomandata dall’Organizzazione mondiale della sanità per garantire la cosiddetta “immunità di gregge”, per proteggere, cioè, indirettamente anche coloro che, per motivi di salute, non possono essere vaccinati.
La principale novità normativa riguarda la nuova classificazione delle vaccinazioni obbligatorie nell'infanzia e nell'adolescenza che salgono da 4 (poliomielite, difterite, tetano ed epatite B) a 12
Le vaccinazioni obbligatorie di nuova introduzione, ma già presenti nel Calendario vaccinale vigente, come “fortemente raccomandate”:
• anti-pertosse
• anti-Haemophilus influenzae tipo b
• anti-meningococcica B
• anti-meningococcica C
• anti-morbillo
• anti-rosolia
• anti-parotite
• anti-varicella.


Tra le novità introdotte il decreto prevede inoltre l'inasprimento delle sanzioni amministrative pecuniarie per gli inadempienti e Il certificato vaccinale come requisito d'accesso per i servizi educativi dell'infanzia e le scuole dell'infanzia ivi incluse quelle private e paritarie.
-> clicca -> Consulta il testo integrale del Decreto


Notizie, aggiornamenti e approfondimenti disponibili sul portale del Ministero della Salute www.salute.gov.it


Dott.ssa Sabrina Damasconi

Giornalista - Collaborazione con il Servizio Comunicazione Istituzionale nella campagna per promuovere le attività ed i progetti di promozione della salute ed in particolare per favorire le vaccinazioni sul territorio bergamasco.

Servizio Formazione Aziendale in Staff Direzione Generale

ATS Bergamo

e-mail: sabrina.damasconi@ats-bg.it

Come funzionano e cosa contengono i vaccini?
La memoria immunologica ci proteggerà anche in futuro
Molti sono convinti che la scomparsa nel nostro Paese di malattie infettive come la poliomielite o il morbillo siano dovute solo alle migliorate condizioni socio-economiche. In realtà, elevati servizi igienico-sanitari e standard di vita non bastano a garantire la completa protezione da malattie infettive...
La kermesse dedicata mondo dei bambini
Lilliput
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Affascinare i più piccoli con un piano di attività ludiche che sottendono messaggi di promozione alla salute è un'efficace modalità per il raggiungimento degli intenti educativi e, a maggior ragione, degli interventi di tutela della salute. Di questo è consapevole anche Asl Bergamo che ha a cuore la salute dei cittadini fin dalla loro tenera età. Per questi motivi, alla dodicesima edizione della manifestazione fieristica “Lilliput”, Asl Bergamo ha fortemente voluto confermare la propria presenza con un coloratissimo stand riccamente allestito con brochures, depliant ed un fitto calendario di iniziative volte al benessere e destinate del mondo dell’infanzia. Quale miglior vetrina per interessare i più piccoli, con stimoli nuovi e percorsi interattivi mirati, se non la kermesse creativa allestita all'interno del villaggio fieristico di Via Lunga. Un appuntamento irrinunciabile per moltissimi bambini dai 3 ai 12 anni che, accompagnati dai loro istituti scolastici o dai rispettivi genitori, hanno l'opportunità di avvicinarsi ad aspetti importanti di crescita personale partecipando a divertenti laboratori, attività sportive, scenografie teatrali e attività ludico-didattiche ideate e ritagliate su misura per loro. Se da un lato poter incontrare, nel polo fieristico, folle di bimbi in visita scolastica o per svago ha l'indiscusso vantaggio di riuscire a diffondere facilmente dei messaggi degni di nota attraverso modalità giocose, dall'altro lato ne calamita l'attenzione incuriosendoli al fine di incentivare l'apprendimento di comportamenti che potrebbero trasformarsi, poi, in solide basi sulle quali costruire buone prassi per la tutela della salute. Il mondo fantastico è, quindi, lo scenario ideale per l'infanzia ma anche luogo nel quale trovano espressione i consolidati rapporti di collaborazione tra attori territoriali. Un ottimo esempio è il sodalizio raggiunto tra il Servizio Medicina Preventiva di Comunità di Asl Bergamo, gli istituti scolastici e gli enti educativi per la realizzazione di progetti di prevenzione e di promozione salute, rivolti agli studenti delle scuole primarie e secondarie di secondo grado. Infatti, se promuovere salute significa mettere in atto una serie di azioni volte al miglioramento della qualità della vita è evidente che, per raggiungere questo obiettivo, la partecipazione diretta ed il contatto con gli operatori sanitari indubbiamente caldeggia e contribuisce al raggiungimento di buoni stili di vita già durante le fasi di crescita.
Le manifestazioni fieristiche di questo tenore, quindi, forniscono ottimi spunti ed occasioni per riscoprire approcci educativi efficaci che si declinano in occasioni ludico-didattiche dal forte valore informativo. Esempi? I tentativi nel cimentarsi in sport con giochi di movimento con un insegnante di educazione fisica, come le danze di gruppo, la degustazione di merende salutari a base di frutta, le libere attività di espressione grafica sul tema della frutta e della verdura che incentivano un'alimentazione più ricca di frutta e verdura, gli spazi giocosi con memory e con puzzle aventi tema la frutta.

