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dal Dipartimento Dipendenze
“Life skills training program”
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Sappiamo come sia importante, anche per quanto riguarda la prevenzione delle dipendenze, fare riferimento alla grande mole di studi e ricerche presenti nella letteratura scientifica, che hanno ampiamente dimostrato quali siano gli interventi efficaci e quali invece quelli inefficaci in ambito preventivo.
La letteratura scientifica, per esempio, ha evidenziato come sia di fondamentale importanza, al fine di prevenire situazioni di dipendenza, sviluppare quelli che vengono chiamati “fattori protettivi”; fra questi si comprendono anche le abilità personali dell’individuo, che è importante sostenere e rinforzare fin dai primi anni di vita.

“Life skills” a scuola
Da due anni la nostra ASL sta proponendo alle scuole della provincia due progetti, promossi e sostenuti da Regione Lombardia, che si pongono come obiettivo proprio quello di sviluppare quelle capacità personali degli studenti che hanno mostrato di avere un’importante funzione protettiva in relazione alle dipendenze e ad altri comportamenti a rischio..
Si tratta dei progetti “Life skills training program” (per brevità “LST”) rivolto a tutto il ciclo della scuola secondaria di primo grado e di “UNPLUGGED” rivolto invece al biennio sella scuola secondaria di secondo grado.
I due progetti hanno caratteristiche molto simili:
• sono entrambi programmi validati, cioè sottoposti a studi di valutazione, che ne hanno dimostrato la capacità di raggiungere gli obiettivi prefissati e di svolgere una reale ed efficace azione preventiva;
• attribuiscono un ruolo fondamentale ai docenti di classe e puntano sulla formazione degli insegnanti per addestrarli a realizzare, durante le ore di lezione, le attività previste dal programma per gli studenti;
• si propongono di sviluppare le capacità e le abilità di vita degli studenti quali per esempio: la buona conoscenza di sé; il senso critico; le capacità di comunicare, prendere decisioni, resistere alle pressione del gruppo e dei messaggi pubblicitari; la capacità di risolvere i conflitti e di riconoscere e gestire le emozioni;
• le attività realizzate e i risultati ottenuti vengono monitorati attraverso un piano di valutazione degli esiti coordinato a livello regionale;
• sono gestiti in stretta collaborazione con l’Ufficio Scolastico Territoriale;
• sono a costo zero per le scuole poiché realizzati interamente da operatori ASL, con materiali forniti da Regione Lombardia.

All’atto pratico, la realizzazione di entrambi i programmi prevede che operatori ASL, precedentemente formati all’applicazione del programma, realizzino due giornate formative con gli insegnanti delle classi prime delle scuole coinvolte, per addestrarli a realizzare gli interventi previsti dal programma stesso e all’utilizzo dei materiali necessari alla sua realizzazione.
Saranno poi i docenti così formati a realizzare le attività previste dal programma per gli studenti, supportati da incontri di accompagnamento degli operatori ASL.
UNPLUGGED prevede la realizzazione di 12 unità con gli studenti, ad opera dei docenti di classe.
LST prevede la realizzazione di 12 unità (più 3 opzionali) per le classi prime e, per le classi che hanno realizzato tutte le unità previste, la prosecuzione nel secondo e nel terzo anno con la realizzazione rispettivamente di 10 e 9 unità. Nell’anno scolastico 2012–’13, i due programmi, che proseguiranno anche per il prossimo anno, hanno coinvolto complessivamente 268 docenti e raggiunto più di 5000 studenti. Il dettaglio delle attività realizzate è specificato nella tabella seguente.

    Attività LST – UNPLUGGED anno scolastico 2012 -13             

 

LST

UNPLUGGED

TOTALE

 

 

LST 1 anno

LST 2 anno

Tot. LST

N° corsi x docenti

6

3

9

3

12

N° scuole coinvolte

33

16

33

16

49

N° classi coinvolte

90

33

123

97

220

N° docenti formati

137

33

170

98

268

N° studenti raggiunti

2250 (ca.)

737

3000 (ca.)

2223

5200 (ca.)

Va ricordato che oltre alla realizzazione dei due progetti regionali, il Dipartimento delle Dipendenze, in raccordo con l’Ufficio Scolastico Territoriale, ha portato avanti anche un proprio progetto, denominato “Giovani Spiriti”, che ha visto il coinvolgimento di ulteriori 100 docenti e che ha raggiunto più di 2600 studenti.
Anche Giovani Spiriti verrà riproposto alle scuole per il prossimo anno scolastico, dopo la revisione in corso, finalizzata a migliorare il progetto e a definire un piano di valutazione dei risultati più rigoroso rispetto all’attuale.

La valutazione dei risultati
Ciò che mi preme qui evidenziare, sono i risultati emersi dalla valutazione di efficacia dei progetti regionali e in particolare di LST che, da questo punto di vista, può essere preso come un modello particolarmente significativo per il suo piano di valutazione degli esiti particolarmente rigoroso.
Per questo motivo saranno qui brevemente descritti i risultati della valutazione di esito di LST, che è stata realizzata somministrando un questionario agli studenti, prima e dopo la realizzazione delle attività previste dal programma e confrontando tali risultati con quelli ottenuti dalla somministrazione dello stesso questionario ad un gruppo di controllo, composto da studenti che non avevano partecipato al programma..
Il questionario andava ad indagare le principali aree su cui LST si propone di ottenere dei cambiamenti positivi: le abilità personali e sociali, le capacità di resistenza sociale le intenzioni e il comportamento rispetto al consumo di sostanze.

Ad oggi sono disponibili i risultati relativi al primo anno di attivazione del programma (a.s. 2011-12). Si tratta necessariamente di una valutazione ancora parziale perché riferita solo al primo anno di implementazione di un progetto triennale, ma i cui dati si sono rivelati particolarmente significativi e promettenti anche per il nostro contesto.
Tali dati evidenziano come LST appaia effettivamente in grado di incidere sulla propensione al consumo di sostanze. Infatti, i risultati della valutazione evidenziano che.
• LST sembra:in grado di compensare l’aumento del consumo di tabacco e delle ubriacature al crescere dell’età: se nel gruppo di controllo la propensione al consumo tende ad aumentare con il passare del tempo, questo non avviene negli studenti che hanno partecipato a LST;
• se tutti gli studenti hanno un atteggiamento negativo nei confronti tabacco, alcol e cannabis; il gruppo LST dichiara atteggiamenti ancora più negativi;
• dopo aver partecipato al progetto gli studenti percepiscono una minor diffusione del consumo di sostanze tra gli adulti. L’abbassamento è particolarmente evidente per il tabacco e l’alcol;
• il gruppo di controllo dichiara una difficoltà crescente nel rifiutare sostanze qualora vengano offerte. Il gruppo LST rimane costante nel tempo;
• il gruppo LST dimostra di avere più consapevolezza (8% di incremento) circa i miti, la diffusione e gli effetti delle sostanze.
Il progetto si è anche mostrato in grado di migliorare alcune delle abilità di vita, evidenziando anche su questo piano delle differenze significative tra il gruppo di studenti che hanno partecipato a LST e il gruppo di controllo:
• gli studenti LST hanno dimostrato una maggiore consapevolezza su alcune abilità personali;
• la percezione di sentimenti negativi, che aumenta al crescere dell’età per gli studenti del gruppo di controllo, rimane invece costante per il gruppo LST;
• gli studenti LST utilizzano più frequentemente degli studenti di controllo le tecniche per la gestione dell’ansia;
• la capacità assertive aumentano in maniera significativa nel gruppo LST rispetto al gruppo di controllo;

I cambiamenti significativi non riguardano solo gli studenti, ma anche i docenti. Infatti, al termine dell’anno, i docenti che hanno partecipato al programma:
• danno più importanza sia ai loro compiti didattici, sia ai loro compiti educativi;
• si sentono più efficaci sia nella loro attività individuale sia come corpo docenti;
• si sentono più capaci di occuparsi della promozione della salute dei loro studenti, in modo particolare rispetto alla prevenzione dell’uso di sostanze.
Inoltre, come per gli studenti, si modificano le rappresentazioni relative alla diffusione delle sostanze e gli insegnanti, più realisticamente, considerano il consumo di sostanze meno diffuso rispetto a quanto pensavano prima.
Gli insegnanti che hanno realizzato il programma infine, sono generalmente concordi nell’affermare che LST ha consentito un miglioramento significativo del clima di classe e delle relazioni con gli studenti.

Concludendo, possiamo dire che, pur con alcune criticità da verificare nei prossimi anni, il programma si sta effettivamente dimostrando in grado di produrre cambiamenti significativi in relazione agli obiettivi che si pone sia per gli studenti, sia per i docenti.
In particolare, già a distanza di un anno, sembra in grado di ritardare il consumo di sostanze negli studenti; mentre, le attività proposte hanno effettivamente permesso agli studenti di incrementare le loro abilità.
Oltre a ciò, la capacità di LST di migliorare il clima relazionale di classe e il livello delle relazioni tra docenti e studenti e quindi di promuovere “lo star bene scuola”, lo rendono un progetto assolutamente in linea ed integrabile con le strategie sostenute dalla rete delle scuole che promuovono salute.


Luca Biffi – Dipartimento Dipendenze - Servizio Prevenzione e interventi di prossimità ASL Bergamo

Tra preadolescenza ed adolescenza
Azioni indispendabili: diagnosi ed intervento precoce
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Identità e compiti evolutivi
I comportamenti di consumo e le condotte rischiose per la salute psicofisica e sociale hanno il loro esordio durante la preadolescenza e l’adolescenza ed è all’ interno della complessa vicenda adolescenziale che assumono significato. Il processo adolescenziale inizia con l’ingresso nella pubertà ed ha come esito finale l’acquisizione di una identità adulta. L’identità è quel processo attraverso cui l’individuo è in grado di assumere su di sé funzioni di protezione, sostegno, regolazione emozionale, adattamento, responsabilità originariamente svolte dalle figure di attaccamento primarie. Nei soggetti che sviluppano una patologia di dipendenza queste funzioni vengono assolte dalla sostanza. L’acquisizione dell’identità avviene attraverso la realizzazione di compiti di sviluppo che riguardano principalmente il processo di individuazione con l’ acquisizione di un modo autonomo di pensare, essere, approcciare ed interpretare la realtà; la separazione dai genitori con la costruzione di legami significativi al di fuori del contesto famigliare e l’elaborazione di un modo di pensare e di sentire le vicende della vita in modo anche differente da loro; la costruzione della propria identità come soggetto sociale.
L’adolescente si trova a realizzare questi compiti di sviluppo ineludibili in una situazione di vulnerabilità (egli non sa ancora esattamente chi è e come si fa) che lo espone a situazioni di disagio, di ansia e preoccupazione circa la propria capacità e possibilità di diventare un adulto autonomo e separato.
La percezione di essere in ritardo rispetto ai suoi occhi, a quelli degli adulti e dei coetanei nella realizzazione dei compiti di sviluppo procura all’adolescente disagio che egli fatica a reggere in quanto non è ancora in grado di riconoscerlo, di collegarlo alla situazione che lo ha generato e non possiede ancora gli strumenti “del mestiere” per elaborarlo ed affrontarlo. E’ all’interno di questa esperienza affettiva che assumono significato le condotte rischiose del consumo e spaccio con funzione di protesi a sostegno della crescita.

