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Il Bando per il Servizio Civile
La scadenza è fissata per il prossimo 23 Aprile
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Sei un giovane di età compresa i tra i 18 ed i 28 anni? Hai voglia di metterti in gioco, possiedi attitudini alle relazioni umane, capacità di adattamento, abilità d'instaurare rapporti interpersonali o semplicemente sei disposto a dare il tuo contributo alla comunità?
Se hai risposto in modo affermativo ad almeno uno di questi quesiti, potresti essere idoneo a far parte della squadra dei 10 giovani che parteciperanno alla realizzazione del progetto “Accogliere e accompagnare le famiglie fragili”.
Un percorso progettuale che mira alla valorizzazione delle politiche a favore della famiglia e della popolazione anziana, in un’ottica di conciliazione famiglia-lavoro, facilitando l’accesso ai servizi socio-sanitari e amministrativi dei presidi ASL Bergamo.
L'articolazione dell'orario di servizio prevede nell'arco di un anno, 25 ore settimanali, per un massimo di 1400 ore/ anno, per 5 giorni settimanali, su diverse sedi e attività esterna nel territorio o domiciliare in accordo con l'operatore locale del progetto.
Punto a favore per l’ammissione è anche il possesso della patente di guida, poiché il progetto abbraccia diverse sedi territoriali dell'Azienda Sanitaria Locale coinvolgendo in particolare le attività dei consultori familiari, le famiglie fragili con minori ed i Centri per l'Assistenza Domiciliare (CeAd).
In questo specifico settore di intervento sociale, la predisposizione all'accoglienza e la disponibilità ad affiancare e ad offrire supporto agli operatori dei servizi ASL forniscono sicuramente un buon punto di partenza per permettere una crescita professionale e formativa all'interno di uno specifico scenario operativo che si affida al lavoro di gruppo.
Oltre all'arricchimento etico e personale, l'impegno profuso sarà ben valorizzato per questi ottimi motivi: il percorso è riconosciuto dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, che gratificherà il tuo impegno con l'erogazione di un assegno economico del valore pari ad € 433,80. Al termine del servizio l'Asl rilascerà un attestato certificante l'attività svolta e le eventuali competenze acquisite, inoltre l'esperienza trova legittimazione nei percorsi accademici di tirocinio, così come previsto dal regolamento d'intesa tra ASL e l'Università degli Studi di Bergamo.
Se desideri partecipare ricorda che giovedì 23 aprile alle ore 14.00 scadrà il termine per presentare la tua candidatura sul modello di domanda disponibile nella home page del sito www.asl.bergamo.it, in cui è possibile consultare il bando completo e relativi allegati.

Dott.ssa Sabrina Damasconi - Ufficio Stampa ASL Bergamo e Direttore Responsabile ASL IN..FORMA http://aslinforma.youspace.it/index.asp#

ASL Progetto Farmacie Antifumo
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L'ASL di Bergamo in collaborazione con Federfarma Bergamo ha avviato un percorso per diffondere gradualmente sul territorio alcune farmacie "antifumo". Si tratta di punti di offerta in grado di individuare in modo attivo, assistere ed accompagnare i clienti fumatori interessati a smettere.
Il farmacista della farmacia antifumo riceve una formazione specifica e oltre ai consigli e ai propri interventi specifici, lavora in sinergia con gli altri punti di offerta per il trattamento del tabagismo: i medici di assistenza primaria, i trattamenti di gruppo presso il distretto e i centri antifumo.
Il fumo di tabacco resta a Bergamo la prima causa prevenibile di malattia e mortalità precoce: le farmacie antifumo possono rappresentare un passo in avanti per diffondere nel servizio sanitario consapevolezza, competenze e opportunità concrete per abbandonare la dipendenza.

Un esempio di buone pratiche nel territorio della nostra provincia: intervista al Dott. Pierluigi Capolino - Direttore del Distretto Socio Sanitario della Valle Brembana e Valle Imagna e due farmacisti, di Dalmine e di Zogno, che partecipano al Progetto  "Farmacie Antifumo " lanciato da ASL Bergamo.