Dott.ssa Sabrina Damasconi - Ufficio Stampa ASL Bergamo e Direttore Responsabile ASL IN..FORMA http://aslinforma.youspace.it/index.asp#

Fondo Nasko
proseguono i progetti personalizzati
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Con il Fondo Nasko, avviato da Regione Lombardia nell’ottobre 2010 e ora stabilizzato con DGR n.2595 del 31 ottobre 2014, proseguono i  progetti personalizzati di sostegno a madri che, pur a fronte di problemi economici, rinunciano a interrompere la gravidanza.


Cos'è
Il Fondo regionale Nasko è finalizzato ad alleviare le difficoltà economiche durante la gravidanza e il puerperio attraverso un contributo destinato all'acquisto di beni e servizi per la madre e per il bambino. Tale misura prevede l'erogazione di un contributo massimo di € 3.000, per un periodo complessivo di 18 mesi, così suddiviso:
contributo mensile di € 100 per i primi sei mesi antecedenti al parto;
contributo mensile di € 200 per i dodici mesi post parto (fino al compimento del primo anno di età del bambino).
L'intervento economico di sostegno si accompagna a “progetti personalizzati” concordati tra la neo-mamma e gli operatori del Consultorio Familiare o del Centro di Aiuto alla Vita che lo hanno attivato, integrato da altre forme di supporto di natura sociale e socio-sanitaria.

Chi può ottenerlo
Beneficiarie del Fondo Nasko sono le future mamme che rinunciano alla scelta di interrompere la gravidanza in presenza di un aiuto economico e di una proposta di progetto personalizzato di aiuto calibrata sulla specifica situazione.

Per poter beneficiare del contributo le future mamme devono:
essere residenti in Regione Lombardia da almeno due anni alla data di presentazione della richiesta;

essere in possesso di attestazione ISEE, eventualmente integrata da idonea documentazione, in relazione ai seguenti parametri:
- Soglia ISEE fino a € 9.000 per nucleo familiare;
- Soglia ISEE fino a € 15.000 se donna sola.

effettuare un colloquio per richiesta di Interruzione Volontaria di Gravidanza (IVG) allegando alla domanda di contributo, la seguente documentazione:
- documento rilasciato, ai sensi dell’art. 5 comma 4 della l. 194/78, dal medico del consultorio pubblico o privato accreditato e a contratto o della struttura socio-sanitaria/sanitaria, o dal medico di fiducia, attestante lo stato di gravidanza con datazione della settimana di gestazione, l'avvenuta richiesta di IVG e l’invito a soprassedere per sette giorni, controfirmato anche dalla donna.
Oppure:
- documento rilasciato dal medico del consultorio pubblico o privato accreditato e a contratto o della struttura socio-sanitaria/sanitaria, o dal medico di fiducia in cui è riportata la datazione della settimana di gestazione e di avvenuto colloquio per richiesta di interruzione di gravidanza della donna.
- il documento attestante l'avvenuto colloquio per richiesta di IVG può essere rilasciato anche da parte di figure professionali diverse dal medico specialista (ginecologo)presenti in consultorio pubblico o privato accreditato e a contratto, quali l’assistente sociale, lo psicologo o l’ostetrica, mentre la datazione della settimana di gestazione dovrà avvenire a cura del medico.

definire un progetto personalizzato di aiuto con gli operatori del Centro di Aiuto alla Vita o del Consultorio Familiare pubblico/ privato accreditato a contratto della ASL di residenza, presso il quale è stata avanzata la domanda di accesso al contributo;

All'atto della richiesta di accesso al contributo, dovranno essere raccolti tutti i documenti attestanti il possesso dei requisiti per poter procedere con il caricamento della domanda nella piattaforma informatica regionale.


Cosa prevede il PROGETTO PERSONALIZZATO

Il progetto personalizzato consiste in un “patto etico di reciprocità” tra la beneficiaria della misura e il Consultorio/CAV relativo e deve essere da lei sottoscritto oltre che dagli operatori referenti.
Ciò significa che la futura mamma concorderà con gli operatori del Consultorio o del CAV, un progetto che tenga conto dei bisogni effettivi, contingenti e futuri suoi e del bambino. Il progetto iniziale verrà in seguito integrato alla luce dell'evoluzione della gravidanza, degli eventi personali, lavorativi, economici della donna, delle caratteristiche del neonato e del contesto ambientale di vita.
In base alle necessità, il servizio consultoriale potrà avanzare proposte di aiuto diversificate durante la gestazione e dopo la nascita del bambino quali per esempio, il monitoraggio ostetrico/ginecologico nella gravidanza e nel puerperio, la partecipazione al corso di preparazione alla nascita, post-nascita o di infant- massage, l'accesso agli spazi per il sostegno all'allattamento, un supporto sociale e/o psicologico, ecc.).
La sottoscrizione del patto comporta comunque l'impegno della donna a presentarsi mensilmente presso la struttura preposta all'erogazione degli interventi concordati, per verificare il corretto e appropriato andamento della gravidanza e della crescita del neonato.
Solitamente, gli operatori che seguono la situazione, si raccordano e collaborano con il Servizio Sociale del Comune di residenza della beneficiaria per trovare delle soluzioni alle diverse difficoltà che possono essere presenti.