Le condotte di consumo e intorno al consumo: le funzioni di sostegno alla crescita
Le condotte di consumo sono fenomeni diffusi intrecciati alla normalità della vicenda adolescenziale che nella maggior parte di casi evolvono naturalmente con l’evolvere dell’adolescenza. Fattori cognitivi quali un atteggiamento favorevole al consumo, una sottovalutazione dei rischi, una sopravvalutazione delle proprie capacità di controllo, una normalizzazione del fenomeno (lo fanno tutti quindi è normale) e fattori affettivi legati alle profonde e complesse trasformazioni che caratterizzano questa età della vita danno significato ai comportamenti di iniziazione e stabilizzazione del consumo. Le funzioni di sostegno alla crescita riscontrate nel lavoro clinico con gli adolescenti e le loro famiglie riguardano prevalentemente: la trasgressione finalizzata ad affermare la propria autonomia e a facilitare il processo di individuazione e separazione dai genitori; l ’ appartenenza al gruppo che conferisce identità gruppale e protegge da esperienze di esclusione e di solitudine; la regolazione delle emozioni sia negative che positive (rabbia, tristezza, gioia); il recupero dell’autostima attraverso Il miglioramento dell’immagine di sé, delle proprie performance relazionali e sociali;Il fronteggiamento di eventi critici legati all’individuo ed al suo ciclo di vita (es. lutti, separazioni) .
Quando giunge all’attenzione dei genitori e degli adulti il consumo o lo spaccio possono rappresentare una modalità per attivare la loro attenzione e per chiedere indirettamente il loro aiuto. Per un adolescente è difficile chiedere aiuto in modo esplicito nel momento in cui è più intenso il desiderio di apparire forte e capace, di dimostrare di potercela fare da solo.


Fattori rischio e fattori protettivi
Lo sviluppo dei comportamenti di consumo in patologie da dipendenza riguarda una minoranza degli adolescenti, la maggior parte di essi transita dall’adolescenza all’età adulta senza mettere a repentaglio in modo più o meno grave il proprio benessere psicofisico e sociale.
Il motivo per cui un ragazzo finisce per sviluppare un quadro psicopatologico ed uno no non risiede solamente in quel ragazzo ma può risultare dall’ampia interazione di molteplici fattori di rischio e di fattori protettivi.
I fattori rischio possono essere definiti come quelle condizioni la cui presenza, per numero, intensità e durata, è associata ad una maggiore probabilità di sviluppare un comportamento disadattivo.
I fattori di protezione sono quelle variabili che possono aiutare le persone a fronteggiare efficacemente situazioni avverse potenzialmente rischiose e contrastano il peso dei fattori rischio. Alcuni fattori rischio a livello di individuo sono:il basso livello di autostima, l’eccessiva timidezza ed inibizione, l’eccessiva impulsività, la presenza di eventi della vita particolarmente stressanti e critici (morte di un genitore, abuso e violenza sessuale, ecc.), L’ età precoce di iniziazione ed il sesso maschile possono costituire ulteriori fattori di rischio. Tra i fattori protettivi riscontriamo: le abilità comunicative relazionali e di comprensione, una sufficiente autostima, la capacità di affrontare i problemi, modalità di pensiero flessibili, la resilienza come capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici e di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà. Tali competenze vengono acquisite ed addestrate dentro il contesto famigliare, nel gruppo dei pari, nel contesto sociale. A livello famigliare alcuni fattori rischio comprendono il comportamento di abuso di sostanze da parte dei genitori, un ambiente famigliare conflittuale e carente sul piano educativo, Nell’educazione c’è uno squilibrio tra gli aspetti di accudimento, protezione e contenimento relativi all’area materna e gli aspetti normativi, di assunzione di competenze e responsabilità relativi all’area paterna. Tra i fattori protettivi a livello famigliare riscontriamo una genitorialità efficace, attenta, supportiva con ruoli e aspettative chiari; gli aspetti educativi paterni e materni sono equilibrati ai bisogni espressi dall’adolescente in relazione al suo processo evolutivo . A livello di comunità quelle caratterizzate da comportamenti e regole spesso implicite che tollerano o promuovono l’uso di sostanze, comunità con presenza di alta criminalità e caratterizzate da deprivazione culturale costituiscono un fattore di rischio. Comunità attente all’educazione dei giovani che promuovono iniziative finalizzate ad avvicinarli, ad ascoltarli, a coinvolgerli, a farli sentire soggetti attivi costituiscono importanti fattori protettivi.

Intervento precoce: i SerT in prima linea
La diagnosi e l’intervento precoce sulle situazioni a rischio, finalizzati a contrastare i fattori rischio e potenziare i fattori protettivi, diventano azioni indispensabili per contrastare l’evoluzione delle condotte rischiose in patologie del comportamento tra cui quelle legate alle condotte di consumo di sostanze. Queste situazioni possono essere intercettate dagli adulti (insegnanti educatori a vario titolo, operatori sanitari o sociali) attraverso il contatto, l’ ascolto degli adolescenti nei luoghi dove vivono, studiano, lavorano, si divertono. Con questa consapevolezza i SerT hanno strutturato un’offerta mirata nei confronti di adolescenti, loro familiari e/o educatori che va dall’ascolto e consulenza, alla valutazione precoce della situazione, finalizzata all’individuazione precoce di fattori di rischio o patologici (abuso o dipendenza o altri disturbi), all’orientamento e accompagnamento ai servizi della rete territoriale, al supporto educativo e psicologico, al trattamento nei casi con diagnosi di abuso o dipendenza, all’invio ad altri Servizi sanitari o socio-sanitari, se necessario.
L’accesso e questo tipo di offerta è rivolta, come si diceva, all’adolescente, a genitori/familiari e a educatori che hanno a che fare con adolescenti a rischio di condotte di abuso o dipendenza da sostanze e non.

Ci si può rivolgere ai SerT per:
- Ricevere informazioni
- Avere una consulenza
- Avere un supporto ed un orientamento
- Essere aiutati ad affrontare i problemi

L’accesso ai SerT è diretto (non serve l’impegnativa del medico o di qualche specialista).
E’ possibile richiedere un appuntamento in qualsiasi fascia oraria, anche in orario tardo pomeridiano/serale.
I servizi si avvalgono nelle attività di informazione , consulenza, supporto ed orientamento della competenza di operatori specificamente formati su l’area adolescenziale e giovanile. Tra gli interveti strutturati rivolti a questa fascia di età vi sono anche gruppi educativo – informativi a cadenza settimanale, rivolti, in maniera mirata, ad adolescenti e a genitori

Si riportano di seguito i recapiti dei SerT presenti in provincia

SerT

Indirizzo

Telefono

e-mail

BERGAMO

via Borgo Palazzo, 130  Bergamo

035 2270374

sertbergamo@asl.bergamo.it

 

GAZZANIGA

via  Manzoni, 98   Gazzaniga

035 712935

sertgazzaniga@asl.bergamo.it

 

LOVERE

piazza Bonomelli, 8 Lovere

035 4349639

 

sertlovere@asl.bergamo.it

MARTINENGO

piazza Maggiore, 11 Martinengo

0363 987202

 

sertmartinengo@asl.bergamo.it

PONTE SAN PIETRO

via Adda, 18/A Ponte San Pietro

035 4156262

sertpontespietro@asl.bergamo.it

TREVIGLIO

via XXV Aprile, 6 Treviglio

0363 47725

serttreviglio@asl.bergamo.it

 

I SerT e l’intervento precoce nell’area della Prevenzione
Sempre in quest’ambito, i SerT svolgo anche un’importante attività sul piano preventivo, in collaborazione con le agenzie educative del territorio (es. Scuole), promuovendo e attuando interventi mirati a sostenere e a sviluppare quelle abilità sociali (life skill) necessarie ad incrementare i fattori protettivi e a ridurre i fattori di rischio che possono favorire lo sviluppo di condotte d’abuso o di dipendenza.
Questo aspetto sarà oggetto di un articolo ad hoc che verrà pubblicato nei successivi numeri di ASL In- Forma.

Per ulteriori informazioni consultare la pagina Dipartimento Dipendenze ASL Bergamo


Dott.ssa Annamaria Benaglio Psicologa - Psicoterapeuta SERT Bergamo  ASL Bergamo tel. 035.2270402
 

6 Giugno 2013: serata dedicata al grande risultato raggiunto da ASL Bergamo
Un passo importante per la programmazione sanitaria in provincia di Bergamo
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In data 21 marzo 2013 è avvenuto, nel corso del XVII Congresso annuale dell’AIRTUM (Associazione Italiana Registri Tumori) in svolgimento a Bolzano, un prestigioso riconoscimento per l’ASL di Bergamo. Il Registro Tumori dell’ASL è stato infatti ufficialmente accreditato a livello nazionale, alla conclusione di un rigoroso e severo processo di valutazione scientifica, condotto da una specifica Commissione nazionale di verifica istituita presso l'AIRTUM, associazione che coordina le attività dei Registri Tumori in Italia ed è collegata alle corrispondenti associazioni di altri paesi a livello europeo e mondiale, quali l'International Association of Cancer Registries, l'ENCR (European Network of Cancer Registries), ed il Groupe pour l'Epidémiologie et l'Enregistrement du cancer dans les Pays de Langue Latine.

Il processo che ha portato all' accreditamento del Registro avviene attraverso un iter particolarmente severo e rigoroso di controllo della qualità, in quanto è condizione indispensabile che i Registri accreditati abbiano i necessari requisiti scientifici e strutturali per produrre dati obiettivi in termini di qualità della rilevazione, tempestività nell'offerta e progressivo arricchimento delle informazioni disponibili.