Video al link: http://hd.bergamosera.com/2014/06/24/asl-la-lotta-al-fumo-di-sigaretta/




Dr Marco Cremaschini - Dirigente Medico Servizio Promozione della Salute ASL Bergamo
e
dr Roberto Moretti - Responsabile Servizio Promozione della Salute ASL Bergamo

Val Brembana e Val Seriana
Il servizio di continuità assistenziale
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In tutte le maggiori località turistiche della Valle Imagna, Brembana e Val Seriana sino al prossimo 22 agosto sarà garantito il servizio di continuità assistenziale stagionale (guardia medica turistica). ASL Bergamo anche per quest’anno ha messo a disposizione un servizio utile con accesso libero collaborando in sinergia con le altre strutture sanitarie già attive: l’attività ambulatoriale strutturata, i medici di assistenza primaria, i pediatri di famiglia ed il servizio di pediatria che al sabato pomeriggio è disponibile presso la Fondazione Rota di Almenno San Salvatore, oltre al 118 e agli ospedali di San Giovanni Bianco, Papa Giovanni XXIII di Bergamo ed il Policlinico San Pietro. Nella nostra provincia sono stati istituiti diversi ambulatori a cui afferiranno i Comuni e le frazioni di: Ardesio, - Berbenno, Bossico, Branzi, Brumano, Castione della Presolana, Cerete, Clusone, Colere, Corna Imagna, Costa Valle Imagna, Dorga Bratto, Fino del Monte, Fuipiano Valle Imagna, Gorno, Gromo, Locatello, Lovere, Oltre Il Colle, Onore, Parre, Piazza Brembana, Piazzatorre,Premolo, Roncola S. Bernardo, Rota d’Imagna, Rovetta, Sant’Omobono Terme, San Pellegrino Terme, Schilpario, Selvino, Serina, Solto Collina, Songavazzo, Valbondione e Vilminore. I villeggianti potranno così contare sulla presenza della guardia medica, da 2 a 5 giorni la settimana sia al mattino sia al pomeriggio, negli ambulatori comunali e negli spazi dei Distretti Sociosanitari ASL. Si ricorda che per poter usufruire del Servizio è necessario presentarsi muniti di tessera sanitaria, attestante l’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale e di un eventuale documento, attestante il diritto alla esenzione dalla spesa sanitaria (documento e/o tesserino di esenzione ticket). La Continuità Assistenziale Stagionale è un Servizio sostitutivo del Medico di Medicina Generale per i cittadini non residenti che soggiornano nelle principali località turistiche della nostra provincia, pertanto è utile per visite ambulatoriali e domiciliari, interventi di primo soccorso, rilascio di prescrizioni farmaceutiche, certificati di malattia e proposte di ricovero. Gli orari sono molto agevoli: sabato, domenica e festivi infrasettimanali dalle 8.30 alle 13.00 e dalle 13.30-19.30. Nei giorni prefestivi infrasettimanali (14/08/2014) dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 13.30 alle 19.30. Inoltre, in caso di necessità per visite ambulatoriali o domiciliari ci si può rivolgere al medico di base e al pediatra di famiglia, operanti nel Distretto, pagando dunque le prestazioni secondo il tariffario stabilito. Tariffe che saranno poi rimborsate dall’Asl di residenza dell’assistito, previa presentazione della relative spese sostenute ed attestate con regolare fattura. Per maggiori informazioni in merito ad orari e conoscere le sedi ambulatoriali è possibile consultare il portale asl www.asl.bergamo.it nella sezione dedicata alla “Guardia Turistica” ben visibile in homepage o contattare il numero verde 800447722.

Dott.ssa Sabrina Damasconi - Ufficio Stampa ASL Bergamo e Direttore Responsabile ASL IN..FORMA http://aslinforma.youspace.it/index.asp#