Come viene erogato
La beneficiaria del contributo riceverà l'aiuto economico attraverso una carta prepagata ricaricata mensilmente e gestita dai Consultori familiari pubblici/privati accreditati a contratto o dai Centri di Aiuto alla Vita (iscritti all'elenco regionale) di riferimento per i singoli progetti, previo colloquio di monitoraggio con l'operatore.
Ogni beneficiaria può ricevere un solo contributo, indipendentemente dal numero di gravidanze e dal numero di nati.

A chi presentare domanda
La domanda può essere presentata presso i Centri di Aiuto alla Vita, i Consultori Familiari pubblici e i Consultori Familiari privati accreditati e a contratto della ASL di residenza (l'elenco dei Consultori pubblici e privati e dei CAV della provincia di Bergamo sono reperibili sul portale dell'ASL di Bergamo – www.asl.bergamo.it).


Dott.ssa Manuela Zaltieri - Assistente Sociale Area Famiglia e conciliazione ASL di Bergamo

Approfondimento scientifico

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il 12 dicembre 2014 ASL Bergamo ha superato la valutazione della fase 1 della “Comunità Amica dei Bambini” (BFCI), dopo un lavoro impegnativo svolto con la Tutor UNICEF, Dr.ssa Maria Enrica Bettinelli, Coordinatore Baby Friendly Initiative UNICEF Italia dell’ASL Milano.
Il superamento di questa prima tappa del percorso BFCI ha visto il coinvolgimento di tutti i livelli ASL Bergamo, dalla Direzione strategica al singolo operatore ,che quotidianamente e con ruolo diverso, svolge la propria attività di sostegno dell’allattamento materno e della genitorialità e di promozione e tutela della salute di madri e bambini.

In Lombardia ,oltre ASL Bergamo, le ASL Milano 1 e Milano 2 hanno superato la valutazione della fase 1 , mentre 2 ASL hanno terminato il percorso : l’ASL Milano Il 27 ottobre 2011 è stata la prima Comunità Amica dei Bambini per l’Allattamento Materno, riconosciuta nel territorio nazionale, seguita nel 2012 dall’ASL Sondrio .

.... Cos’è la “Comunità Amica dei Bambini per l’Allattamento Materno” (BFCI)?

Fa parte dell’iniziativa ”Insieme per l’Allattamento: Ospedali&Comunità Amici dei Bambini uniti per la protezione, promozione e sostegno dell’allattamento materno”, che rappresenta uno dei piu’ vasti programmi di sensibilizzazione ed educazione sanitaria condotti dall’UNICEF nel mondo in collaborazione con l’OMS, volto a rafforzare la capacità dei sistemi sanitari nazionali, regionali e locali di proteggere e sostenere l’allattamento al seno.
Scopo del progetto è quello di aiutare i servizi sanitari a migliorare le pratiche assistenziali e territoriali, affinchè i genitori siano sostenuti nel compiere le scelte piu’ adeguate per l’alimentazione e la cura dei propri bambini.

La Comunità Amica dei Bambini per l’Allattamento materno è la Struttura socio - sanitaria territoriale in cui tutti gli operatori dei servizi a contatto con donne in gravidanza, madri e bambini adottano standard di buone pratiche assistenziali che hanno lo scopo di proteggere, promuovere e sostenere l’avvio e la durata dell’allattamento materno.

L’Iniziativa si basa sull’adozione dei Sette Passi, basati su standard supportati da evidenze scientifiche, riadattati alla situazione italiana da UNICEF Italia per consentire una migliore pratica nei servizi territoriali, al fine di promuovere , proteggere e sostenere l'allattamento.


I Sette Passi, che rappresentano le basi della BFCI, sono i seguenti:

  1. Definire una Politica aziendale per l’allattamento al seno e farla conoscere a tutto il personale
  2. Formare tutto il personale per attuare la Politica aziendale
  3. Informare tutte le donne in gravidanza e le loro famiglie sui benefici e sulla pratica dell’allattamento al seno
  4. Sostenere le madri e proteggere l’avvio e il mantenimento dell’allattamento al seno
  5. Promuovere l’allattamento al seno esclusivo fino ai 6 mesi compiuti, l’introduzione di adeguati alimenti complementari oltre i 6 mesi e l’allattamento al seno prolungato
  6. Creare ambienti accoglienti per favorire la pratica dell’allattamento al seno
  7. Promuovere la collaborazione tra il personale sanitario, i gruppi di sostegno e la comunità locale


L’obbiettivo essenziale di questo progetto è quello di creare una “cultura dell’allattamento”  nella Comunità con lo scopo di:

- aumentare il numero di madri che scelgono di allattare i propri figli
- aumentare la durata dell’allattamento esclusivo
- aiutare le madri a sentirsi fiduciose, determinate e soddisfatte con la loro esperienza di allattamento al seno
-sostenere i genitori nella scelta informata riguardo l’alimentazione del proprio bambino nell’ottica di “guadagnare salute”

Nello stesso tempo, garantisce alle mamme che non allattano al seno, per propria scelta o per ragioni mediche , sostegno ed informazioni ,basate su evidenze scientifiche, per una corretta alimentazione del loro bambino.
Inoltre , coinvolge anche il partner per avviare una buona relazione familiare.

