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Riflessioni sulla Festa della donna
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Il Consultorio familiare ASL : uno spazio di accoglienza e di ascolto che pone al centro la donna, un luogo “solidale” costruito su misura per lei, un punto fermo a cui rivolgersi con fiducia lungo le tappe evolutive del ciclo di vita, in risposta ai bisogni particolari.

La festa della donna richiama il nostro impegno quotidiano di operatori, nell'offrire vicinanza, un accompagnamento ed un sostegno nelle scelte che riguardano la maternità, la sessualità, la vita relazionale e di coppia.

Essere seguite in consultorio, non significa soltanto ricevere assistenza, ma intraprendere un percorso di conoscenza, di condivisione, di scoperta delle proprie capacità e risorse ricevendo un supporto costante, non solo nei momenti transitori di crisi o di fragilità ma anche nei “normali” eventi che segnano il percorso di vita.

Gli Operatori dei Consultori familiari ASL Bergamo

 

 

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Nel mese di marzo, accompagnata dalla fioritura della mimosa, si celebra la festa della donna e con essa tornano alla ribalta anche i messaggi di augurio, gli eventi e le manifestazioni di sensibilizzazione al pianeta femminile. Per un giorno tutto il mondo sembra declinare un roseo pensiero a ridosso di questa ricorrenza. Eppure anche se la donna torna protagonista della società che la celebra con festeggiamenti, in questo momento, i messaggi di augurio sono coperti da un velo di tristezza richiamata dai diffusi episodi di violenza che graffiano di dolore questo momento di giubilo.
Non ci servono statistiche per ricordare i sanguinosi casi di violenza o le atrocità che, ormai troppo spesso, si consumano all’interno delle mura domestiche o lavorative. Purtroppo sono ancora tanti i casi in cui, nella nostra società, emerge la brutale aggressività che trova sfogo in forme di coercizione e dominio espressi con ostili atti d’incomparabile distruttività verso le donne. Paradossali ed incomprensibili, se li affianchiamo alla capacità di amare espressa dal genere femminile e di colei che dà la vita e, per eccellenza, naturalmente associata ad una nuvola di sensibilità d’animo. Sono necessarie azioni sociali che coinvolgano mettano in discussione tutti per invertire la tendenza alla violenza, serve ascolto, comprensione e sostegno per le donne vittime di violenza; è fondamentale aprire gli occhi per vigilare attentamente in tutti gli aspetti della nostra vita quotidiana, diffondere un'idea di rispetto nelle prassi comuni.
Uscire dall'aspetto della celebrazione annuale per riconoscere il ruolo fondamentale delle donne è, oggi più che mai, una missione. I festeggiamenti, ancora lontani, sono attesi al termine di questo percorso.
Questa riflessione sprona la rete di accoglienza a contribuire a far per rispettare la persona femminile per salvaguardarla e riscoprirne il suo valore proprio.
Con questo fine, nella provincia di Bergamo, opera una Rete di Sostegno alle donne per uscire dalla violenza. Il gruppo di lavoro è formato da referenti dei Consultori Familiari Asl Bergamo e delle Aziende Ospedaliere Bergamasche, i Centri Antiviolenza, le Associazioni, le Farmacie e i Medici di Famiglia, servizi pubblici e privati che, con figure professionali e operatori qualificati, ha la finalità di pensare a linee di intervento a sostegno delle donne vittime di situazioni di violenza.
Per garantire interventi di alto livello è da tempo attivo un protocollo di linee operative condivise e comuni tra tutti i Pronto Soccorso delle Strutture della provincia di Bergamo che consente l’accoglienza delle donne vittime di violenza da parte di personale specializzato di intervenire garantendo azioni mirate, al fine di offrire la più adeguata assistenza alle donne vittime.
Per tutte le donne che desiderano uno spazio di confronto e conforto sul tema e prendere contatti con i servizi è consigliabile consultare il sito www.asl.bergamo.it sezione "NOVITA' ED AGGIORNAMENTI" in “archivio notizie”.