Il risultato raggiunto, di basilare importanza per il completamento del quadro epidemiologico provinciale e regionale in campo oncologico, pone il Registro Tumori di Bergamo come autorevole fonte di informazioni per i clinici e per i decisori pubblici. Infatti, attraverso il confronto con i dati epidemiologici riguardanti i tumori nelle diverse aree geografiche del Paese, è possibile sorvegliare e valutare la patologia oncologica in termini di mortalità, incidenza e sopravvivenza, studiarne l'andamento temporale e geografico, comparando i risultati così ottenuti con quelli osservati a livello internazionale. Permette inoltre di avere un quadro preciso del carico che la patologia oncologica rappresenta per il Servizio Sanitario, migliorando in fase programmatoria l’appropriatezza di allocazione delle risorse necessarie.
Il significativo obiettivo raggiunto rappresenta un punto di partenza per dimostrare quanto siano rilevanti in sanità pubblica, ma più in generale per la programmazione e per la gestione della salute, l'osservazione e la conoscenza, lo studio e la ricerca applicata.
In un sistema di rete oncologica metodologicamente e tecnologicamente aggiornata, quale quella rappresentata dalla strutture della sanità lombarda, l'opportunità di un grande progetto di sanità pubblica come quello della prevenzione dei tumori, attraverso gli screening e la prevenzione primaria , oltrechè sul versante del miglioramento diagnostico e terapeutico, non può fare a meno di un'attività continua di monitoraggio e di rilevazione, come quello rappresentato dal Registro Tumori.
A tal proposito, il Registro dell’ASL è già pienamente operativo anche per la valutazione dei processi e degli esiti dei programmi di screening già avviati in ambito aziendale e interaziendale, quali quelli per la prevenzione dei tumori della cervice uterina e del colon retto.
Sono inoltre già stati intrapresi numerosi progetti nell’ambito della Rete Interregionale dei Registri Tumori (Rete “Oss.e.r.va.”-OSServatori Epidemiologici e Registri tumori per la Valutazione), primo tra i quali il progetto di valutazione di indicatori di esito dei percorsi diagnostico-terapeutici per le principali cause tumorali.
Particolare significato, nel raggiungimento di questo risultato, hanno rivestito, in questi anni, le strette collaborazioni sviluppate con il DIPO (Dipartimento Interaziendale Provinciale Oncologico) ed i Servizi di Anatomia Patologica delle strutture erogatrici del territorio provinciale.

Un particolare e sentito riconoscimento deve inoltre andare alla LILT (Lega Italiana per la Lotta ai Tumori) di Bergamo ed ai Rotary Club della provincia di Bergamo, per aver generosamente sostenuto, attraverso l’istituzione di borse di studio, la crescita del Registro Tumori ASL.

Il Registro Tumori è diretto dal Dr Giuseppe Sampietro, ed è strutturato nell'ambito del Servizio Epidemiologico Aziendale-Dipartimento PAC, diretto dal Dr Alberto Zucchi, in staff alla Direzione Generale. Nello staff del Registro operano le Assistenti Sanitarie Luisa Giavazzi, Silvia Ghisleni, Andreina Zanchi.

Dr. Alberto Zucchi - Responsabile Servizio Epidemiologico Aziendale ASL Bergamo

L'Asl avvicina i giovani alla prevenzione e promozione alla salute
18 maggio 2013
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Giovani Spiriti è un progetto di prevenzione primaria (universale) dell’uso di sostanze legali e illegali rivolto a adolescenti del terzo anno della scuola media e dei primi due anni delle superiori promosso dal Dipartimento delle Dipendenze dell’ASL e dall’ Ufficio Scolastico Territoriale, con la collaborazione della compagnia teatrale La Pulce.
Partecipa al progetto l’Assessorato alle politiche giovanili del Comune di Bergamo e vi collaborano lo spazio giovanile Edonè di Redona e l’Associazione genitori Atena.
Il progetto prende il nome dallo spettacolo teatrale della Compagnia La Pulce, che da diversi anni propone alle scuole di tutta Italia il proprio spettacolo sull’alcol
1. si rivolge a ragazze e ragazzi nella fase di un passaggio generazionale molto ricca di potenzialità ma anche di rischi
2. coinvolge i diversi attori della vita scolastica: studenti, insegnanti e genitori
3. utilizza riferimenti teorici e metodologie di lavoro coerenti con le linee guida e le buone prassi per una prevenzione efficace

Nell’anno scolastico in corso (2012-2013) sono stati coinvolti: 14 istituti superiori, 9 scuole medie, 106 classi per un totale di 2583 studenti e 100 insegnanti
Il progetto si è sviluppato in 7 fasi nel corso dell’anno e si concluderà il 18 maggio con la festa analcolica
1. Formazione insegnanti (gennaio)
2. Lavoro in classe con gli studenti (febbraio-aprile)
3. Sviluppo del concorso Giovani Spiriti (febbraio aprile)
4. Spettacolo e serate i genitori (marzo)
5. Spettacolo e dibattito con le classi (febbraio-maggio)
6. Festa conclusiva per gli studenti con premiazioni concorso e mostra dei prodotti (maggio)
7. Verifica per studenti e insegnanti (maggio-giugno

Dopo la fase di formazione dei docenti il percorso si è spostato nelle classi dove gli studenti, con i propri docenti, hanno lavorato su diverse tematiche:
• corretta informazione ed educazione normativa
• alcol-sostanze e guida,
• lo sviluppo delle capacità critiche nei confronti della pubblicità sugli alcolici
• le capacità di resistere alle pressioni dei pari
• lo sviluppo dell’assertività personale

La metodologia di lavoro pone una forte attenzione al metodo di lavoro che considera centrali il coinvolgimento degli studenti, la loro attivazione, la circolarità delle relazioni, il non giudizio.

In alcune classi sono stati realizzati prodotti artistici legati al “concorso Giovani Spiriti” che aveva come tema la prevenzione dell’uso di sostanze e la promozione di messaggi per la salute.



Con i genitori dei ragazzi coinvolti sono state organizzate due iniziative:
la visione dello spettacolo Giovani Spiriti allo Spazio Polaresco il 15 marzo, a cui hanno partecipato circa 200 persone. Lo spettacolo, realizzato dalla Compagnia La Pulce, sempre molto apprezzato e coinvolgente, è stato seguito da un dibattito fra il pubblico e gli esperti del Dipartimento Dipendenze.
La settimana successiva, si sono svolte in 4 sedi diverse, le serate di approfondimento sulle tematiche dei consumi e della prevenzione.
Gli Istituti Romero di Albino, Comprensivo di Trescore, Comprensivo di Seriate e ancora lo Spazio Polaresco sono stati teatro di questi incontri che hanno visto la partecipazione di oltre 100 genitori decisamente interessati e sensibili all’argomento. Alla conduzione ancora gli operatori del Dipartimento Dipendenze.

Nel corso dei mesi di aprile e maggio lo spettacolo teatrale è stato approntato per tutti gli studenti coinvolti in 6 edizioni a Bergamo e 2 ad Alzano. Allo spettacolo è sempre seguito il dibattito con gli operatori del dipartimento delle dipendenze.
L’evento finale sarà la festa analcolica Giovani Spiriti del 18 Maggio dalle 17 alle 20, allo spazio giovanile Edonè di Redona dove:
• sono invitati tutti gli studenti (ed insegnanti) coinvolti nel progetto Giovani Spiriti 2013
• verrà allestita la mostra Giovani Spiriti con i prodotti del concorso,
• sarà possibile degustare creazioni analcoliche prodotte dalle scuole di ristorazione
• verranno premiati i vincitori del concorso Giovani Spiriti,
• si terrà una gara di cocktail analcolici fra scuole e classi,
• con intrattenimento musicale DJ set.

Emilio Maino, educatore professionale, US Prevenzione e interventi di prossimità ASL Bergamo
dott. Marco Riglietta, medico, direttore Dipartimento delle Dipendenze ASL Bergamo

18 APRILE 2013: Alcohol Prevention Day
Aprile 2013 mese della prevenzione alcologica
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Il 18 aprile è l’Alcohol Prevention Day, una giornata dedicata a promuovere la consapevolezza circa i rischi legati al consumo di alcol. L’iniziativa è promossa dall’Istituto Superiore di Sanità che per il 2013 porrà particolare attenzione sul rapporto: alcol e disabilità - alcol e guida - alcol e lavoro - alcol e gravidanza - alcol e assunzione di farmaci - alcol e malattie acute o croniche - alcol e giovani - alcol e dipendenza da sostanze - alcol e anziani.
L’evento coincide con la giornata "National Alcohol Screening Day (NASD)" e si colloca all’interno si un mese interamente dedicato all’attenzione alle tematiche alcol-correlate. Da circa dieci anni l’ASL di Bergamo, tramite il Dipartimento Dipendenze e su impulso dell’Istituto Superiore di Sanità, aderisce all’Alcohol Prevention Day organizzando e /o sostenendo nel mese di aprile una serie di iniziative finalizzate a mantenere alta l’attenzione, a sensibilizzare la popolazione adulta e giovanile sui rischi correlati al consumo di alcol (sanitari, sociali, legali ecc.).