…. Come e quando si diventa “Comunità Amica dei Bambini per l’Allattamento Materno” (BFCI)?

Per ottenere il riconoscimento di Comunitò Amica dei Bambini per l’Allattamento materno, una struttura socio-sanitaria territoriale deve intraprendere un percorso di valutazione, strutturato in una successione di tappe:

 

 



Il Comitato Italiano per l’UNICEF, attraverso la Task Force appositamente istituita, accompagna tutti i passaggi che vanno dalla promozione alla valutazione e al sostegno della BFCI, mettendo a disposizione delle strutture interessate, un Tutor UNICEF con le competenze necessarie al raggiungimento dell’obiettivo.

Quando una struttura ritiene di aver raggiunto uno standard elevato e di aver creato una rete efficace di protezione, promozione e sostegno dell’allattamento materno nel territorio, in cui tutti gli attori presenti (dirigenti, medici e pediatri di famiglia, ginecologi, ostetriche, psicologi, infermieri,assistenti sanitari, amministrativi, volontariato, istituzioni comunali, ospedali con Punti Nascita…) agiscono in modo sinergico, questo risultato viene confermato da un gruppo di valutatori esterni che determinano se la struttura ha raggiunto gli Standard richiesti per ottenere il riconoscimento di “Comunità Amica dei Bambini per l’Allattamento materno”.

...A che punto si trova ASL Bergamo nel percorso “Comunità Amica dei Bambini per l’Allattamento Materno (BFCI)?

Il 19 settembre 2014 è stata deliberata dalla Direzione Generale ASL Bergamo la Politica Aziendale per l’Allattamento al seno e l’alimentazione dei bambini, che copre interamente i Sette Passi e il rispetto del “Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno e le successive pertinenti Risoluzioni dell’OMS. Tutti gli Operatori di ASL Bergamo svolgono la propria attività nel rispetto delle indicazioni della Politica Aziendale e sono impeganti a diffonderla e condividerla con la comunità.

E’ in atto una formazione capillare degli Operatori ASL , che sono in contatto con donne in gravidanza, mamme che allattano ed i loro familiari, con lo scopo di migliorane le competenze in relazione al ruolo professionale.

Presso i Consultori familiari ASL Bergamo son attivi gli “Spazi Allattamento”, a libero accesso, in cui le Ostetriche,quali professionisti competenti,sono in grado di offrire un’efficace consulenza, individuale e di gruppo, sull’allattamento e sulla corretta alimentazione infantile. Ogni Consultorio familiare ASL garantisce accoglienza a madre e bambino, in continuità con il Punto Nascita, fornendo informazioni, aiuto e sostegno nell’allattamento o nell’alimentazione del bambino, dopo la dimissione dall’Ospedale.

L’ASL Bergamo riconosce il diritto delle mamme di poter allattare al seno in tutte le aree pubbliche della propria struttura, dove è presente una segnaletica ben leggibile e multilingue in cui si esplicita che l’allattamento materno è benvenuto. Nei Consultori familiari ASL è garantita alla madre la possibilità di allattare, anche in spazi riservati, indicati alle madri dagli operatori presenti.

L’ASL Bergamo, a sostegno delle donne lavoratrici che allattano ,ha aderito al programma OMS di Promozione della salute sui luoghi di lavoro(WHP), come da indicazioni della Regione Lombardia,ed ha inaugurato il 2 ottobre 2014 lo Spazio Allattamento, nella Sede Legale ASL in via Gallicciolli 4 , che offre una duplice possibilità:

-alle madri lavoratrici ,dipendenti dell’ASL,di riprendere il lavoro mantenendo l’allattamento materno, tramite l’estrazione del latte e la sua conservazione in un ambiente adeguato ed attrezzato presente nella sede lavorativa .
e
-alle mamme che si trovano in città ,con il proprio bambino, di fare una sosta per allattare in uno spazio accogliente e riservato .

La seconda opportunità rende questo Spazio Allattamento un Baby Pit Stop inteso come sosta per il ”rifornimento “ del latte e cambio del pannolino nell’ambito della rete territoriale di promozione e sostegno dell’allattamento materno dell’iniziativa “Comunità Amica dei Bambini per l’Allattamento Materno”.