Supporto Psicologico ASL
Al Consultorio di Zanica
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L'Organizzazione Mondiale della Sanità, nella carta di Ottawa, recita “un altro aspetto fondamentale della promozione della salute è il riconoscimento della soggettività, ovvero che il modo di percepire la realtà da parte del soggetto influisce sul suo stato di salute” sottolineando che, ciascuno di noi può svolgere un ruolo attivo nella promozione del proprio e dell'altrui benessere. Numerose ricerche hanno dimostrato che la perdita del lavoro e la disoccupazione incidono sulla probabilità di contrarre malattie e disturbi quali: depressione, ansia, instabilità psichica, stress e sintomi conseguenti. Con la perdita del lavoro possono subentrare anche stravolgimenti nelle abitudini personali di vita, potenzialmente rischiose per la salute psichica e fisica, come: alcol, droghe, fumo, isolamento sociale e diminuzione dell'esercizio fisico. Inoltre, dal punto di vista psicologico l'integrazione sociale, ovvero la possibilità di riconoscersi positivamente nel proprio ruolo sociale, favorisce il prestigio e la sicurezza di sé e quindi l’incremento dell’autostima. Alla luce di ciò, si può comprendere come la perdita del lavoro condizioni e renda più fragile la nostra personalità. All’interno di questo quadro ambientale e personale s’inserisce il progetto promosso da ASL Bergamo, un servizio di supporto psicologico rivolto a disoccupati. La perdita del lavoro produce un disorientamento nell'idea di sé e nella percezione del proprio futuro, influenzando e destabilizzando la persona, a volte in maniera profonda, sul piano sia sociale sia psicologico. Spesso, di fronte alla perdita del lavoro si assiste ad una crisi di identità dovuta alla perdita di un ruolo sociale importante. Dopo una temporanea fase oscura di crisi personale, in cui si rimane increduli di fronte alla situazione, possono scattare due fasi: l’ansia e la speranza di trovare qualcosa di nuovo o il totale disinteresse appesantito dal senso di impotenza.
“Interiorizzare questa situazione di buio temporaneo, prenderne coscienza ed uscirne è possibile” – ci dice la dott.ssa Zanoletti, Psicologa del Servizio – “La crisi economica e lavorativa sembra travolga coloro che, identificandosi con il ruolo lavorativo ricoperto, rinunciano alla possibilità di governare la mente ed abbracciano pensieri negativi colorati di pessimismo e distruttività. Occorre ridimensionare il ruolo, fino a prima rivestito, perché il lavoro rappresenta una parte della vita. Possiamo scoprire, dentro di noi, la nostra forza segreta che consta nella capacità di re-inventarsi e trasformarsi”.
Proprio per questo, è stato attivato il servizio di supporto psicologico, in via sperimentale presso il Consultorio ASL di Zanica, nel territorio di Dalmine che è notoriamente ricco di imprese.
Se, in seguito all’evento traumatico della perdita del lavoro, riconosci un episodi di ansia, disorientamento, senso di impotenza, un calo di autostima accompagnato da tendenza all’isolamento, puoi confrontarti con la dott.ssa Zanoletti, esperta psicologa, disponibile per consulenze ogni mercoledì mattina dalle ore 8.30 alle ore 12.30, previo appuntamento telefonico al numero 035.4245546 o scrivere a nzanoletti@asl.bergamo.it .

Per ulteriori informazioni www.asl.bergamo.it sezione Supporto Psicologico.

dott.ssa Sabrina Damasconi

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Nel Distretto di Dalmine presso il Consultorio ASL di Zanica
un innovativo servizio sperimentale
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L'attuale crisi lavorativa ed economica spinge le persone a trovare strategie di adattamento, utili da un lato a far fronte alle difficoltà e dall’altro a modificare l'ambiente critico. In questo processo diventa importante conservare flessibilità e capacità di vedersi come attori, cioè soggetti dell’agire. Ciò è possibile sfruttando le capacità cognitive ed emozionali, affrontando le esigenze della vita di ogni giorno, costruendo relazioni significative e, soprattutto, cercando soluzioni che ci consentano di governare conflitti interni ed esterni. Si tratta di un compito non facile, dal momento che la perdita del lavoro influenza aree profonde della nostra persona. La crisi economica, infatti, ha causato un’importante destabilizzazione sia sul piano sociale che psicologico, rendendo difficile a molti il soddisfacimento dei bisogni essenziali e il proprio equilibrio emotivo garante del benessere.
Il lavoro è un aspetto molto importante nella vita delle persone e la sua perdita produce un disorientamento nell'idea di sé e nella percezione del proprio futuro. Alimenta un malessere che assume i colori dell'ansia, della depressione, della caduta della propria autostima, dell’assunzione di comportamenti impulsivi.

Numerose ricerche hanno dimostrato che l’evento “perdita del lavoro” e la disoccupazione influiscono sull’incidenza di malattie e disturbi quali la depressione, l’ansia, l’instabilità psichica, lo stress e sintomi conseguenti (ipertensione arteriosa, rischio elevato di patologia coronarica, insonnia, malattie dispeptiche, ecc.).
Con la perdita del lavoro subentrano cambiamenti nelle abitudini della vita personali, potenzialmente rischiose per la salute psichica e fisica: alcol, droghe, fumo, isolamento sociale, diminuzione dell'esercizio fisico ecc.
Dal punto di vista psicologico l'integrazione sociale, ovvero la possibilità di riconoscersi positivamente nel proprio ruolo sociale, favorisce il prestigio e la sicurezza di sé e quindi l’incremento dell’autostima. Alla luce di ciò, si comprende come la perdita del lavoro influenzi e renda più fragile la nostra personalità.

Di fronte a questo evento critico si sono riconosciute tre fasi di reazione: “l'incredulità e lo stupore”, “l'ansia e la speranza”, “l'apatia e l'inerzia”.
La prima fase è quella in cui la persona fatica a razionalizzare ciò che è successo. La seconda quella in cui la persona si attiva per la ricerca di un nuovo lavoro. La terza fase, infine, per il protrarsi dell'assenza di lavoro, si manifesta nella persona come condizione di apatia e riduzione dell'attività, dei bisogni e dei desideri: “non si immagina al di là delle mura di casa, del divano “. Si tratta di un vero e proprio “status depressivo”. Il tempo libero dell'occupato diventa il “tempo vuoto” del disoccupato, ovvero si assiste alla destrutturazione nell’uso del proprio tempo di vita.