 

Dott.ssa Sabrina Damasconi - Ufficio Stampa ASL Bergamo e Direttore Responsabile ASL IN..FORMA http://aslinforma.youspace.it/index.asp#

Codici esenzioni E30 e E40
Codici esenzioni E30 e E40
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Per i cittadini affetti da patologie croniche o rare c'è un'importante novità. Nel caso appartengano ad un nucleo familiare con reddito complessivo non superiore a 46.600 Euro, con eventuali incrementi in funzione della diversa composizione della famiglia stessa, dovranno rinnovare la propria autocertificazione per continuare ad usufruire dell'esenzione totale per i farmaci della propria cura. La normativa regionale, che fissa il 31 maggio quale termine ultimo per adeguarsi, modifica in realtà solo le modalità di autocertificazione, non i diritti che ne conseguono. Nel concreto si tratta di sostituire la vecchia prassi, che prevedeva la firma della ricetta in farmacia da parte del cittadino esente, con l'inserimento già da parte del medico sulla prescrizione di un codice: E30 per i cittadini affetti da patologie croniche, E40 per i cittadini affetti da malattie rare. Tale novità interessa sia coloro i quali già possiedono il tesserino rosa ed il modulo cartaceo rilasciato dall'Asl per i limiti di reddito previsti, sia quanti si accingono a richiedere per la prima volta questo tesserino e si trovano all'interno dei limiti reddituali previsti. Ma come si può provvedere alla nuova autocertificazione ed ottenere il modello cartaceo su cui è apposto il nuovo codice di riferimento? Diverse sono le possibilità per il cittadino: rivolgersi al Distretto Socio Sanitario Asl di appartenenza, recarsi in una qualsiasi farmacia del territorio provinciale e, dal prossimo 28 febbraio, effettuare l'autocertificazione anche on line sul “Portale del cittadino” di Regione Lombardia (http://www.crs.lombarida.it). Qualora si delegasse una persona di fiducia a perfezionare l'autocertificazione, va precisato che non sarà possibile rivolgersi alle farmacie, che potranno assegnare i codici solo a cittadini maggiorenni che operino in qualità di diretti interessati. Fino al 31 maggio, per consentire agli aventi diritto di attivarsi con tranquillità, le due modalità per ottenere l'esenzione saranno entrambe valide: sia quella con firma in farmacia sulla prescrizione compilata con l'indicazione di esenzione per patologia o malattia rara, sia quella con i nuovi codici. Dal prossimo 1 giugno, invece, solo quanti in possesso del certificato di esenzione E30 o E40 potranno non pagare la compartecipazione alla spesa per le prescrizioni farmaceutiche prevista dal Servizio Sanitario regionale. È importante precisare che tali esenzioni mantengono la loro validità fino a quando non intervengano variazione del proprio stato che implichino un superamento dei limiti di reddito previsti. Il dichiarante è, pertanto, tenuto a dare immediata comunicazione del venir meno delle condizioni che danno diritto a beneficiare dell'esenzione, chiedendo la revoca della stessa al proprio Distretto Asl. Non è invece possibile effettuare tale operazione in farmacia.
Per maggiori informazioni: “Nuove esenzioni farmaceutiche”, sulla home page del sito di Asl Bergamo “www.asl.bergamo.it”.

 

Dott.ssa Rita Moro - Responsabile Comunicazione Istituzionale e Relazioni con il Pubblico - Ufficio Stampa ASL Bergamo

N.U.C.A. – NUMERO UNICO CONTINUITA’ ASSISTENZIALE
Dal 16 febbraio è attivo il nuovo numero provinciale per la Continuità Assistenziale
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La fase 1 - Attivazione del N.U.C.A. il NUMERO UNICO CONTINUITA’ ASSISTENZIALE
A partire dallo scorso lunedì 16 febbraio 2015, Bergamo e provincia sono state interessati ed importanti novità.
La prima, l'attivazione di un nuovo numero di riferimento per la continuità assistenziale. Si tratta del "numero unico per la guardia medicache, per le urgenze, si affianca al consolidato riferimento del 118.
Il numero N.U.C.A. 035.3535 risponde ad un'esigenza concreta realizzando, nel contempo, una vera rivoluzione che coniuga semplicità a unicità. Infatti, in caso di necessità, può essere molto semplice ed utile ricordare di contattare un unico numero di riferimento, certi di poter contare su rapide indicazioni vocali per contattare la continuità assistenziale (ex guardia medica) più vicina.
Ogni cittadino componendo il numero 035.3535, da qualsiasi Comune della provincia Bergamasca, sarà accompagnato passo passo da una voce guida che registrerà e smisterà la richiesta assistenziale verso la postazione di riferimento del Comune di provenienza della chiamata.