Dalla collaborazione tra ASL Bergamo e UNICEF,Sede di Bergamo, si sono creati, ad oggi, in tutta il territorio bergamasco, circa 50 Baby Pit Stop (BPS) dove è possibile allattare il proprio bambino in un ambiente accogliente e riservato all’interno di spazi pubblici commerciali e non (comune, farmacia, bar, ristorante, albergo, biblioteca, università, supermercato, ecc.…), come rete di sostegno alla donna che allatta e che si trova fuori casa col proprio bimbo. Il BPS è un servizio gratuito e riconoscibile da una vetrofania apposta fuori dallo spazio scelto, rilasciata da UNICEF, che ne valuta l’adeguatezza.
L’allattamento al seno non ha orari predeterminati e programmati:ogni bimbo ha abitudini ed esigenze diverse. Ogni mamma ha un proprio modo di allattare, che si adatta alle richieste del proprio figlio: e’ difficile sapere quando il bimbo chiederà il latte….
L’allattamento al seno non deve pregiudicare lo stile di vita della madre e vincolarla a rimanere “chiusa” in casa, perchè sta allattando: deve avere la possibilità  di muoversi con il proprio bimbo ovunque..


L’elenco dei Baby Pit Stop in provincia di Bergamo è consultabile dal sito ASL Bergamo www.asl.bergamo.it 

Il 12/09/14 ASL Bergamo ha istituito il Comitato Percorso Nascita della Provincia di Bergamo nel cui contesto si e’ creato un tavolo interaziendale (tra ASL e Aziende Ospedaliere con Punti Nascita) deputato alla realizzazione di un Protocollo condiviso per  garantire una continuità assistenziale ,dopo la dimissione ospedaliera, della madre e neonato e per omogeneizzare il percorso di sostegno all’allattamento materno.
L’obbiettivo è quello di creare sinergie e reti di sostegno e mantenimento dell’allattamento materno ,tramite l’impiego di un linguaggio comune con uniformita’ di contenuti, rivolto alle mamme che allattano e alle loro famiglie, da parte di tutti gli operatori coinvolti.

Nel mese di ottobre 2014 ASL Bergamo ha effettuato un Monitoraggio dei tassi di allattamento al seno presso i Punti Nascita ed i Punti vaccinali del territorio bergamasco, mediante la somministrazione di questionari alla mamme nel momento della dimissione ospedaliera ed in corrispondenza della I°, II°e III° vaccinazione.
La rilevazione periodica dei tassi di allattamento al seno permetterà di garantire e monitorare l’applicazione degli Standard per le buone pratiche dell’UNICEF .

In conclusione, la messa in campo delle numerose azioni a sostegno e promozione dell’allattamento al seno, da parte di ASL Bergamo, sta progressivamente contribuendo alla creazione della “cultura dell’allattamento” nella comunità bergamasca.

 

 

Dott.ssa Fiorenza Cartellà - Specialista in Ginecologia e Ostetricia, Coordinatore Ostetrico Ginecologo Consultori ASL Bergamo


Regolamento FIAC
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Quante volte di fronte ad una pietanza che ci viene offerta o ad una confezione di alimenti già pronti siamo colti da un senso d’incertezza o diffidenza? Perché non siamo in grado di individuare gli ingredienti, perché vorremmo poter escludere l’utilizzo di alcune sostanze, perché non conosciamo le qualità nutrizionali di ciò che ci accingiamo a mangiare: i motivi possono essere diversi, ma comunque tutti legati alla scarsa o poco comprensibile informazione obbligatoria fino ad oggi a favore dei consumatori. Ma le cose stanno per cambiare. Proprio nello scorso mese di dicembre è entrato in vigore il Regolamento dell’Unione Europea numero 1169 del 2011, più noto come Regolamento FIAC, che norma proprio la tipologia di informazioni da garantire sugli alimenti. Le nuove disposizioni si concentrano ovviamente sull’etichettatura, che deve essere in grado di fornire in maniera chiara e trasparente un quadro informativo completo dei cibi sui quali è apposta, all’insegna della trasparenza e della leggibilità. Qualche esempio: scritte sulle confezioni con caratteri più grandi e chiari, indicazioni sulla presenza di sostanze o prodotti allergizzanti maggiormente in risalto, tipi di grassi impiegati espressamente elencati.
Assisteremo, dunque, a numerosi cambiamenti sulle etichette dei prodotti alimentari ed ecco qui di seguito una sintesi delle novità più significative:
Nuovi requisiti per l’etichettatura
Per gli alimenti preconfezionati, le informazioni obbligatorie dovranno figurare direttamente sull'imballaggio o su un'etichetta applicata. Le etichette dovranno essere facilmente visibili, chiaramente leggibili e, se necessario, indelebili. Le informazioni obbligatorie sugli alimenti non dovranno essere in alcun modo nascoste, oscurate, limitate o separate da indicazioni grafiche o da altri elementi in grado di interferire con la chiarezza del messaggio.
Per gli imballaggi multipli, contenenti poi gli articoli incartati individualmente, le indicazioni obbligatorie appariranno direttamente sull'imballaggio multiplo e, se i prodotti in esso contenuti sono destinati anch'essi alla vendita, le informazioni obbligatorie dovranno figurare anche sulle loro singole confezioni.
Indicazione degli allergeni
Nell'elenco degli ingredienti gli operatori del settore alimentare dovranno mettere in evidenza il nome della sostanza o del prodotto a rischio. Per facilitarne l’individuazione, dovrà essere chiaramente evidenziato solo l’ingrediente corrispondente a queste sostanze. Se tutti gli ingredienti di un alimento fossero sostanze o prodotti in grado di provocare allergie o intolleranze, dovranno essere citati nell'elenco degli ingredienti ed evidenziati singolarmente. Gli Stati membri dell'Unione Europea possono scegliere proprie diverse modalità con le quali comunicare le informazioni sugli allergeni. In linea di principio sono ammessi tutti i mezzi ritenuti idonei a garantire al consumatore una scelta il più possibile consapevole e garantita: un'etichetta, documenti che accompagnino l’alimento o qualunque altro strumento, da quelli più tecnologici fino alla comunicazione verbale.
Prodotti congelati
Per questi dovrà essere indicata chiaramente la data di congelamento con l'indicazione specifica di giorno, mese, anno e luogo di provenienza.
Presenza di acqua nei prodotti finiti
La presenza di acqua aggiunta, che rappresenti più del 5% del prodotto finito, può alterare il peso dell'alimento. Pertanto, in caso di percentuali uguali o maggiori, dovrà essere indicata nei prodotti a base di carne e preparati di carne, anche se in tagli o frazionati in porzioni, e nei prodotti della pesca, siano essi interi, sfilettati o tagliati.
Intuitivo è comprendere come l’applicazione di queste nuove regole accresca in termini di garanzia il consumo di molti degli alimenti che quotidianamente finiscono sulle nostre tavole. Ma non solo. Il percorso normativo intrapreso, che prevede per il 2016 anche l’obbligo definitivo della “dichiarazione nutrizionale”, ci consentirà anche di poter compiere scelte più consapevoli in termini di qualità degli alimenti. La nuova etichettatura potrà essere così un valido supporto alle campagne di educazione alimentare basate non solo sulla limitazione della quantità dei cibi assunti, ma anche sull’attenzione ai valori nutrizionali dei singoli alimenti e sulla loro corretta alternanza, così da soddisfare in maniera completa i bisogni dell’organismo.