La testimonianza di un impresario, che negli ultimi tre anni ha visto azzerare la sua attività lavorativa (ereditata dal padre) e perso il 70% dei suoi investimenti, consente di entrare nelle tinte fosche dell'ansia e dell'immobilità: “a volte mi sveglio e cerco di alzarmi ma il mio corpo non reagisce ai comandi della mia mente, non ho il controllo su di lui, mi sento paralizzato. Penso che mia moglie non abbia più stima di me, non mi valorizza così ho iniziato a frequentare un'altra donna che mi dice continuamente che mi apprezza ma mi accorgo che il problema sono io”. Il figlio di questo uomo lavora nell'impresa e sprona continuamente il padre ad intraprendere azioni di rilancio dell'attività, ma lui preferisce stare fermo ed aspettare che il “temporale della crisi economica” passi. Non si sente in grado di incidere sulla realtà.

La disoccupazione può configurarsi anche come un evento luttuoso, simile alla perdita di una persona cara. Alcuni esperti hanno identificato una specifica forma depressiva che descrive il pensiero sottostante l'apatia e l'inerzia, tipica di colui che ha perso il lavoro.
Si tratta della “ Hopelesness Depression” ovvero della “depressione da mancanza di speranza”, che si distingue dalle altre forme depressive non per i sintomi, ma per le cause: “ la persona è convinta di non avere speranza, né di poterla avere in futuro. Pensa che gli eventi siano assolutamente negativi, di non essere in grado di far alcunché per modificare la situazione. E’ convinta che i risultati o gli eventi desiderati non si verifichino e che eventi o risultati negativi, al contrario, si verifichino senza possibilità di soluzione. La disperazione è l’unico stato d’animo possibile. I sintomi che la connotano sono: la tendenza a ritardare l'inizio delle risposte, l'umore triste, l’ideazione suicidiaria fino ai tentativi di suicidio, la mancanza di energia, apatia, rallentamento psicomotorio (mancanza di motivazione ad agire), ruminazione, disturbi nell’addormentarsi, difficoltà di concentrazione, pensieri negativi, bassa autostima, tendenza alla dipendenza dagli altri, ecc.

L'esperienza della disoccupazione può provocare anche comportamenti di aperto rifiuto e non accettazione, alimentando atteggiamenti di ostilità e di aggressività: in certi casi si tratta di una strategia più o meno consapevole per “distogliere da sé” il sospetto di essere responsabile della situazione, in altri casi si tratta della razionale attribuzione ad altri (le persone più vicine e significative, le organizzazioni con cui si è in rapporto, le istituzioni di governo e tutela) della causa della disoccupazione e quindi delle conseguenze negative che si stanno sperimentando.
Si tratta di due atteggiamenti opposti: l'uno internalizzante, tipico di colui che attribuisce a se stesso qualsiasi responsabilità legata alla perdita di lavoro (non sono capace, non mi sono fatto valere e rispettare, se avessi agito in questo modo...ecc), l'altro esternalizzante, di chi sposta esclusivamente fuori di sé la responsabilità dell'accaduto. Entrambi questi approcci estremizzati appaiono riduttivi e forieri di circoli viziosi: il primo conduce alla paralisi per senso di colpa e per senso di impotenza, il secondo alla dipendenza.

La crisi economica e lavorativa sembra travolga coloro che, identificandosi con il ruolo lavorativo ricoperto, rinunciano alla possibilità di governare la mente, i pensieri ed hanno “abbracciato” un pensiero negativo, colorato di pessimismo e di distruttività. Ma l’uomo nasce unico e libero, con la possibilità di trasformare i pensieri e le idee e la realtà stessa. Ogni cambiamento suggerisce di modificare l'idea di noi stessi e dell'ambiente, combatte i pensieri negativi proprio per trovare soluzioni costruttive per la salute.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità, nella carta di Ottawa, recita “Un altro aspetto fondamentale della promozione della salute è il riconoscimento della soggettività, ovvero che il modo di percepire la realtà da parte del soggetto influisce sul suo stato di salute” sottolineando che ciascuno di noi può avere parte attiva nella promozione del proprio e dell'altrui benessere.

Nel processo di interazione fra l'individuo e l'ambiente, secondo Crepet (Crepet P., 1990), esistono alcuni aspetti che legano i fattori ambientali alle diverse condizioni della salute mentale nelle persone disoccupate. Fra queste la possibilità di controllare la situazione, la possibilità di utilizzare le proprie abilità/capacità e l'opportunità di contatti interpersonali. La presenza di questi fattori inibisce il degrado della condizione psichica della persona disoccupata.