Il numero unico è attivo:

tutti i giorni dalle ore 20,00 alle ore 8.00 del mattino successivo;
tutti i sabati, le domeniche ed i giorni festivi dalle ore 8.00 alle ore 20.00;
tutti i giorni prefestivi infrasettimanali dalle ore 10.00 alle ore 8.00 del giorno feriale successivo alla festività.


Il numero NUCA è stato inoltre collaudato per riconoscere qualsiasi tipologia di voce, da roca ad alterazioni di voce dovuta a patologie, dai laringectomizzati al dialetto bergamasco. Inoltre è importante sapere che i Direttori di Distretto ASL saranno attivamente impegnati sul territorio per monitorare il funzionamento di questa nuova modalità di contatto telefonico, al fine di evidenziare e superare eventuali criticità.

Per maggiori informazioni e visionare subito il video di presentazione clicca qui

La fase 2 - Il trasferimento postazione Guardia Medica
In concomitanza all'attivazione del numero di telefono unico (N.U.C.A.) per il Servizio di Continuità Assistenziale, la postazione dell'ambulatorio (ex Guardia Medica) dapprima collocato presso la sede della Croce Rossa Italiana ha trovato posto nei nuovi locali appositamente attrezzati presso il Distretto di Bergamo.
Dal 16 Febbraio scorso si è così portato a compimento un progetto di ridefinizione degli spazi presso il Distretto della città di Bergamo, iniziato nel 2013, andando così a completare la fase di ricollocazione di tutti i servizi afferenti allo stesso Distretto di Bergamo per garantire un'offerta completa dei servizi sanitari ai cittadini e all'intera comunità.
Il Servizio di Continuità Assistenziale è ubicato nella nuova sede in Via Borgo Palazzo, 130 – (PADIGLIONE GIALLO N. 6D)

La fase 3 - La riattribuzione dei comuni per competenza territoriale
L'altra innovazione riguarda la riattribuzione dei comuni territoriali afferenti per competenza per ciascuna postazione del Servizio di Continuità Assistenziale.
A decorrere dal 16 febbraio scorso, infatti, i comuni afferenti ai singoli ambulatori di Bergamo, Bonate Sotto, Villa d'Almè e S.Omobono Terme si sono uniformati al programma di allineamento dei Comuni.

La postazione di Bergamo in Via Borgo Palazzo, 130 – (PADIGLIONE GIALLO N. 6D) può accogliere le richieste dei cittadini dei comuni di Bergamo, Gorle, Orio al Serio, Torre Boldone, e le new entry  Ponteranica e Sorisole.
La postazione di Bonate Sotto in Via Garibaldi, 15 in cui possono rivolgersi i cittadini comuni di Ambivere, Bonate Sopra, Bonate Sotto, Brembate Sopra, Caprino Bergamasco, Cisano Bergamasco, Mapello, Ponte San Pietro, Pontida e Presezzo.
La postazione di Villa d'Almè in Via Roma, 16 a cui competeno le richieste dei cittadini di Almè, Paladina, Valbrembo e Villa d'Almè.
La postazione di Sant'Omobono Terme in Via G. Vanoncini, 20 (già Via Vittorio Veneto) garantisce l'accoglimento delle richieste per le comunità dei cittadini dei comuni di Bedulita, Berbenno, Brumano, Capizzone, Corna Imagna, Costa Imagna, Fuipiano, Locatello, Roncola, Rota Imagna, Sant'Omobono Terme, Strozza, Valsecca, Almenno San Bartolomeo, Almenno Sant'Alessadro, Barzana e Palazzago.