Il nuovo Regolamento FIAC, entrato in vigore nel 2011, ma obbligatorio dallo scorso 13 dicembre, funge da verso spartiacque all’interno di un percorso di educazione alimentare che coinvolge sempre più il consumatore, conferendogli un ruolo di consapevolezza all’interno della filiera alimentare. Le informazioni obbligatorie sull’etichettatura saranno più chiare e trasparenti. Gli elenchi degli ingredienti contenuti nei preparati saranno completi. Le sostanze a rischio di allergie o intolleranze evidenziate. La dichiarazione nutrizionale dettagliata, che diverrà obbligatoria dal 2016, completerà poi il quadro. Grazie alle sue informazioni sarà possibile valutare il cibo anche in termini di apporti nutrizionali conferiti al nostro organismo. Tuttavia, pur non essenso ancora obbligatoria, è già possibile imbattersi in tale informativa su alcuni prodotti preconfezionati. È bene allora sapere che dovrebbe comprendere per norma i seguenti elementi: il valore energetico, la quantità di grassi, acidi grassi saturi, carboidrati, zuccheri, proteine e sale. Inoltre, la dichiarazione nutrizionale obbligatoria potrà essere completata dall'indicazione delle quantità di uno o più dei seguenti elementi: acidi grassi monoinsaturi, acidi grassi polinsaturi, polioli, amido, fibre alimentari, vitamine e sali minerali. Le vitamine e i sali minerali possono però essere indicati se sono presenti in quantità significative.

 

Dott.ssa Rita Moro - Responsabile Comunicazione Istituzionale e Relazioni con il Pubblico - Ufficio Stampa ASL Bergamo


Vaccinazioni
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Anche quest'anno ritorna l'appuntamento con la vaccinazione antinfluenzale. La campagna vaccinale, partita da un paio di settimane, intende offrire una copertura territoriale migliore per prevenire le forme gravi e complicate d’influenza e la riduzione della mortalità prematura in gruppi ad aumentato rischio di malattia grave. Infatti, secondo i dettami dell’Organizzazione Mondiale della Sanità è proprio questo l'obiettivo primario della vaccinazione antinfluenzale. Asl Bergamo, con la preziosa collaborazione dei Medici di Famiglia, anche quest'anno raggiungerà tutti i cittadini interessati per la consueta campagna di vaccinazione. E' utile sapere che, l'antinfluenzale rappresenta un mezzo efficace e sicuro per prevenire la malattia e le sue complicanze. A chi è consigliata? Agli assistiti di età uguale o superiore a 65 anni e coloro che sono inseriti nei programmi ADI e ADP, che possono rivolgersi al proprio Medico di Famiglia, negli orari dallo stesso indicati. Ai bambini e agli adulti di età inferiore a 65 anni, appartenenti alle categorie a rischio che, per la somministrazione gratuita del vaccino, potranno rivolgersi al Distretto Socio Sanitario Asl di residenza nelle sedi ed orari indicati.