Nascita del progetto

All’interno di questo quadro, ambientale e personale, si inserisce il progetto -promosso dall'ASL della provincia di Bergamo- di apertura di uno spazio per il supporto psicologico offerto a disoccupati ed imprenditori presso il Consultorio ASL di Zanica.
Dopo aver incontrato i rappresentanti sindacali di CGIL, CISL e UIL, il referente della Caritas di Bergamo ed i referenti per il “disagio adulto” del territorio del distretto di Dalmine, aver verificato l'esistenza di un importante malessere psicologico legato alla perdita del lavoro, l'idea iniziale di offrire un “sostegno” si orienta verso l'apertura concreta di un ambulatorio.

Il servizio di supporto psicologico viene attivato in via sperimentale nel territorio di Dalmine, ricco di industrie e vicino alla città. Presso il Consultorio ASL di Zanica, ogni mercoledì, previo appuntamento concordato telefonicamente con la psicologa, è possibile accedere al servizio..

Viene offerto un intervento psicologico per i lavoratori e gli imprenditori che hanno perso il lavoro o hanno dovuto concludere la propria attività lavorativa e che in conseguenza di ciò vivono momenti di ansia, di depressione, di disorientamento, di rabbia distruttiva e di cali dell'autostima.
L'intervento si propone di incidere su diverse dimensioni della personalità emotiva, cognitiva, motivazionale, attraverso un sostegno alla stima di sé, Si propone una riattivazione dei pensieri positivi capaci di mobilitare risorse per affrontare l'evento critico, una interruzione dei circoli viziosi che producono difficoltà relazionali.
Il presupposto teorico dell'intervento fa riferimento al fatto che le azioni sono la fase finale del pensiero, la sua materializzazione. E’ necessario quindi “entrare” nella nostra mente, dove abitano le immagini e le idee, per lottare contro i pensieri negativi che tendono ad alterare la serenità interiore. Le idee e convinzioni determinano la nostra vita, se i nostri pensieri sono ansiosi viviamo in modo ansioso, se sono collerici viviamo in collera, se la mente prova paura viviamo con paura. Ciò che differenzia gli animali dagli uomini è il pensiero, il tipo di pensiero, la capacità di autorappresentarci e di trascenderci, di prendere le distanze da noi stessi e vederci dall'esterno. E' un problema di relazione fra emozioni e pensieri, se il cuore è in collera anche i nostri pensieri lo sono, se il cuore è triste anche il pensiero lo è. In queste condizioni difficilmente accettiamo messaggi contrari alle nostre convinzioni, al nostro modo di pensare. Sono i pensieri che fanno muovere il nostro corpo, sono i pensieri che ci mandano in confusione. Quando siamo confusi e disorientati è perchè proviamo paura, bisogna guardare in faccia la paura ed affrontarla. Una strategia utile è quella di uscire da noi stessi e vederci “dal di fuori”, prendere le distanze dai pensieri e dalle emozioni negative ed osservarle senza identificarci con loro ( Valerio Albisetti “ Positivamente 2005”). Così come la vita ci insegna a non identificarci in modo assoluto nel ruolo che rivestiamo, sia esso quello dell’essere lavoratore, figlio, padre, madre, partner ecc. dobbiamo avere consapevolezza dei nostri pensieri e dei nostri stati d'animo. E’ necessario imparare a governare i pensieri e ad orientarli positivamente. Certo non è facile, i pensieri negativi sono sempre in agguato, ma se ritroviamo il “centro dentro di noi”, possiamo imparare ad allontanarli.
Quando siamo sopraffatti dalla paura e dai pensieri negativi, la consulenza di uno psicologo può aiutarci a trovare strategie che ci consentono di ritrovare il benessere e affrontare la realtà in modo nuovo e positivo.

L'ambulatorio psicologico

E' attivo dal mese di luglio e, ad oggi, si sono presentate alcune persone che a seguito della perdita del lavoro, presentano sintomi depressivi, tendenza alla dipendenza, rabbia che paralizza qualsiasi azione propositiva. Si tratta di persone tra i 45 e i 55 anni..
Il lavoro si propone di modificare l'approccio al problema, ovvero di portare il centro di una possibile soluzione all’interno del proprio pensiero, riconoscerne i limiti e iniziare ad agire. La richiesta di aiuto è già una dichiarazione di apertura, una disponibilità a rivisitare l'evento da un altro punto di vista, la possibilità di immaginarsi oltre la crisi.