Legenda:

comuni di nuova afferenza

 

Dott.ssa Sabrina Damasconi - Ufficio Stampa ASL Bergamo e Direttore Responsabile ASL IN..FORMA http://aslinforma.youspace.it/index.asp#

Celiachia
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La celiachia è un’intolleranza alimentare che interessa circa l’1% della nostra popolazione. Il Ministero della Salute la definisce quale malattia autoimmune permanente provocata dall'infiammazione dell'intestino tenue a seguito del contatto con il glutine, elemento contenuto nei cereali quali grano tenero, grano duro, farro, orzo e kamut. Per questo i cittadini che ne sono affetti non possono alimentarsi con pane, pasta, pizza, biscotti e molti altri alimenti comunemente in commercio. Devono, invece, seguire una dieta gluten-free, cioè priva di glutine, unica pratica in grado di inibire la comparsa dei sintomi e prevenire complicanze, attualmente, l'unica terapia possibile per l’intero arco di vita. Alla luce di ciò, considerate le serie caratteristiche della patologia, il sistema sanitario riconosce ai soggetti celiaci un contributo per l’acquisto di prodotti alimentari a loro dedicati, privi appunto di glutine. Fino ad ora il budget personale assegnato poteva essere speso dagli assistiti della nostra provincia solo nelle farmacie e nei negozi specializzati. Oggi, invece, è possibile rivolgersi anche ai punti vendita convenzionati delle più importanti catene della Grande Distribuzione Organizzata. Unico accorgimento: portare con sé il proprio codice celiachia, inviato da ASL Bergamo in questi giorni direttamente a casa degli assistiti interessati. Quindi dopo aver scelto i prodotti disponibili nei supermercati, una volta alla cassa, bisogna comunicare che si intende usufruire del proprio budget per il pagamento dei prodotti senza glutine, esibendo assieme alla propria tessera sanitaria il codice celiachia. Con il nuovo sistema l’importo corrispondente al valore della merce acquistata viene direttamente scalato dal budget personale, consentendo anche di effettuare compere “miste”, ovvero comprendenti prodotti per celiaci e prodotti per tutti. In automatico sono individuati, infatti, quelli rimborsabili, contrassegnati dalla sigla “SG” sullo scontrino, che riporta in ogni caso l’importo del budget mensile residuo. Sempre possibile, comunque, continuare ad acquistare nelle farmacie o nei negozi specializzati, dove non sarà necessario esibire il nuovo codice assegnato. Per maggiori informazioni, consultare il sito www.asl.bergamo.it all’icona “Gluten Free” in home page.

 

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Dott.ssa Rita Moro, Responsabile Comunicazione Istituzionale e Relazioni con il Pubblico - Ufficio Stampa

Inaugurazione Punto Allattamento ASL Bergamo
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Si è appena conclusa la settimana mondiale dedicata all’allattamento materno e Asl Bergamo ha voluto contribuire a celebrare l’importanza di questa pratica per il benessere e la salute di mamme e bambini. E cosa poteva essere più efficace di una mostra fotografica per condividere la magia racchiusa nel momento della nutrizione al seno? Per questo nella sede di via Gallicciolli dell’Azienda sanitaria locale di Bergamo sono stati esposti ritratti fotografici di madri mentre allattano i propri bimbi all’interno dei quindici «spazi allattamento» dei Consultori familiari Asl.

Un evento speciale ha poi allietato la settimana: giovedì è stato inaugurato il primo «Baby pit stop» della nostra città. Infatti, nella sede Asl di via Gallicciolli, è stato messo a disposizione di tutte le mamme un locale creato e studiato per accoglierle e consentire loro di accudire e nutrire il proprio bambino in tranquillità e nel massimo confort. Il «Baby pit stop», così come denominato dal progetto Unicef a cui Asl ha aderito, vuole essere un reale sostegno alla pratica dell’allattamento al seno e, mira nel concreto a realizzare una rete di accoglienza per le donne che allattano, per far sì che nutrire il proprio bimbo non sia motivo di rinuncia a vivere la propria città in pienezza ed armonia. Ma questo non è l’unico beneficio che Asl intende garantire alla comunità. Il «Baby pit stop», infatti, vuole rispondere anche alle esigenze di quante donne, dopo una maternità, riprendono a lavorare pur continuando ad allattare. Per questo nel locale è disponibile un mastosuttore per l’estrazione del latte, un frigorifero per la sua conservazione e ogni altra dotazione in grado di facilitare la mamma nel suo amorevole compito. Questa funzione realizza uno degli elementi di promozione della salute nei luoghi di lavoro previsti dal progetto regionale Workplace Health Promotion, che da tempo Asl Bergamo promuove nelle realtà aziendali della provincia. Ma non solo le mamme lavoratrici Asl potranno fruire di questa opportunità. Tutte le donne che vorranno potranno infatti avvalersene, compatibilmente con la convenienza logistica rispetto alle proprie sedi di lavoro. Venerdì mattina la sede Asl è stata teatro di un festoso incontro fra mamme accompagnate dai loro bimbi, per un momento di condivisione attraverso toccanti testimonianze.