Per ulteriori informazioni è sempre possibile consultare il sito www.asl.bergamo.it. Mentre i soggetti allettati o disabili, con difficoltà a raggiungere le sedi ambulatoriali, anche nell’ambito dei programmi ADI o ADP di tipo estemporaneo potranno fruire della vaccinazione, da parte del Medico di Famiglia, al proprio domicilio. La vaccinazione antinfluenzale è offerta gratuitamente alle seguenti categorie a rischio:
1. Soggetti di età pari o superiore a 65 anni (nati nell’anno 1948 e precedenti);
2. Bambini di età superiore ai 6 mesi ed adulti, affetti da patologie croniche, quali:
a) malattie croniche a carico dell'apparato respiratorio (inclusa l'asma di grado severo, la displasia broncopolmonare, la fibrosi cistica, la BPCO);
b) malattie dell'apparato cardio-circolatorio (comprese cardiopatie congenite e acquisite);
c) diabete mellito e altre malattie metaboliche (inclusi obesi con BMI >30 e gravi patologie concomitanti);
d) tumori;
e) epatopatie croniche, malattie renali con insufficienza renale cronica;
f) malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinali;
g) malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie;
h) malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV;
i) patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici;
j) malattie neuromuscolari associate ad aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie.
3. Bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso d’infezione influenzale;
4. Donne che saranno nel secondo e terzo trimestre di gravidanza durante la stagione epidemica;
5. Persone residenti presso strutture sanitarie e socio-sanitarie per lungodegenti;
6. Medici e personale sanitario di assistenza, personale di assistenza case di riposo ed anziani a domicilio;
7. Persone conviventi con soggetti ad alto rischio che non possono essere vaccinati;
8. Personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte d’infezione da virus influenzali non umani;
9. Forze di polizia e vigili del fuoco.

 

dott.ssa Sabrina Damasconi - Ufficio Stampa ASL Bergamo e Direttore Responsabile ASL IN..FORMA http://aslinforma.youspace.it/index.asp#

Localizzazione in tempo reale per garantire un pronto..soccorso
AREU
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"Where ARE U?” una frase che risuona in lingua inglese con “Dove sei?”, in effetti se pronunciata il senso è proprio questo e questo è proprio anche il senso che intende trasmettere il nuovo applicativo, o meglio, APP voluta dall'Azienda Regionale Emergenza Urgenza lombarda. La stessa frase, ad un attenta lettura, rimanda subito alla nota sigla AREU, nota a tutti, come l'Azienda Regionale Emergenza Urgenza.
La scelta quindi non è casuale ma è stata pensata per essere facilmente ricordata e facilmente utilizzata. L'APP gratuita WHERE ARE U elaborata, dall'azienda informatica leader in prodotti informatici all'avanguardia Beta 80 Group, per AREU – 112 -118, fornisce una novità unica e contribuisce ad accresce l'efficienza sia dal punto di vista dei servizi sia dal punto di vista dell'evoluzione degli interventi di primo soccorso. L'App, disponibile per dispositivi IOS, ANDROID e WINDOWS PHONE può essere scaricata dalla homepage del sito www.areu.lombardia.it oppure su Apple App Store, Google Play Store o Windows Phone App Store, cercando “112 Where ARE U”.
La particolarità del servizio risiede nella funzionalità del servizio offerto: permette di effettuare una chiamata di emergenza e inviare contemporaneamente la posizione esatta del chiamante alla Centrali del Numero Unico dell’Emergenza (NUE) 112 della Lombardia. L’App rileva la posizione tramite GPS e/o rete dati e la mostra sul telefono. Durante la chiamata di emergenza al 112 la posizione viene trasmessa automaticamente, tramite rete dati o o tramite SMS se la rete dati non è disponibile, alle centrali pubbliche del NUE 112 della Lombardia. La localizzazione puntuale, località e via, in tempo reale è fondamentale soprattutto nei casi in cui non si conosce o non si è in grado di fornire dati precisi sulla propria posizione.
Senza la App fino ad ora il NUE 112 tramite il CED Interforze del Ministero dell’Interno riusciva solo a riconoscere un’area di probabilità in cui si trovava l’utente che chiamava con cellulare, ma non l’esatta posizione. Pertanto, con una normale chiamata vocale senza l'utilizzo dell'App non si riesce a risalire alla posizione con le coordinate esatte. Infatti, il sistema informatico del NUE segnala automaticamente se la chiamata proviene dall'App. La telefonata avviene negli stessi tempi e inoltre l’uso dell’App per la chiamata riduce complessivamente i tempi consentendo una puntuale e rapida localizzare dell’utente. Naturalmente i dati forniti vengono utilizzati esclusivamente per la gestione della chiamata di emergenza.