 Il fenomeno
I dati messi a disposizione dall’Osservatorio delle Dipendenze dell'ASL di Bergamo relativamente ai consumi di bevande alcoliche nella popolazione generale – 15 –64 anni della provincia di Bergamo e nella popolazione scolastica 15-19 anni della provincia di Bergamo (rielaborazioni dati ESPAD-Italia®2011), evidenziano un quadro che ne vede un’ampia diffusione, con consumi tendenzialmente in calo negli ultimi dieci anni, ma che rimangono caratterizzati da un’età precoce di approccio e dalla diffusione di modelli di consumo “importati” dai paesi nord europei, con episodi di “binge drinking”, ossia abbuffate alcoliche in cui vengono assunte almeno 5 unità alcoliche in un’unica occasione, con i conseguenti rischi.
L’85% della popolazione adulta nella nostra provincia consuma alcol. L’età di “iniziazione” al bicchiere si è purtroppo abbassata: i ragazzini iniziano a consumare alcolici a 11 anni (età media). Si sta diffondendo in maniera esponenziale il fenomeno del “binge drinking”(perdita di controllo nel bere fino allo stordimento) nei fine settimana. Questa pericolosa tendenza comporta rischi acuti di danneggiamento delle cellule cerebrali, non solo nell’immediato ma anche in prospettiva. Oltre ai ragazzini desta sempre maggiore preoccupazione la fascia d’età che va dai 60 ai 65 anni: i cambiamenti di condizioni sociali ed economici dettati dal pensionamento portano molti soggetti, con già anni alle spalle di abitudine all’alcol, ad abusare di alcolici, mettendo in grave pericolo la propria salute.
In provincia di Bergamo, secondo i dati prodotti dall’Osservatorio delle Dipendenze (ESPAD-Italia®2011, che ha intervistato circa 1300 studenti di 15 -19 anni della provincia di Bergamo, evidenzia relativamente ai consumi di bevande alcoliche la situazione seguente:
• L’88,5% della popolazione studentesca provinciale ha assunto bevande alcoliche almeno una volta nella vita, in linea con le prevalenze regionali (89,5%) e nazionali (88,7%). L’81,8% degli studenti della provincia ha dichiarato di aver bevuto alcolici nel corso dell’ultimo anno e per l’8% circa dei ragazzi si è trattato di consumarne tutti i giorni (Lombardia =7%; Italia=6%);
• Il consumo di bevande alcoliche durante gli ultimi 12 mesi ha interessato l’84,5% dei maschi ed il 79,4% delle femmine, aumentando progressivamente al crescere dell’età: si passa dal 67,8% dei 15enni al 90,8% dei 19enni. Il passaggio dai 15 ai 16 anni si contraddistingue per un rilevante incremento delle quote di consumatori (dal 67,8% all’80,8%).
• Il consumo nell’anno di bevande alcoliche tra gli studenti della provincia non ha subito rilevanti variazioni nel corso degli ultimi sette anni (2005 – 2011); nel 2006 si registra la prevalenza d’uso più elevata del periodo considerato (87,6%), seguita da un lieve calo negli anni seguenti (81,8% nel 2011).
• Il 34,8% degli studenti ha riferito di aver praticato il binge drinking (assumere 5 o più volte bevande alcoliche in un’unica occasione) nel mese antecedente lo svolgimento dell’indagine. Al crescere dell’età si osserva un incremento delle prevalenze dei binge drinkers: a 15 anni riguarda il 22,4%, mentre a 19 il 39,6%. In tutte le fasce di età il binge drinking risulta più frequente nei maschi. Le prevalenze riferite alle studentesse bergamasche dai 16 ai 19 anni risultano tuttavia superiori a quelle delle coetanee italiane e lombarde.
• Tra i binge drinkers, il 61% dei maschi ed il 67% delle femmine ha praticato tale comportamento alcolico al massimo 2 volte nell’ultimo mese, mentre il 15% del collettivo maschile e il 9% del femminile lo ha praticato 6 o più volte (nell’ultimo mese).
(Fonte : Osservatorio Dipartimento delle Dipendenze 2011,i I consumi di sostanze psicoattive e altri comportamenti a rischio di dipendenza nella popolazione studentesca della provincia di Bergamo): www.asl.bergamo.it/dipartimentodipendenze
 In Italia, diverse indagini hanno evidenziato:
* la presenza di un modello di consumo che è per tradizione “moderato”, caratterizzato prevalentemente dal consumo di vino durante i pasti;
* la sostanziale stabilità della diffusione del consumo negli ultimi 10 anni, ma con incrementi significativi tra i giovani e in particolare tra le donne;
* una diffusione preoccupante del consumo di alcolici tra i ragazzi di 11-15 anni e una forte crescita del consumo di alcol fuori pasto tra gli adolescenti;
* la diffusione di modelli di uso di alcol tipici dei Paesi del Nord Europa, in particolare degli episodi di binge drinking;
* La parallela diffusione di comportamenti a rischio tra la popolazione anziana.
Dai dati disponibili emerge un quadro che vede un’ampia diffusione del consumo di bevande alcoliche in Europa e in Italia, con consumi per lo più stabili, ma con un aumento significativo tra i giovani e le donne.
Emergono dati preoccupanti rispetto all’età, precoce, di approccio al consumo di bevande alcoliche e alla progressiva diffusione di modelli di consumo “importati” dai paesi nord europei, in particolare degli episodi di ubriacatura (“binge drinking”) tra giovani e giovanissimi.
In questo quadro va posta molta attenzione, non solo al problema della dipendenza da alcol con tutte le problematiche che essa comporta, ma anche a questi nuovi atteggiamenti dei giovani, caratterizzati da un alta problematicità legata sia ai rischi per l’organismo – fino all’età di 16 -18 anni l’organismo non è generalmente in rado di metabolizzare l’alcol – sia per i comportamenti legati all’abuso spinto quali la guida in stato di ebbrezza.

Prevenzione: quali obiettivi
Per quanto riguarda le iniziative di prevenzione e informazione adottati per scongiurare i rischi alla sicurezza e alla salute dei cittadini italiani, gli obiettivi posti dal Piano nazionale sono:
• aumentare la consapevolezza del rischio connesso con il consumo delle bevande alcoliche nella popolazione generale e in alcune fasce di popolazione particolarmente esposte (anziani, giovani, donne), nonché il sostegno a favore delle politiche di salute pubblica finalizzate alla prevenzione del danno alcol correlato
• ridurre i consumi a rischio (e in particolare quelli eccedentari e al di fuori dei pasti) nella popolazione e in particolare nei giovani, nelle donne e nelle persone anziane
• ridurre la percentuale dei giovani minori di 18 anni che assumono bevande alcoliche, nonché l’età del primo contatto con le stesse
• ridurre il rischio di problemi alcol correlati che può verificarsi in una varietà di contesti quali la famiglia, il luogo di lavoro, la comunità o i locali dove si beve
• ridurre la diffusione e la gravità di danni alcol-correlati quali gli incidenti e gli episodi di violenza, gli abusi sui minori, la trascuratezza familiare e gli stati di crisi della famiglia.
• mettere a disposizione accessibili ed efficaci trattamenti per i soggetti con consumi a rischio o dannosi e per gli alcol dipendenti
• provvedere ad assicurare una migliore protezione dalle pressioni al bere per i bambini, i giovani e coloro che scelgono di astenersi dall’alcol.
Queste raccomandazioni sono state recepite dalle istituzioni, dai comuni , dagli ambiti e dall’associazionismo che hanno, anche nel nostro territorio, sviluppato azioni e progetti di prevenzione e promozione della salute.

Alcohol Prevention Day 2013
Diverse saranno le iniziative organizzate a livello territoriale direttamente dall’ASL o da Associazioni o Enti del Privato Sociale.
Programma e iniziative - Alcohol Prevention Day 2013
http://www.asl.bergamo.it/servizi/Menu/dinamica.aspx?idArea=21859&idCat=21859&ID=21859 
 Alcuni esempi di programmi di prevenzione alcologica realizzati in provincia di Bergamo
In relazione alla premessa relativa ai rischi associati al consumo di alcol si riportano alcuni esempi di programmi di prevenzione alcologica realizzati nella nostra provincia dal Dipartimento delle Dipendenze in collaborazione con altri Enti e associazioni: ARTWAY e GIOVANI SPIRITI

PROGETTO ART WAY

L’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Bergamo, in collaborazione con Ascom, Confesercenti e ASL di Bergamo, promuove la IX edizione di Artway, manifestazione che prevede all’interno di alcuni locali di Bergamo, la realizzazione di progetti che favoriscano stili di vita e di aggregazione consapevoli, al motto di “No alcol, sì party!”, in un’ottica di prevenzione al consumo di alcolici (riduzione dei consumi e sviluppo di comportamenti e stili di vita alternativi). Un atteggiamento che vuole mettere l’accento su questa tematica promuovendo politiche attive anziché diffondendo semplicemente messaggi preventivi.
Nel 2013 , il progetto, coinvolge 12 locali della città di Bergamo e il giovedì sera è la giornata dedicata ad Artway.
Rilevante per la buona riuscita delle azioni di prevenzione che in particolare i gestori dei locali siano adeguatamente formati sulle tematiche relative all’uso e abuso di alcol, ai consigli eventuali da fornire ai clienti in relazione a consumo, effetti, alcolemia, leggi sulla guida ecc.
Il Progetto ARTWAY prevede la formazione dei gestori e dei baristi sulle tematiche relative al consumo di alcol e ai suoi rischi, aspetti legislativi sul tema, pratiche alternative al consumo, elementi essenziali di conoscenza relativi all’aiuto a persone in difficoltà .
Le azioni di prevenzione per avere un’efficacia devono inoltre essere continuative e presenti stabilmente nel locale in modo da raggiungere tutti i clienti e permettere una modifica dei comportamenti e della cultura della salute attraverso una modifica degli stili di vita (alcol, tabacco, alimentazione, movimento).
La cooperazione tra enti preposti e associazioni di categoria è determinante per un corretto sviluppo di azioni reciproche e per una migliore condivisione di conoscenze, culture di riferimento e azioni reciproche.
E’ necessario dare sempre maggiore forza alla campagna di prevenzione e sensibilizzazione per contrastare questo fenomeno dalle dimensioni crescenti: Iniziative come “Artway”, nate dalla collaborazione tra le associazioni di categoria e l’ASL contribuiscono a promuovere con un linguaggio vicino ai giovani un consumo consapevole di alcolici e ad incentivare la scelta di drink e bevande analcoliche.
Da queste indicazioni è stato elaborato un Codice Etico del progetto ARTWAY che viene sottoscritto dai gestori dei locali che partecipano.