L'accesso al servizio è gratuito e non è necessaria l'impegnativa del medico curante.
Per accedervi è sufficiente telefonare il mercoledì dalle ore 8.30 alle ore 12.30
al numero 035 42.45.546 e prenotare l'appuntamento con l'operatore.
E’ possibile lasciare il proprio recapito telefonico nella segreteria telefonica, un incaricato provvederà a richiamare.

Dott.ssa Nadia Zanoletti Psicologa presso il Consultorio familiare di Zanica di ASL Bergamo

In Valle Imagna e Valle Brembana
Servizio gratuito offerto da ASL Bergamo sino al 23 AGOSTO
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Sette i medici impegnati per oltre 1200 ore di servizio al fine di garantire la continuità assistenziale stagionale (guardia medica turistica) nelle maggiori località turistiche della Valle Imagna e Brembana. Tutti i nove comuni della Valle Imagna: Berbenno, Brumano, Corna Imagna, Costa valle Imagna, Fuipiano Valle Imagna, Locatello, Roncola, Rota d’Imagna e Sant’Omobono Terme e i cinque comuni della Valle Brembana: Piazza Brembana, Branzi, Piazzatorre, Serina e San Pellegrino potranno così contare sulla presenza della guardia medica, da 2 a 5 giorni la settimana sia al mattino sia al pomeriggio, negli ambulatori comunali. Il programma è stato stabilito di concerto tra il Distretto Sociosanitario della Valle Brembana e della Valle Imagna, diretto del dottor Pierluigi Capolino, le due comunità montane e i sindaci dei comuni turistici delle due valli. L’Asl di Bergamo anche per quest’anno ha messo a disposizione un servizio utile con accesso libero. Il servizio della guardia medica turistica sarà operativo sino al prossimo 23 agosto collaborando in sinergia con le altre strutture sanitarie già attive: l’attività ambulatoriale strutturata, i medici di assistenza primaria, i pediatri di famiglia ed il servizio di pediatria che al sabato pomeriggio è disponibile presso la Fondazione Rota di Almenno San Salvatore, oltre al 118 e agli ospedali di San Giovanni Bianco, Papa Giovanni XXIII di Bergamo ed il Policlinico San Pietro. “Ricordo inoltre che il servizio di guardia turistica strutturata è destinato ai turisti. La sinergia con gli amministratori comunali e la collaborazione condivisa con la Comunità Montana hanno contribuito al reclutamento, per tempo, di tutto il personale medico impegnato nel periodo estivo nello svolgimento delle funzioni di guardia turistica strutturata.” Ha commentato il dott. Pierluigi Capolino Direttore del Distretto Sociosanitario della Valle Brembana ed Imagna. Si ricorda inoltre che, nelle sedi di continuità assistenziale di Sant’Omobono Terme, Zogno e Piazza Brembana, è garantita l’attività ambulatoriale per lo svolgimento di visite ambulatoriali e le prescrizioni farmaceutiche per terapie non differibili, con accesso anche ai turisti presenti in Valle. Gli orari sono molto agevoli: sabato, domenica e festivi infrasettimanali dalle 8.30 alle 13 e dalle 13.30-19.30. Nei giorni prefestivi infrasettimanali (14/08/2013) dalle 10.30 alle 13 e dalle 13.30 alle 19.30. Inoltre, in caso di necessità per visite ambulatoriali o domiciliari ci si può rivolgere al medico di base e al pediatra di famiglia, operanti nel Distretto, pagando dunque le prestazioni, secondo il tariffario tariffe stabilito, che saranno rimborsate dall’Asl di residenza dell’assistito, previa presentazione della relative spese sostenute ed attestate con regolare fattura. “Alla luce delle criticità evidenziate lo scorso anno, abbiamo messo in campo soluzioni utili e fruibili dai cittadini che frequentano le nostre valli. Abbiamo guardato con un occhio di riguardo all’assistenza sanitaria, con particolare attenzione al Turismo.” ha concluso di dott. Giorgio Barbaglio Direttore Sanitario dell’ASL di Bergamo.

 