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Ai Consultori Familiari ASL Bergamo
"benessere e di prevenzione a favore della prima infanzia"
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Probabilmente sono pochissimi i genitori che non hanno mai dovuto affrontare problemi grandi o piccoli con i propri figli, a tutte le età...
E' arrivata l'estate ed..il caldo...
Il decalogo del Ministero della Salute
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  E’ scoppiato il caldo, quindi, tutti all’aria aperta! Siamo ormai abituati, ogni anno, a confrontarci con le tipiche ondate di calore: prolungati periodi contraddistinti dalla concentrazione di temperature elevate e alti tassi di umidità.
   Il caldo procura l’alterazione dell’equilibrio dell’organismo che non riesce a ristabilire autonomamente il proprio livello termico. I primi caldi, tipici della bella ed attesa stagione estiva, possono portare seri rischi ed insidie per la salute.
   Le persone più a rischio sono le fasce più fragili della popolazione come gli anziani, specialmente con patologie croniche o malati soli, coloro che vivono in abitazioni surriscaldate e con scarsa ventilazione, soprattutto nelle grandi aree urbane o in zone con poco riparo all’ombra.
   Per questo è importante giocare d’anticipo per prevenire i danni che potrebbero produrre le temperature incandescenti. Come? Ecco alcuni consigli che lo stesso Ministero della Salute ha diramato in questi giorni con l’intento di porre particolare attenzione al proprio stato di benessere e mantenere la temperatura corporea normale in questa condizione climatica di caldo estremo. Il decalogo:

  1. Uscire di casa nelle ore meno calde della giornata e si esce nelle ore più calde, dalle ore 11.00 alle 18.00, non dimenticare di proteggere il capo con un cappello di colore chiaro e gli occhi con occhiali da sole e proteggere la pelle con creme solari ad alto fattore protettivo;
  2. Indossare un abbigliamento adeguato, preferibilmente di fibre naturali e leggere che permettono la traspirazione della cute;
  3. Rinfrescare l’ambiente domestico e di lavoro;
  4. Fare bagni e docce con acqua tiepida, bagnarsi viso e braccia con acqua fresca per ridurre la temperatura corporea;
  5. Ridurre il livello di attività fisica all’aperto nelle ore più calde della giornata;
  6. Bere almeno 2 litri di acqua al giorno con regolarità ed alimentarsi in maniera corretta, prediligendo cibi leggeri e con alto contenuto di acqua quali frutta e verdura (salvo diversa indicazione del medico curante);
  7. Adottare alcune precauzioni se si esce in macchina: finestrini aperti o utilizzare il sistema di climatizzazione prima di iniziare un viaggio, arieggiare l’abitacolo prima di entrarvi se l’auto è rimasta esposta al sole;
  8. Mantenere correttamente i farmaci, leggendo le modalità di conservazione riportate sulle confezioni;
  9. Alle persone anziane o con patologie croniche è consigliato consultare il proprio medico per adottare le adeguate precauzioni;
  10. Sorvegliare e prendersi cura delle persone a rischio, segnalando ai servizi socio-sanitari eventuali situazioni che necessitano di un intervento.

   Dalla morsa nel caldo torrido è possibile trovare sollievo all’interno della rete di servizi che, anche per quest’anno, Regione Lombardia ha messo in campo con lo scopo di monitorare le condizioni di salute della popolazione.
   Infatti fino al prossimo 15 settembre, l’Arpa Lombardia invierà bollettini giornalieri in merito alle condizioni climatiche al Centro di Riferimento di Asl Bergamo che, in caso di emergenza invierà tempestivamente istruzioni pratiche alle diverse istituzioni, con cui già intrattiene ottime relazioni anche per la pianificazione comune dei piani di emergenza.
   La rete dei servizi prevede particolare attenzione agli anziani, dallo specifico monitoraggio delle persone assistite a domicilio al ricovero, se appropriato, in struttura ospedaliera ed eventuali dimissioni protette. L’individuazione preventiva dei cittadini a rischio medio-alto consente inoltre di gestire al meglio fenomeni di emergenza, valutando eventuali ricoveri di sollievo o servizi a domicilio sostituivi.

Nel periodo estivo Asl Bergamo ha attivato un sistema di allerta sempre attivo per gestire il recepimento e la trasmissione delle informazioni sulle previsioni meteorologiche ed i messaggi di allarme ed emergenza “ondate di calore”. L’Asl ha messo a disposizione il numero verde 800 002233, attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 10,00 alle 12,30 e dalle 13,30 alle 16,00 sino al 31 agosto, a cui la popolazione può rivolgersi per informazioni.


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ASL In...forma Periodico di informazione dell'Azienda Sanitaria Locale della Provincia di Bergamo ora ATS Bergamo Edizione 2017 - Periodico reg. Tribunale di Bergamo iscritto n°8/2012 in data 22 Febbraio 2012 Direzione e Redazione via Gallicciolli 4 - 24121 Bergamo tel. 035/385199 - e-mail: sabrina.damasconi@ats-bg.it Editore: Mara Azzi Direttore Generale ASL Bergamo - Direttore Responsabile: Sabrina Damasconi Giornalista Ufficio Stampa e Comunicazione ASL BERGAMO
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