A cura di
Dott.ssa Rita Moro - Responsabile Comunicazione Istituzionale e Relazioni con il Pubblico - Ufficio Stampa ASL Bergamo

Corso di perfezionamento universitario sulle Cure Palliative
Accordo tra ASL, Università degli Studi di Bergamo ed Associazione Cure palliative
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E' ormai sotto gli occhi di tutti, osservatori istituzionali e utenti dei servizi, come le pratiche di cura stiano virando da modelli basati sulla centralità della struttura ospedaliera a modelli basati sulla complementarità tra ospedali ad alta specializzazione, servizi sociosanitari territoriali, soggetti del terzo settore e una pluralità di altri attori sociali provenienti dalla società civile. I servizi di cure palliative, in particolare, sono il risultato dell'attività integrata di una complessa rete di istituzioni, figure professionali e sociali. Questa fitta ed eterogenea trama pone sempre più in evidenza il tema della collaborazione interprofessionale come requisito essenziale di ogni processo di cura e di assistenza. Da più parti ci si è interrogati su cosa effettivamente sia la collaborazione e come si possa agire per stimolare comportamenti collaborativi, ovvero quale possa essere la migliore strategia territoriale per favorire l’integrazione e la collaborazione tra le professionalità che operano in questo campo.
Un esempio di eccellenza, su questo fronte, viene dato dalla recente istituzione sul territorio bergamasco del Dipartimento interaziendale delle cure palliative, nato dall’ormai consolidata collaborazione tra L’Associazione Cure Palliative – ONLUS (A.C.P.) e l’ASL di Bergamo, presentato il 6 maggio 2014 nell’ambito di un Convegno tenutosi presso la Casa del Giovane, nonché in un avvenimento più mondano, quale il XII Gran Galà Bergamo presso il Teatro Donizetti, che ha dedicato molto spazio a questa informazione, avendone di rimando una forte ridondanza attraverso i media.
Il Dipartimento ha da subito attivato lo strumento del Protocollo operativo per la definizione dei propri ambiti di competenza e di intervento. Con deliberazione aziendale n. 1375/2013 è stato recepito il PROTOCOLLO D’INTESA siglato fra ASL della provincia di Bergamo - che programma e coordina la rete sociosanitaria per l’assistenza domiciliare integrata in una logica di continuità assistenziale - e Associazione Cure Palliative ONLUS, organismo di volontariato che svolge attività di assistenza in hospice, day-hospital e a domicilio, promuove la comunicazione e l’informazione per sensibilizzare la popolazione, organizza attività formative e iniziative per la raccolta di fondi.
Tale protocollo prevede, tra le varie azioni, anche la realizzazione di eventi formativi condivisi sul tema delle cure palliative, conferendo in questo modo al neo-istituito Dipartimento una vocazione anche in ambito formativo/divulgativo per adempiere al proprio mandato.
Tra le attività di grande interesse vi è la formazione universitaria. Infatti l’A.C.P. e l’ASL hanno dato mandato al Dipartimento di Studi Umani e Sociali dell'Università di Bergamo di organizzare un corso che entrerà nel vivo di questo articolato oggetto, al fine di formare un nucleo di esperti delle interazioni collaborative in ambito organizzativo che possano agire tali competenze all'interno della rete delle cure palliative del comprensorio bergamasco, per facilitare i processi di integrazione sociosanitaria e di innovazione sociale necessari al potenziamento dei servizi di cure palliative.
Un'ampia letteratura scientifica ha mostrato come la collaborazione interprofessionale non sia il risultato di predisposizioni individuali o di specifici profili caratteriali, come molto spesso si è portati a pensare. L'espressione "essere una persona collaborativa" rende conto di tale idea. Numerosi studi hanno al contrario illustrato come le dinamiche collaborative siano connesse a variabili di ordine psicosociale e organizzativo, che agiscono influenzando, in modo positivo o negativo, la predisposizione antropologica al lavorare insieme che gli essere umani possiedono in quanto "animali sociali". Il corso intende analizzare tali varabili, esplicitandone gli effetti sulle pratiche collaborative quotidiane e contribuire ad incrementare e consolidare le "competenze collaborative" dei partecipanti, affinché questi ultimi possano a loro volta diventare promotori della collaborazione nei relativi contesti di lavoro e all'interno della rete delle cure palliative nel comprensorio bergamasco.
Il corso illustrerà così le basi psico-socio-antropologiche delle interazioni collaborative nei percorsi di cura e assistenza e fornire strumenti cognitivi e relazionali per la gestione di setting lavorativi in ambito sociosanitario e nei percorsi di cure palliative.
Per poter raggiungere questi obiettivi il percorso formativo prevede 6 incontri, ciascuno della durata di 5 ore. La metodologia utilizzata consentirà di esplorare la complessità della tematica, articolando nel seguente modo l’impegno d’aula: 3 incontri avranno un taglio prevalentemente laboratoriale e saranno dedicati ad approfondire le dinamiche interattive (di ordine psicosociale, organizzativo e strutturale) che si attivano durante i processi di cura, in cui ospedale, servizi sociosanitari territoriali e mondo personale e familiare del paziente si incontrano/scontrano, assumendo come punti di vista le prospettive psicosociale, sociologica ed economica; 3 incontri avranno un taglio maggiormente seminariale vedranno la compresenza di esperti afferenti all'area delle cure palliative e della sociologia della medicina per coniugare lo sguardo sulle pratiche di cura quotidiane con la riflessione analitica sul tema della collaborazione e stimolare nei partecipanti la capacità di leggere la complessità delle interazioni collaborative.
Il corso si rivolgerà agli attori sociali (professionali e non) appartenente alla rete delle cure palliative. Vi parteciperanno 30 persone, a diverso titolo impegnate nelle azioni palliative. Le figure professionali e sociali che saranno rappresentate sono: medici palliativisti, medici di famiglia, infermieri, assistenti sociali, psicologi e volontari. Il corso è stato accreditato ECM dall’ASL, in qualità di Provider accreditato di Regione Lombardia, e fornirà 30 crediti ai partecipanti che presenzieranno ad almeno l'80% delle ore previste da programma.
Questo corso rappresenta uno dei molti progetti che l’ASL condivide con le altre Istituzioni della provincia di Bergamo - in questo particolare caso l’Università e l’Associazione Cure Palliative - a testimonianza del fatto che una buona alleanza territoriale tra Enti favorisce la crescita di una cultura condivisa, che mette in campo “saperi” diversi e interconnessi, idonei a fronteggiare le complessità crescenti del mondo contemporaneo.