CARTA ETICA ARTWAY 

• Condividere tra gestore e lavoratori le azioni di prevenzione, così da rendere maggiormente efficaci i messaggi della campagna; gli operatori, inoltre, devono essere competenti per le eventuali consulenze e informazioni dei clienti.
• Promuovere i drinks e cocktails analcolici, distinguendoli anche sul listino, con un prezzo vantaggioso rispetto agli alcolici e attraverso forme accattivanti di pubblicizzazione.
• Curare la comunicazione, invitando alla degustazione dei drink analcolici e ad evitare l’uso di alcol per chi si mette alla guida, mediante messaggi chiari e ripetuti da parte dei dj e dei gruppi musicali.
• Non organizzare proposte e incentivi commerciali all’uso e abuso di alcol ( v. sconti cumulativi 3X2, regali di gadget, giochi alcolici, quote fisse per bere…) e disincentivando l’uso eccessivo e compulsivo degli alcolici.
• Esposizione ben visibile dei cartelli di divieto di somministrazione ai minori di 16 anni e delle tabelle alcolimetriche, già previste per legge.
• Richiedere un documento d’identità per il controllo dell’età ed esporre l’apposito cartello di divieto di servire alcolici ai giovani al di sotto dei 16 anni e non somministrare alcolici a coloro i quali siano in evidente stato di ebbrezza, come previsto dalla legge (art. 689-691 del Codice Penale).
• Dotazione di etilometro (v. “palloncino” o digitale) per permettere e favorire l’automisurazione dell’alcolemia, con disponibilità degli etilometri per i partecipanti.
• Distribuire pieghevoli informativi con le sanzioni previste dal Codice della Strada in merito alla guida in stato di ebbrezza e sotto effetto di sostanze stupefacenti (art. 186 , art.187 del Nuovo Codice della Strada).
• Condivisione delle azioni di prevenzione da parte dei gestori attraverso per esempio l’organizzazione di info-point, incentivazione della guida senza alcol ed eventualmente la promozione del “guidatore designato”, incentivo all’uso dell’etilometro per l’automisurazione (al di là della dotazione di legge), distribuzione di materiali informativi, attenzione nei messaggi e nelle pubblicità esposte e alle attività promozionali volte alla sensibilizzazione nei confronti dei clienti.
• Far crescere le competenze degli operatori addetti alla somministrazione sia sul tema dei rischi alcolcorrelati sia nelle criticità della relazione con i clienti attraverso specifici corsi formativi (contenuti: consumo di alcol e salute, alcolemia, problemi alcolcorrelati, normativa e conselling al cliente).

Al tal fine, nell’ambito di ARTWAY 2013, l’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Bergamo, in collaborazione con Ascom, Confesercenti e ASL di Bergamo promuove l’adesione di giovani barman ad un contest per la creazione di un cocktail analcolico ARTWAY.
Il bando è rivolto a ragazzi dai 16 ai 25 anni, di Bergamo e provincia, che abbiano svolto o stiano svolgendo percorsi di formazione per operatori di servizi nei bar o con esperienza lavorativa come barman. .
Verranno selezionati al massimo 8 soggetti che parteciperanno all’aperitivo ARTWAY il 17 maggio 2013 ore 19 presso la terrazza dell’Ostello di Monterosso.
Durante l’aperitivo i giovani barman prepareranno un cocktail analcolico ciascuno. Una giuria composta da alcuni titolari dei locali che hanno partecipato ad Artway 2013 e da rappresentanti delle associazioni di categoria valuterà i due cocktail migliori.
I due giovani barman vincitori potranno partecipare gratuitamente ad uno dei corsi organizzati da Ascom e Confesercenti.

DATE ARTWAY
Per informazioni sugli interventi di prevenzione del progetto date e appuntamenti :

http://www.giovani.bg.it/

http://www.giovani.bg.it/spazi-giovanili-bg/iniziative-cittadine-bg.html

SERT Bergamo: dr. Andrea Noventa Referente Area Prevenzione – SerT Bergamo – Gazzaniga - Lovere - Dipartimento delle Dipendenze ASL di Bergamo, Via Borgo Palazzo 130 - 24100 Bergamo. Tel. 0352270391- segr. 374 fax 372 cell. 3358180114 , e-mail: anoventa@asl.bergamo.it

DIPARTIMENTO DELLE DIPENDENZE
Area Prevenzione
Progetto “Giovani Spiriti” 2013
La prevenzione con gli adolescenti
Affinché le attività di prevenzione abbiano un effetto reale sul comportamento degli adolescenti, è opportuno intervenire il più precocemente possibile, prima che i comportamenti a rischio si stabilizzino. Nel caso delle sostanze psicoattive, inclusi alcol e tabacco, l’età adolescenziale è quella in cui inizia l’uso sperimentale.
I programmi di prevenzione dell’uso di sostanze si pongono due obiettivi specifici: da un lato prevenire/ritardare la sperimentazione in chi non ha mai fatto uso e dall’altro limitare che l’uso diventi abituale in chi ha già sperimentato.
Per perseguire tali intenti le azioni più efficaci sono quelle che tendono ad aumentare i fattori protettivi, ovvero le abilità di vita degli adolescenti e conseguentemente a diminuire i fattori di rischio.
Programmi scolastici efficaci
I programmi di prevenzione scolastica che si limitano a fornire informazioni sull’uso di sostanze hanno una capacità limitata, se non nulla, di modificare i comportamenti d’uso negli adolescenti. Infatti la sola conoscenza dei potenziali rischi e danni non è un fattore di protezione se non è accompagnata da attività di formazione e sviluppo delle abilità di vita.
Si è inoltre osservato che gli adolescenti che ritengono che l’uso di sostanze sia normale e tollerato sono più propensi a iniziare a loro volta a utilizzarle, rispetto ai coetanei che non condividono questa opinione: per questo motivo è importante che un progetto di prevenzione contenga anche strumenti per problematizzare le convinzioni degli adolescenti sulla diffusione e l’accettazione dell’uso delle sostanze.
Giovani Spiriti è un progetto di prevenzione primaria (universale) sull’uso di sostanze legali e illegali rivolto a adolescenti del terzo anno della scuola media e dei primi due anni delle superiori.E’ un progetto promosso dal Dipartimento delle Dipendenze dell’ASL dall’ Ufficio Scolastico Territoriale, con la collaborazione della compagnia teatrale La Pulce. Partecipa al progetto l’Assessorato alle politiche giovanili del Comune di Bergamo. Collabora lo spazio giovanile Edonè di Redona e l’Associazione genitori Atena.
Si fonda su tre principi fondamentali:
1. si rivolge a ragazze e ragazzi nel pieno del loro passaggio generazionale, fase ricca di potenzialità e di rischi
2. coinvolge i diversi attori della vita scolastica: studenti, insegnanti e genitori
3. utilizza riferimenti teorici e metodologie di lavoro coerenti con le linee guida e le buone prassi per una prevenzione efficace
Giovani Spiriti prende il nome dallo spettacolo teatrale della Compagnia La Pulce, che da diversi anni propone alle scuole di tutta Italia il proprio spettacolo sull’alcol.

Nell’anno 2012-2013 sono stati coinvolti:
14 istituti superiori
9 scuole medie
106 classi
2583 studenti
100 insegnanti

Giovani spiriti si sta sviluppando in 7 fasi, da gennaio a giugno 2013:
1.Formazione insegnanti (gennaio)
2.Lavoro in classe con gli studenti (febbraio-aprile)
3.Sviluppo del concorso Giovani Spiriti (febbraio aprile)
4.Spettacolo e serate i genitori (marzo)
5.Spettacolo e dibattito con le classi (febbraio-maggio)
6.Festa conclusiva per gli studenti con premiazioni concorso e mostra dei prodotti (maggio)
7.Verifica per studenti e insegnanti (maggio-giugno
Dopo la fase di formazione dei docenti, che ha visto la partecipazione di 100 insegnanti in percorsi di base e avanzati, gli oltre 2500 studenti coinvolti, di terza media, prima e seconda superiore di 23 Istituti della nostra provincia, stanno in questo periodo lavorando in classe con i propri insegnanti sulle seguenti tematiche preventive:
• corretta informazione ed educazione normativa,
• alcol-sostanze e guida,
• lo sviluppo delle capacità critiche nei confronti della pubblicità sugli alcolici,
• le capacità di resistere alle pressioni dei pari
• lo sviluppo dell’assertività personale.
Con una forte attenzione al metodo di lavoro che pone come centrali il coinvolgimento degli studenti, la loro attivazione, la circolarità delle relazioni, il non giudizio.
Inoltre alcune classi stanno realizzando alcuni prodotti artistici legati al concorso Giovani Spiriti che ha come tematica proprio la prevenzione dell’uso di sostanze e la promozione di messaggi per la salute.
Con i genitori dei ragazzi coinvolti sono state organizzate due iniziative:
La prima è stata la visione dello spettacolo Giovani Spiriti allo Spazio Polaresco il 15 marzo, a cui hanno partecipato circa 200 persone. Lo spettacolo, realizzato dalla Compagnia La Pulce, sempre molto apprezzato e coinvolgente, è stato seguito da un dibattito fra il pubblico e gli esperti del Dipartimento Dipendenze Andrea Noventa ed Emilio Maino. La settimana successiva, si sono svolte in 4 sedi diverse le serate di approfondimento sulle tematiche dei consumi e della prevenzione.
Gli Istituti Romero di Albino, Comprensivo di Trescore, Comprensivo di Seriate e ancora lo Spazio Polaresco sono stati teatro di questi incontri che hanno visto la partecipazione di oltre 100 genitori decisamente interessati e sensibili all’argomento. Alla conduzione ancora gli operatori del Dipartimento Dipendenze Rita Arcieri, Claudio Persico, Patrizia Pini, Chiara Rota, Chiara Cattaneo, Andrea Noventa, Emilio Maino.

Il progetto sta ora proseguendo con la visione dello spettacolo Giovani Spiriti da parte degli studenti coinvolti a cui segue un dibattito con gli esperti del Dipartimento Dipendenze. Questi i prossimi appuntamenti con le scuole:
• 11 e 12 aprile - Auditorium comunale Albino
• 15, 16, 17 e 18 aprile - Auditorium di Piazza della Libertà a Bergamo
• 3 (o 23) maggio - Teatro Nassirya di Alzano Lombardo

Il progetto si concluderà con la festa analcolica Giovani Spiriti del 18 Maggio dalle 17 alle 20, allo spazio giovanile Edonè di Redona dove:
• sono invitati tutti gli studenti (ed insegnanti) coinvolti nel progetto Giovani Spiriti 2013
• verrà allestita la mostra Giovani Spiriti con i prodotti del concorso,
• sarà possibile degustare creazioni analcoliche prodotte dalle scuole di ristorazione
• verranno premiati i vincitori del concorso Giovani Spiriti,
• si terrà una gara di cocktail analcolici fra scuole e classi,
• con intrattenimento musicale DJ set.