Dott.ssa Sabrina Damasconi

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Prevenzione a destinata alla popolazione tra i 50-59 anni
Da maggio la sperimentazione nel Distretto dell'Isola Bergamasca
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Dal 2013 l’ASL di Bergamo attiva, in via sperimentale, nel Distretto dell’Isola Bergamasca un programma di screening per le malattie cardiovascolari in collaborazione con i Medici di Assistenza Primaria.
Si tratta di un intervento di sanità pubblica, di prevenzione primaria, che si pone l’obiettivo principale di eliminare o ridurre i fattori comportamentali che aumentano il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari, nella popolazione di 50-59 anni.
Si intende intercettare la popolazione a rischio, in presenza o meno di condizioni predisponenti (età, iperglicemia, ipertensione), prima che la malattia si manifesti, migliorandone la qualità di vita e riducendo nel tempo i nuovi di casi di malattia.
Un ulteriore importante obiettivo del progetto è la promozione della salute: aumentando le conoscenze e la percezione del rischio da parte degli assistiti e rinforzando le motivazioni perché essi scelgano di adottare stili di vita sani.
Il progetto sarà avviato dal mese di maggio 2013 ed interesserà i residenti nel Distretto dell'Isola Bergamasca, sede di sperimentazione di questa attività di prevenzione primaria.
L'ASL contatterà con una lettera personalizzata le persone, che non hanno avuto alcun accesso a percorsi diagnostici per malattie cronico degenerative e che non hanno ricevuto alcuna valutazione del rischio cardiovascolare da parte dei propri Medici di Assistenza Primaria.
La lettera reca informazioni relative al progetto ed alle modalità di contatto con le sedi dell'ASL in cui ci si deve recare su appuntamento concordato con il personale sanitario in orario favorevole alle esigenze lavorative degli assistiti (sono previsti accessi dalle 17,30 alle 18,30 nei giorni feriali).
Gli assistiti presso gli ambulatori di Ponte San Pietro, Bonate Sotto e Calusco d'Adda saranno accolti da personale sanitario dell’ASL per essere sottoposti alle seguenti valutazioni: dosaggio glicemia, rilievo di peso corporeo, altezza, pressione arteriosa, circonferenza addome. Sarà, inoltre, somministrato un questionario per indagare i comportamenti o le abitudini (fumo di sigaretta, dieta non equilibrata, sedentarietà). Tutte queste informazioni consentiranno una stima del rischio cardiovascolare individuale, in base a parametri standardizzati di riferimento.
Qualora si evidenziassero delle situazioni a rischio, sarà consegnato del materiale informativo sulle iniziative offerte dall'ASL, per modificare lo stile di vita: corsi nutrizionali, “gruppi cammino”, corsi per smettere di fumare, percorsi di disassuefazione a dipendenze (alcool).
I Medici di Assistenza Primaria riceveranno copia delle relazioni, consegnate agli assistiti, per la presa in carico ed eventuale intervento di approfondimento diagnostico ed avvio al trattamento terapeutico.

D.ssa Laura Tessandri
Servizio Medicina Preventiva di Comunità - Centro Screening ASL Bergamo

Dal 2008 la campagna offerta attiva e gratuita del vaccino HPV è stata rivolta alle ragazze dagli 11 e 12 anni in modo uniforme in tutto il territorio italiano
Vaccino contro il Papilloma virus (HPV)
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Educazione sessuale alla salute con una semplice iniezione. Sarebbe questo il duplice effetto del vaccino contro il Papilloma virus (HPV) secondo uno studio dell’Università di Manchester pubblicato su British Journal of Cancer Otto. Dal 2008 la campagna offerta attiva e gratuita del vaccino HPV è stata rivolta alle ragazze dagli 11 e 12 anni in modo uniforme in tutto il territorio italiano.
Il virus HPV è caratterizzato da un’ampia variabilità genetica, per cui è possibile distinguerne diversi “tipi”. Ad oggi sono stati identificati più di 120 diversi tipi di HPV e circa 40 sono associati a infezioni dell’apparato genitale. Nella maggior parte dei casi (70-90%) l’infezione da HPV è autolimitante e transitoria, poiché il virus viene eliminato dalla risposta immunitaria attivata dall’organismo. Quando ciò non accade, però, la storia naturale dell’infezione evolve in infezione persistente e, in base al tipo di virus infettante, l’infezione può progredire in lesioni a carattere benigno o in lesioni precancerose e cancerose. In base al potenziale potere oncogeno dei diversi tipi di HPV, questi sono convenzionalmente classificati in due grandi gruppi: a basso rischio oncogeno (convenzionalmente denominati low-risk), e ad alto oncogeno (convenzionalmente denominati (high-risk). A questi macro gruppi si affiancano due piccoli gruppi definiti a probabile rischio oncogeno e a rischio indeterminato. I tipi di HPV a basso rischio sono responsabili dell’insorgenza di lesioni benigne quali i condilomi anogenitali; i tipi ad alto rischio, invece, sono associati al cancro della cervice uterina, oltre che al cancro del pene, della vulva, della vagina e dell’ano.

Gli HPV si contraggono mediante contatto diretto (sessuale, orale e cutaneo). È ormai ampiamente dimostrato che la prevalenza dell’infezione da HPV varia con l’età. Gran parte degli studi, infatti riportano una relazione di tipo inverso tra la prevalenza dell’infezione e l’età, soprattutto nei Paesi industrializzati. Il picco di prevalenza dell’infezione, infatti, è registrato nella popolazione di giovani donne sessualmente attive di età < 25 anni.