A cura di

Dr. Roberto Lusardi per l’Università degli Studi di Bergamo e  Dr.ssa Donata Possidente per ASL di Bergamo

dal Dipartimento di Prevenzione Medico
Ad ottobre l'ultimo corso ASL di abilitazione alla vendita dei fitosanitari
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Il prossimo mese di ottobre il Dipartimento di Prevenzione Medico ASL Bergamo organizzerà per l'ultima volta il corso di abilitazione alla vendita dei fitosanitari. In particolare nei due giorni di lunedì 27 e di mercoledì 29 ottobre corso, a seguire, giornata d’esame martedì 4 novembre 2014.
ll Decreto legislativo 150/2012 e il Decreto 22 gennaio 2014 che entreranno in vigore il 26 novembre 2015 stabiliscono infatti che Le autorità regionali o provinciali competenti (ASL e Assessorato Provinciale Agricoltura ), possono procedere al rilascio o rinnovo delle abilitazioni alla vendita e delle abilitazioni all’acquisto ed utilizzo dei prodotti fitosanitari secondo le modalità previgenti l’entrata in vigore del D.lgs. 150/2012 al fino al 26 novembre 2014. I prodotti fitosanitari o agrofarmaci, o fitofarmaci o pesticidi sono tutti quei prodotti di sintesi o naturali che vengono utilizzati per combattere le principali avversità delle piante ( malattie infettive, piante infestanti, parassiti delle piante)
A livello comunitario sono stati emanati numerosi provvedimenti legislativi allo scopo di perseguire l’armonizzazione sull’impiego dei prodotti fitosanitari in tutti gli Stati Membri.
A livello nazionale quest’anno sono stati emanati i decreti attuativi Decreto legislativo 150/2012 e il Decreto 22 gennaio 2014 che, in recepimento della normativa comunitaria, introducono rilevanti cambiamenti.
I due decreti prevedono dal 26 novembre 2015 un radicale cambiamento delle norme per il rilascio delle autorizzazioni alla vendita, all’acquisto e all’uso dei prodotti fitosanitari.