Per informazioni sugli interventi di prevenzione e sui due progetti presentati:
SERT Bergamo: dr. Andrea Noventa Referente Area Prevenzione – SerT Bergamo – Gazzaniga - Lovere - Dipartimento delle Dipendenze ASL di Bergamo, Via Borgo Palazzo 130 - 24100 Bergamo. Tel. 0352270391- segr. 374 fax 372 cell. 3358180114 , e-mail : anoventa@asl.bergamo.it


Dott. Elvira Beato
Responsabile Osservatorio e Appropriatezza
Direzione Dipartimento Dipendenze ASL BERGAMO

 

ASL dialoga con i Giovani in uno spazio a loro dedicato
Un servizio per gli adolescenti dove le “parole chiave” sono: accoglienza, accessibiltà, gratuità e professionalità
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L’adolescenza è un periodo complesso, nel ciclo evolutivo della persona, caratterizzato da molteplici mutamenti, che riguardano l’individuo nella sua globalità, in cui si intersecano eventi che ne coinvolgono la sfera biologica, psicologica, culturale e sociale. Per individuare precocemente comportamenti a rischio, che possono avere conseguenze negative per la salute degli adolescenti, per decodificare segnali di difficoltà che spesso si esprimono attraverso disturbi somatici, per evitare l’ insorgenza di gravidanze indesiderate e per meglio comprendere i cambiamenti fisiologicici del proprio corpo è necessario attivare progetti e servizi dedicati ai ragazzi.
La Direzione Generale dell’ASL di Bergamo si è posta come obbiettivo l’individuazione di interventi di prevenzione e promozione della salute, mirati alle caratteristiche del mondo giovanile, volti ad intercettare precocemente i bisogni ed eventualmente i disagi tra gli adolescenti.
In quest’ottica e nell’ambito del processo di riqualificazione e valorizzazione dei Consultori familiari pubblici dell’ASL, attenti alle problematiche degli adolescenti, nel mese di aprile sono stati attivati degli spazi di ascolto e consulenza dedicati alle ragazze ed ai ragazzi di età compresa fra i 14 ed i 21 anni, denominati “Spazio Giovani”L’accesso è libero, senza impegnativa, gratuito e non richiede alcuna prenotazione. I giovani potranno avvalersi della professionalità di diversi operatori: ginecologi, psicologi, ostetriche, infermiere ed assistenti sociali. L’apertura è pomeridiana e le ragazze ed i ragazzi, interessati, potranno venire da soli, in coppia o in gruppo.

In via sperimentale, lo “Spazio Giovani”  sarà presente, nelle seguenti sedi consultoriali: Bergamo, Dalmine, Gazzaniga e Treviglio.
I giorni e gli orari di apertura sono i seguenti:
Treviglio: lunedi pomeriggio dalle 14.00 alle 17.00
Gazzaniga: martedi pomeriggio dalle 14.00 alle 17.00
Bergamo: mercoledi pomeriggio dalle 14.00 alle 17.00
Dalmine: giovedi pomeriggio dalle 14.00 alle 17.00

Maggiori informazioni, relative alle attività sono disponibili sul sito dell’ASL www.asl.bergamo.it 

Il Consultorio familiare è il luogo dove si realizzano interventi rivolti alla promozione del benessere della persona in tutte le fasi della vita, in quanto si avvale di molteplici figure professionali che si “prendono cura“ dell’individuo sia dal punto di vista sanitario che psico–sociale.
Lo “Spazio Giovani” si inserisce, di conseguenza, perfettamente in questa realtà, offrendo agli adolescenti gli strumenti utili al raggiungimento di una maggiore consapevolezza della propria identità corporea, sessuale ed affettiva.
Nello “Spazio Giovani” si affrontano, assieme agli operatori del Consultorio, nella massima riservatezza, i temi relativi alla sessualità, ai metodi contraccettivi, al corpo e le sue trasformazioni, alla gravidanza, alla tutela della donna e all'interruzione volontaria di gravidanza, alle malattie sessualmente trasmesse, al rapporto di coppia, con gli amici e con la famiglia, al rapporto con se stessi, alla solitudine: tutti aspetti che gli adolescenti incontrano, ogni giorno, nelle proprie esperienze di vita.
I ragazzi, spesso, incontrano difficoltà nel parlare di questi argomenti per vergogna o per paura di essere giudicati o perchè non trovano l’interlocutore adatto: lo “Spazio Giovani“ è stato creato per rimuovere queste barriere e permettere ai giovani di confrontarsi liberamente con operatori attenti e preparati a fornire ascolto, informazione, consulenza e risposte efficaci ed articolate con l’obbiettivo di tutelare la loro salute.
In concomitanza dell’apertura dello Spazio Giovani, l’ASL di Bergamo ha organizzato per il 19 aprile il Convegno “Prendersi cura” degli adolescenti oggi, per la salute riproduttiva del domani. Contraccezione. Sessualita’ Promozione della Salute” , che si avvale della partecipazione di Relatori, alcuni dei quali di rilevanza nazionale ed internazionale, nell’ambito del precorso di formazione e aggiornamento dei Professionisti che, quotidianamente, sono a contatto con le problematiche adolescenziali ed a cui sono richiesti interventi sempre piu’ qualificati.
La sessualità, oggi, viene agita sempre piu’ precocemente con un rischio maggiore di gravidanze indesiderate e malattie sessualmente trasmesse, per cui diviene imperativo l’obbiettivo di creare, da parte dell’ASL, nuove strategie di prevenzione della salute e promozione del benessere dell’adolescente come lo “Spazio Giovani”, in cui i ragazzi possono ricevere informazioni e consulenze, in accordo con le piu’ recenti evidenze scientifiche da parte di professionisti competenti.

Lo “Spazio Giovani“  ASL vuole rappresentare una risposta concreta e modulata sulle esigenze degli adolescenti: accoglienza, accessibiltà, gratuità e professionalità sono le caratteristiche che lo contraddistinguono e lo rendono un servizio “su misura” dei ragazzi.
Considerato che i linguaggi ed i luoghi di socializzazione delle nuove generazioni prevedono l’impiego, in modo sempre piu’ preponderante, di social network come Facebook, l’ASL di Bergamo, oltre all’apertura di uno Spazio Giovani  “reale”, presso i Consultori familiari, prevede l’avvio futuro di uno Spazio Giovani “virtuale”.
Un servizio gratuito di “counseling on line”, rivolto agli adolescenti, fornito dall’ASL di Bergamo: attraverso l’apertura di pagine Facebook dedicate, gli adolescenti potranno così avere a disposizione uno spazio dove non solo poter parlare, condividere, scambiare idee ed emozioni, ma anche richiedere, all’interno di un contesto riservato e protetto, un sostegno ed un aiuto a professionisti competenti e preparati, in grado di offrire risposte chiare, scientificamente corrette ed adeguate alle loro aspettative.


Dr.ssa Fiorenza Cartellà

Specialista in Ginecologia e Ostetricia
Coordinatore Ostetrico Ginecologo dei Consultori ASL Bergamo

Nuova forma di dipendenza: gioco d'azzardo. All'ASL un servizio dedicato
Quali attenzioni anche a partire dalla legge 189/2012 - conversione in legge, con modificazioni del c.d. Decreto Balduzzi
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Il problema della patologia legata al gioco d’azzardo patologico (definita ludopatia o GAP) ha avuto negli ultimi anni un incremento esponenziale, anche grazie al fortissimo aumento e alla crescente diversificazione e polarizzazione dell’offerta.
E’ sotto gli occhi di tutti la diffusione capillare, anche sul nostro territorio, dei locali in cui è possibile trovare forme di gioco d’azzardo (dai gratta e vinci, alle slot machine alle video lottery), piuttosto che la costante crescita di sale dedicate e la crescente disponibilità di offerte di gioco on line, disponibili 24 ore su 24 anche da casa.
Nella popolazione italiana le stime ci parlano della presenza di una percentuale che varia dall’1,3% al 3,8% di giocatori d’azzardo problematici e di una quota variabile tra lo 0,5% e il 2,2% di giocatori patologici

Gioco d’azzzardo e “Decreto Balduzzi”

A fronte della consapevolezza di quanto sopra descritto e della “spinta” di molte forze sociali (associazioni, sindacati, Comuni….)attraverso legge 189/2012 (c.d. Decreto Balduzzi) che attua importanti interventi in materia di tutela della salute ed organizzazione del Servizio Sanitario Nazionale, vengono varate, per la prima volta in Italia, norme a favore della cura e della prevenzione del gioco d’azzardo patologico.
Il primo punto qualificante del “decreto Balduzzi” su questa materia è costituito dal riconoscimento del gioco d’azzardo patologico come una malattia inserita nell’elenco dei livelli essenziali di assistenza (LEA).
Tale decisione, però, per essere attuata, necessita dei dovuti passaggi istituzionali (tra cui Conferenza Stato- Regioni) e del reperimento dell’adeguata copertura finanziaria per garantire i costi derivanti da tale riconoscimento. Ciò significa che, ad oggi, pur essendo il gioco d’azzardo patologico riconosciuto come LEA, un cittadino che si rivolge ai Servizi specialistici di cura (SerT e SMI) è tenuto a compartecipare alla spesa sanitaria per le prestazioni ricevute, fatta salva la presenza di esenzioni ticket.
Il secondo punto forte del decreto è quello relativo alla limitazione della pubblicità e alla diffusione di informazioni sui rischi di dipendenza.
Il terzo punto di rilievo introdotto dal decreto è rappresentato dal rafforzamento della protezione dei minori.

Concretamente il “Decreto Balduzzi”, finalizzato a prevenire i fenomeni di ludopatia, all’art.7, comma 5, prevede a partire dal 1 gennaio 2013 l'obbligo per i gestori di sale da gioco e di esercizi in cui vi sia offerta di giochi pubblici, ovvero di scommesse su eventi sportivi, anche ippici, e non sportivi, di esporre, all'ingresso e all'interno dei locali, il materiale informativo predisposto dalle Aziende Sanitarie Locali, diretto ad evidenziare i rischi correlati al gioco ed a segnalare la presenza sul territorio di servizi di cura e di reinserimento sociale delle persone con patologie correlate al Gioco d'Azzardo Patologico (G.A.P.). Il medesimo articolo rafforza, come si diceva, anche il divieto di gioco ai minori di anni 18, prevedendo (cfr. art. 7 comma 8) altresì un divieto assoluto di ingresso nelle aree destinate al gioco con vincite in denaro interne alle sale bingo e nelle aree ovvero nelle sale in cui sono installati i videoterminali e nei punti di vendita in cui si esercita come attività principale la raccolta di scommesse (agenzie e negozi). In tali luoghi deve essere apposto all’ingresso del locale un cartello ben visibile che rammenti l’esistenza del divieto di accesso da parte dei minori di anni 18 e la verifica dell’età dei clienti prima dell’accesso, richiedendo l’esibizione del documento di identità, tranne nei casi in cui la maggiore età sia manifesta.