L’obiettivo del programma di vaccinazione è di prevenire le infezioni da HPV, le lesioni precancerose ed il carcinoma del collo dell’utero, che causa ogni anno in Italia circa 3.500 nuovi casi di malattia e 1.000 decessi ,con un ‘incidenza di 10 su 100.000 donne e una letalità dello 0.8 % in costante calo dopo l’introduzione dello screening (PAP - TEST ). Previenie anche altre forme tumorali a carico della vulva, della faringe e del cavo orale, dell'ano e del pene e dei condilomi genitali.
È necessario a oggi, per la tutela del benessere e della salute, che si abbiano delle informazioni pratiche e comprensibili riguardo uno dei temi che rientra nell’ambito delle malattie sessualmente trasmissibili e della prevenzione, affinché le ragazze possano sviluppare una sessualità serena e consapevole .
Non si può evitare che ci si ammali di cancro , ma ci si può comportare in modo di ridurre la probabilità che ciò accada .
Come ?
Con due semplici azioni : rapporti sessuali protetti (profilattico ) ed esecuzione periodica del PAP - TEST raccomandato ogni tre anni alle donne in età compresa tra i 25 e i 64 anni .
E’ un test indolore , gratuito , efficace e si può richiedere anche la giustificazione per l’assenza dal lavoro. Pertanto, è importante che le dodicenni vengano sottoposte alla vaccinazione anti - HPV e far si che acquisiscano successivamente la coscienza ,in età sessuale matura, di eseguire periodicamente il PAP-TEST finalizzato alla prevenzione delle lesioni pre-tumorali e/o tumorali anche molto piccole del collo dell’utero , che possono essere presenti in assenza di sintomi. La vaccinazione è facoltativa, raccomandata e gratuita per le ragazze dodicenni.
La Direzione dell’ASL di Bergamo, sensibile al problema, invita i genitori qualora lo ritenessero opportuno , a prendere contatto con il personale sanitario dei distretti di appartenenza per ulteriori approfondimenti sull’argomento.

Dr. Pierluigi Capolino
Medico
Direttore Distretto Socio Sanitario Valle Brembana e Valle Imagna

Contraccettivo sottocutaneo
Il contraccettivo sottocutaneo ormonale è disponibile presso i Consultori familiari ASL BERGAMO
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Dal mese di settembre, presso i Consultori ASL della Provincia di Bergamo, è disponibile il contraccettivo ormonale sottocutaneo per le donne che ne fanno richiesta dopo adeguata valutazione specialistica ginecologica.


Che cos’è?
E’ un contraccettivo sottocutaneo ormonale reversibile, ad azione protratta, contenente solo progestinico (etonogestrel 68 mg). Il dispositivo consiste in un bastoncino morbido, flessibile , radio-opaco, non biodegradabile della lunghezza di 4 cm e del diametro di 2mm, precaricato in un applicatore sterile e monouso.
Un singolo impianto è inserito per via sottocutanea e può essere lasciato in sito per 3 anni. L’impianto va rimosso non oltre i 3 anni dalla data di inserimento, ma la donna può richiederne la rimozione in qualunque momento.

Come agisce?
L’effetto contraccettivo è ottenuto principalmente per inibizione dell’ovulazione, mediante la soppressione del picco di LH. Oltre all’inibizione dell’ovulazione, provoca anche modificazioni del muco cervicale, aumentandone la viscosità e rendendo, in tal modo, più difficile il passaggio degli spermatozoi all’interno dell'utero.

Come si applica?
La donna che desidera questo metodo contraccettivo, si può recare presso un Consultorio familiare ASL , dove riceverà informazioni adeguate ed un’accurata valutazione specialistica ginecologica, con lo scopo di escludere controindicazioni all’uso. Dopo la visita, viene programmato il giorno dell’inserimento del dispositivo, che verrà fornito dallo stesso Consultorio.
Il contraccettivo viene inserito per via sottocutanea, appena sotto la pelle, nella zona più interna della parte superiore del braccio, previa anestesia locale da parte del Ginecologo ed in condizioni asettiche.

Controlli nel tempo
Circa tre mesi dopo l’inserimento, alla donna verrà consigliato un check-up medico con il Ginecologo del Consultorio, per valutare l’eventuale comparsa di effetti indesiderati. I successivi controlli, verranno adattati individualmente e guidati dal giudizio clinico.

Fiorenza Cartellà

 

 

Per ulteriori informazioni consultare il sito internet ASL Bergamo pagina Consultori 

al seguente link: http://www.asl.bergamo.it/servizi/Menu/dinamica.aspx?idArea=16891&idCat=17327&ID=17327&TipoElemento=categoria

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