Le sanzioni previste dalla norma per le violazioni in tema di pubblicità e gioco minorile appaiono significative.


I Rischi del gioco d’azzardo e i Servizi di cura: l’ASL informa

L’ASL di Bergamo, tramite il Dipartimento delle Dipendenze, in adempimento a quanto previsto dalla normativa, ha prodotto e messo a disposizione dei gestori di sale da gioco e di esercizi in cui vi sia offerta di giochi pubblici il necessario materiale informativo, anche avvalendosi di contenuti messi a disposizione dal Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
E’, infatti, importante informare tutti i potenziali esposti a questo rischio che il Gioco d’Azzardo può causare una dipendenza patologica che si manifesta con comportamenti di gioco ripetuti e non controllabili con la propria volontà e che , come in tutte le dipendenze, l’idea di poter mantenere il controllo della situazione può essere illusoria.
La ludopatia può, infatti, in breve tempo, causare rischi importanti per il benessere e la salute della persona e della sua famiglia.

E’ importante, in particolare, essere informati sul fatto che:
• Le ricerche scientifiche hanno dimostrato che varie persone che giocano d’azzardo, sono particolarmente vulnerabili a sviluppare dipendenza patologica.
• Tutti i giochi con vincite in denaro possono essere molto attrattivi fino a far sviluppare una dipendenza patologica, che è una vera e propria malattia.
• La ludopatia si manifesta principalmente con comportamenti di gioco ripetuti, non controllabili con la propria volontà.
• Questo comportamento può provocare rischi per la salute della persona, la sua socialità, la sua famiglia, e perdita di ingenti somme di denaro.

E’ importante conoscere i principali segnali che indicano che il comportamento di gioco sta diventando un problema o una patologia sono:
• Spendere sempre più denaro e dedicare sempre più tempo a giocare
• Sentire un forte desiderio di giocare e diventare nervosi se non si gioca
• Pensare di poter recuperare le perdite continuando a giocare sperando in supervincite
• Pensare di poter controllare o influenzare la propria fortuna a volte anche con riti scaramantici
• Cominciare a mentire a famigliari ed amici
• Iniziare a fare debiti o commettere illegalità per procurarsi il denaro

E’ importante sapere che se si gioca d’azzardo con regolarità le probabilità di sviluppare un problema sono più alte di quelle di ottenere una grande vincita e che più una persona gioca, più alto è questo rischio e, inoltre, che un giocatore problematico può facilmente evolvere in giocatore patologico se continua a giocare.

Come in tutte le dipendenze, l’idea di poter mantenere il controllo può essere illusoria.

E’ importante essere informati anche sui più comuni rischi correlati al gioco d’azzardo:
• sviluppo di dipendenza patologica
• stress psicofisico
• depressione e altri disturbi psicologici e psichiatrici
• perdita della credibilità personale
• conflitti famigliari
• insuccessi personali, sociali, lavorativi
• indebitamento
• problemi legali

E’ importante sapere che la reale probabilità di vincere ai giochi d’azzardo è estremamente bassa e comunque sempre molto minore della probabilità di perdere che è elevatissima.


E’ possibile rispondendo alle due seguenti due domande sapere se si è o meno a rischio di di sviluppare problemi con il gioco d’azzardo.
AUTOTEST
Hai mai sentito l’impulso a giocare somme di denaro sempre più elevate? S I NO
Hai mai voluto nascondere l’entità di quanto giochi alle persone che ti stanno più vicino? S I NO

Se si è risposto positivamente almeno ad una domanda si è a rischio di sviluppare problemi con il gioco d’azzardo.
E’ possibile rispondendo alle due seguenti due domande sapere se si è o meno a rischio di di sviluppare problemi con il gioco d’azzardo.


E’ importante sapere che Il giocatore problematico e il giocatore patologico hanno bisogno di specifici interventi e cure immediate.


A chi si può rivolgere la persona o la famiglia che ha problemi legati al gioco d’azzardo?

Ai Servizi ambulatoriali di diagnosi, cura e reinserimento, pubblici o privati accreditati: SerT o SMI/Servizio Multidisciplinare Integrato (“SerT privato accreditato”)

 

SerT - DIPARTIMENTO DIPENDENZE

 

 

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Ai SerT e allo SMI l’accesso diretto anche in orario tardo pomeridiano/serale

L’accesso ai SerT e allo SMI è diretto, non serve alcuna impegnativa del medico di assistenza primaria (medico di base). E’ possibile richiedere un appuntamento in qualsiasi fascia oraria, anche in orario tardo pomeridiano/serale.

Ai SerT e allo SMI si possono rivolgere non solo giocatori problematici o patologici, ma anche familiari e persone che hanno a che fare con il problema e vengono garantite non solo terapie specifiche, ma anche per consulenze, supporto e orientamento

Ai SerT si possono rivolgere sia le persone che riconoscono di avere un problema con il gioco d’azzardo, sia i familiari, i parenti o gli amici di persone con questo problema. E’ possibile chiedere e ricevere una semplice consulenza, un sostegno, un orientamento o ricevere un trattamento vero e proprio.
Il trattamento è sempre preceduto da una valutazione multidimensionale, che va a valutare il grado di gravità del problema nelle diverse aree di vita della persona (sanitaria, psicologica e sociale) al fine di poter mirare il trattamento alla specifica situazione. L’obiettivo della prima fase del trattamento è quello di accrescere la consapevolezza nei confronti del problema che di motivare la persona al cambiamento del proprio atteggiamento e comportamento nei confronti del gioco d’azzardo o del giocatore, nel caso della famiglia, se presente.

SerT e SMI mettono in campo competenze e strumenti diversi avvalendosi anche di risorse del territorio, es. gruppi di auto-mutuo aiuto

Il SerT si avvale di competenze diverse (medico, psichiatra, psicologo, assistente sociale, educatore), di strumenti terapeutici diversificati (colloqui, visite, gruppi terapeutici, psicoterapia, interveti sociali ed educativi), di contatti con la rete (gruppi di auto-mutuo aiuto, gruppi motivazionali attivati dagli sportelli del progetto sperimentale “scommettiamo che smetti”), tutti utilizzati in maniera mirata a seconda della situazione incontrata.
E’ sempre garantita la privacy e su richiesta l’anonimato.

Nei Distretti, negli ambulatori dei Medici di Assistenza Primaria, nei Punti PUOI sono disponibili le informazioni sull’offerta dei SerT e dello SMI sul gioco d’azzardo patologico

Pieghevoli, informazioni su come accedere ai SerT e allo SMI per un problema di gioco d’azzardo sono disponibili in tutti i Punti PUOI presenti sul territorio provinciale, nei Distretti socio sanitari e negli ambulatori dei Medici di Assistenza Primaria, nonché sul sito dell’ASL al seguente link: www.asl.bergamo.it


Dott. Elvira Beato
Responsabile Osservatorio e Appropriatezza

Direzione Dipartimento Dipendenze Borgo Palazzo ASL BERGAMO
 

Ticket ed Esenzioni
Scopri tutte le tipologie di esenzioni
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Il ticket è la quota che resta a carico dell’assistito quando usufruisce di una prestazione erogata dal Sistema Sanitario pubblico. Per le prestazioni di specialistica ambulatoriale e di diagnostica strumentale la quota massima per ricetta (sino ad un massimo di n.8 prescrizioni per ricetta) è pari ad € 36,00, cui si deve aggiungere una quota variabile – introdotta dalla DGR IX/2027/2011 – e proporzionale al valore della prestazione -, che può variare da € 0 ad € 30,00.


Tuttavia il nostro Sistema Sanitario prevede la possibilità che il cittadino possa far valere un diritto di esenzione dal pagamento del ticket, che può essere di diversa natura.
 

Alcune esenzioni sono riconducibili allo stato di salute dell’assistito e, pertanto, possono essere fatte valere solo dal diretto interessato. Tali esenzioni sono riferite ad una patologia cronica, invalidante o rara.
 

Le esenzioni per patologia  possono essere illimitate o limitate (2 o 5 anni) a seconda della patologia, mentre quelle per malattia rara sono sempre illimitate. Entrambe sono valide sia per i farmaci che per le prestazioni di specialistica ambulatoriale e diagnostica strumentale, ma esclusivamente in relazione alla cura ed al monitoraggio della patologia per cui sono state rilasciate.
 

Le esenzioni per condizione invalidante variano molto a seconda della condizione stessa e della categoria riconosciuta. Possono essere parziali (riferite solo alla specifica patologia invalidante) o totali.


Il diritto a questo tipo di esenzione viene certificato dall’ASL (Distretto di residenza) mediante il rilascio di un attestato o tesserino di esenzione, dietro presentazione di specifica documentazione sanitaria da parte del cittadino richiedente.
Tuttavia, agli assistiti con esenzione a scadenza, che nel corso dei due anni precedenti hanno effettuato degli esami /prestazioni relativi alla propria patologia, l’attestato di rinnovo (tesserino) viene rilasciato presso gli sportelli distrettuali senza richiesta di alcuna documentazione sanitaria aggiuntiva.

Le esenzioni per patologia/malattia rara (tesserino rosa) e per condizione invalidante (tesserino verde) sono valide su tutto il territorio nazionale.

Vi sono, inoltre, alcune esenzioni che sono riconducibili ad altri tipi di status, correlate all’età, al reddito o alla situazione lavorativa (si veda tabella riassuntiva).
Il panorama di queste esenzioni è molto variegato e non è riconducibile ad una patologia specifica. Queste danno diritto ad un’esenzione in taluni casi solo per la specialistica ambulatoriale in tal’altri anche per la farmaceutica; alcune sono valide solo sul territorio regionale, altre anche a livello nazionale; alcune possono essere fatte valere solo per il diretto interessato, altre anche a favore dei familiari a carico.

Questo tipo di esenzioni deve essere autocertificato all’ASL (sportelli distrettuali) su specifici modelli regionali, senza bisogno di allegare alcuna certificazione o documentazione ulteriore.
Il cittadino deve essere consapevole delle conseguenze cui va incontro a seguito di una autocertificazione mendace; conseguenze che vanno dal recupero dei ticket indebitamente non pagati, alla relativa sanzione amministrativa o alla denuncia alla Procura della Repubblica, laddove previsto dalle norme.
Il cittadino è, inoltre, sempre tenuto a comunicare qualsiasi variazione di uno status oggetto di precedente autocertificazione. Al fine di semplificare i processi ed i percorsi per l’utenza, la Regione ha previsto da un lato il rinnovo in automatico di alcune esenzioni strettamente correlate al reddito, dall’altro una validità che resta tale sino a che non si modifichi il relativo status per alcune esenzione (correlate, per esempio, alla situazione lavorativa).

E’, d’altro canto, onere dell’ASL il controllo di tali autocertificazioni, anche e necessariamente grazie a forme di collaborazione con altre pubbliche amministrazioni.
A tal fine l’ASL ha messo in campo una serie di azioni atte ad agevolare tale controllo:
1) nel giugno 2012 è stato stipulato con la Provincia di Bergamo (Agenzia per l’Impiego) idoneo protocollo d’intesa per l’accesso dei dati relativi a disoccupati e lavoratori in mobilità, il cui controllo avviene direttamente agli sportelli distrettuali;
2) con l’INPS verranno controllati i dati relativi a cassintegrati e lavoratori con contratto di solidarietà;
3) tramite collegamento alla banca dati del Ministero Economia e Finanze vengono controllate le posizioni reddituali.

E’ importante sottolineare che il reddito da considerare ai fini dell’autocertificazione è sempre quello del nucleo familiare fiscale, che può anche non coincidere con quello strettamente anagrafico.
Questo quadro si completa, infine, con alcune altre esenzioni specifiche previste per prestazioni di Pronto Soccorso, per l’accesso alle cure termali e per altre tipologie sostanzialmente riconducibili a programmi di prevenzione o a campagne di screening.
Il cittadino può sempre rivolgersi agli sportelli di “Scelta e Revoca” dei Distretti sul territorio per avere informazioni, orientamento e assistenza in materia.


Dr.ssa Sara Treu
Dirigente Amministrativo
Dipartimento PAC – NAPSS ASL Bergamo

Gioco d'azzardo patologico
Una nuova forma di dipendenza: il gioco d'azzardo
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Il gioco d'azzardo è un momento di divertimento, un momento ludico in cui si utilizza del denaro per scommettere. Lo scopo è divertirsi, passare momenti simpatici e allegri con degli amici.
L’indagine epidemiologica ESPAD Italia ® condotta sulla popolazione delle scuole superiori secondarie evidenzia tra coloro che negli ultimi 12 mesi hanno praticato giochi in cui si scommette denaro per il 35% degli studenti e per il 51% delle studentesse si è trattato di un comportamento ripetuto al massimo 2 volte, mentre il 14% dei maschi ed il 4% delle femmine ha adottato tale comportamento 20 o più volte nell’anno.
Questo può essere considerato un comportamento a rischio e come tale non necessariamente essere un problema; il gioco d'azzardo lo diventa nel momento in cui si rivela essere il pensiero principale della vita di una persona. Ciò significa che, nel momento in cui si sveglia, il soggetto inizia da subito a organizzare la sua giornata in base alle possibilità di sfidare la sorte. In questi casi, il gioco non è più un divertimento, ma diventa una dipendenza da cui difficilmente le persone, da sole, riescono ad uscire.
I giocatori, provengono da ogni sfera sociale e quando puntano i soldi, inizialmente lo fanno soltanto per ricercare quella carica di adrenalina che solo il senso della sfida può fornire.
E’ evidente che non si può parlare di gioco d’azzardo patologico vero e proprio ma questi dati evidenziano la presenza di comportamenti a rischio.
Un segnale importante della presenza di un gioco patologico, infatti, può essere ovviamente un inspiegabile buco economico all'interno del bilancio familiare. Spesso i soldi necessari per giocare vengono presi di nascosto dai risparmi della famiglia.
I pazienti inoltre tendono a essere più irritabili e ansiosi, perché devono nascondere ciò che non riescono ad ammettere nemmeno a se stessi: il fatto di essere malati. Sono poi loro stessi che spesso si fanno scoprire lasciando in giro tracce piuttosto evidenti, come ricevute di gioco o resoconti bancari, al fine di essere aiutati dai famigliari senza dover apertamente confessare il loro problema.
Il Dipartimento delle Dipendenze ha iniziato circa 12 anni fa ad interessarsi alle problematiche legate al gioco d’azzardo patologico e nel corso degli anni si è avuto un costante aumento di richiesta di trattamenti. Nel 2011 sono stati presi in cura 148 giocatori, prevalentemente maschi (76%) con età media intorno ai 45 anni, con un incremento del 22% rispetto all’anno precedente.
Ai Sert si rivolgono i giocatori direttamente ma anche i familiari in genere esasperati dalla situazione debitoria
Prima fase del percorso rimane la valutazione della situazione complessiva del paziente e della famiglia: l’analisi della storia e delle modalità di gioco, le relazioni familiari, la situazione debitoria la presenza di una coesistenza del problema con le sostanze (soprattutto alcol e cocaina) etc.
In questo processo di valutazione intervengono in genere, medici, psicologi, assistenti sociali e infermieri.
Gli obiettivi del percorso di trattamento sono diversi e vanno “ritagliati” sulla singola situazione: accrescere la consapevolezza nei confronti del problema, motivare al cambiamento, supportare la famiglia, “rieducare alla gestione economica”, analizzare al fine di risolvere la situazione debitoria, trattare anche farmacologicamente l’ideazione compulsiva etc.
All’interno dei SERT vi è quindi la possibilità non solo di una valutazione multidimensionale ma anche di un trattamento multidisciplinare grazie alla co-presenza di professionisti diversi; naturalmente è garantito l’assoluto segreto professionale.
Sul territorio vi sono però altre possibili risposte: il SERT privato dell’associazione AGA a Pontirolo, i gruppi di auto mutuo aiuto quali il Gruppo Gioco 1, 2.e 3 a Bergamo, i Giocatori Anonimi e il gruppo dei loro familiari a Torre Boldone e a breve a Grassobbio.
Come per tutte le forma di dipendenza rimane fondamentale un accesso al trattamento che sia precoce..

A cura di

dott. Marco Riglietta
Direttore Dipartimento Dipendenze ASL BERGAMO
e
dott. Albina Prestipino
Medico S.E.R.T. - Dipartimento Dipendenze ASL BERGAMO

La prevenzione parte da Casa...
Sicurezza domestica: prevenzione da intossicazione da monossido di carbonio
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Dal 15 ottobre u.s. è possibile riaccendere il riscaldamento nelle case. A tal proposito l’Asl di Bergamo si è già attivata elaborando un progetto di comunicazione ed informazione denominato “Casa Sicura”, con l’obiettivo di diffondere e sensibilizzare, soprattutto i cittadini stranieri e gli anziani o persone che vivono sole, alla prevenzione degli incidenti domestici dovuti proprio alla negligenza nell’utilizzo degli impianti di tipo termico. Visto il periodo autunnale, il Servizio di Sanità Pubblica del dipartimento di Prevenzione Medico dell’ASL, ha promosso una campagna di informazione specifica, confezionando schede informative e brochure specifiche, disponibili anche in lingue straniere, per le varie tipologie di impianti sia elettrici sia termici che, se in cattivo stato o utilizzati impropriamente, possono provocare incidenti domestici anche gravi. L’Asl intende contribuire alla divulgazione di una informazione precisa volta ad un corretto e facile utilizzo degli impianti, contribuendo a ridurre gli incidenti domestici e le segnalazioni di inconvenienti igienici. Proprio per cercare di divulgare capillarmente le notizie utili, è iniziata una sinergica collaborazione con i comuni, ai quali è stata già inviata con congruo anticipo, tutta la documentazione, disponibile in versione multimediale e multilingue anche sul sito internet ASL in : http://www.asl.bergamo.it/servizi/notizie/notizie_fase02.aspx?ID=3482 .
Tra i maggiori pericoli domestici, le intossicazioni da monossido di carbonio ricoprono un ruolo principale, questo dato allarmistico purtroppo già noto alla cronaca regionale. Infatti il monossido di carbonio (individuato in chimica con il simbolo CO) è un gas incolore, inodore, invisibile e non irritante. Un pericolo “silenzioso” che può avere gravi conseguenze sulla salute. Il gas, se si diffonde nell’aria dell’abitazione ed inspirato dagli abitanti, può causare dapprima lieve emicrania, stanchezza, spossatezza, nausea, tachicardia ma può portare a convulsioni, e se raggiunge alte concentrazioni nell’ambiente chiuso, può condurre alla morte.
Quali sono le cause che possono provocare situazioni di pericolo in ambito domestico?
La carenza o la totale mancanza di ricambio d’aria nei locali dove sono installati apparecchi a fiamma libera; la presenza di difetti degli apparecchi e relativa mancanza di manutenzione; l’utilizzo di bracieri e barbeque all’interno dei locali;
Come proteggersi prevenendo rischi mortali?
Non risparmiare sulla sicurezza ripiegando in un superficiale fai da te. L’installazione, revisione e manutenzione degli impianti termici devono essere eseguiti solo da tecnici, ossia personale specializzato ed abilitato al rilascio di apposite certificazioni, inoltre per le caldaie effettua legale rendicontazione su apposito libretto.
Ci sono poi utili accorgimenti da seguire, ai fini della prevenzione.
Tra questi: verificare che nel piano cottura sia presente in dispositivo di sicurezza per assenza fiamma; accertarsi che in cucina sia presente un spazio di ventilazione, per l’areazione dell’ambiente, che non deve essere mai ostruito; conservare i certificati di installazione per tutti gli apparecchi che possiedono un sistema di scarico (canale da fumo e canna fumaria).
 

Per ulteriori informazioni, è possibile consultare le pratiche guide informative riguardo la prevenzione degli incendi, la conduzione igienica dell’abitazione (ricambio d’aria), lo smaltimento dei rifiuti e la conservazione dei cibi al seguente pagina internet: http://www.asl.bergamo.it

Sabrina Damasconi


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ASL In...forma Periodico di informazione dell'Azienda Sanitaria Locale della Provincia di Bergamo ora ATS Bergamo Edizione 2017 - Periodico reg. Tribunale di Bergamo iscritto n°8/2012 in data 22 Febbraio 2012 Direzione e Redazione via Gallicciolli 4 - 24121 Bergamo tel. 035/385199 - e-mail: sabrina.damasconi@ats-bg.it Editore: Mara Azzi Direttore Generale ASL Bergamo - Direttore Responsabile: Sabrina Damasconi Giornalista Ufficio Stampa e Comunicazione ASL BERGAMO
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