Le novità riguardano:
1. La formazione;
2. L’informazione agli hobbisti e ai consumatori;
3. Il controllo funzionale e la taratura delle macchine irroratrici di fitosanitari;
4. La tutela dell’ambiente acquatico e delle acque potabili;
5. Il trasporto, stoccaggio, manipolazione e distribuzione dei fitosanitari;
6. L’applicazione della difesa integrata e biologica;
7. Misure di supporto, ricerca e sperimentazione dei sistemi di controllo e sanzioni.

Di seguito viene sviluppato il solo capitolo della formazione e l’informazione agli hobbisti .

1. FORMAZIONE
Coinvolge tutti gli operatori del settore che la normativa classifica in tre ordini:
 Gli utilizzatori professionali, soggetti che utilizzano i P.F. nel corso di un’attività professionale, compresi gli operatori e i tecnici, gli imprenditori ed i lavoratori autonomi del settore agricolo e non.
 I distributori, persone fisiche o giuridiche in possesso del certificato di abilitazione alla vendita, che immettono sul mercato un P.F., compresi i rivenditori all’ingrosso ed al dettaglio.
 I consulenti, soggetti in possesso del certificato di abilitazione alle prestazioni di consulenza in materia di uso sostenibile dei P.F. e sui metodi di difesa alternativi.
Queste figure dovranno essere in possesso di un adeguata conoscenza, costantemente aggiornata, nelle materie dell’allegato I del D.lgs. 150/2012.

A decorrere dal 26 novembre 2015 sono previste tre tipologie di certificati “patentini”.
1. VENDITA
2. ACQUISTO ED UTILIZZO
3. ATTIVITA’ DI CONSULENTE


1. CERTIFICATO DI ABILITAZIONE ALLA VENDITA
viene rilasciato dalla Regione alle persone in possesso dei seguenti requisiti: diplomi o lauree in discipline agrarie, forestali, biologiche, ambientali, chimiche, mediche, veterinarie o che abbiano frequentato appositi corsi con valutazione finale sulle materie dell’Allegato I del decreto.
Le persone in possesso di lauree nelle discipline elencate, che intendono chiedere l’abilitazione alla vendita, dovranno sostenere l’esame, non necessariamente frequentare corso di formazione.
Il certificato ha validità di 5 anni. Per tutti, il rinnovo è subordinato alla partecipazione a specifici corsi o iniziative di formazione.
I certificati di abilitazione alla vendita, rilasciati ai sensi del DPR 290/2001 rimangono validi, potranno essere rinnovati anche se i titolari del certificato stesso non sono in possesso dei requisiti scolastici previsti all’articolo 8, comma 2 del decreto legislativo n. 150/2012.

2. CERTIFICATO DI ABILITAZIONE ALL’CQUISTO ED UTILIZZO
viene rilasciato dalla Regione alle persone in possesso dei seguenti requisiti: maggiorenni, frequenza di corsi con valutazione finale in materie relative all’allegato I del D.lgs. 150/2012.
Il patentino costituisce requisito per l’acquisto e l’utilizzo di prodotti fitosanitari, indipendentemente dalla loro classificazione tossicologica, per tutti gli utilizzatori professionali .
I certificati di abilitazione alla vendita, rilasciati ai sensi del DPR 290/2001 rimangono validi.
Il certificato ha validità di 5 anni. Il rinnovo è subordinato alla partecipazione a specifici corsi o iniziative di formazione.

3. CERTIFICATO DI ABILITAZIONE ALL’ATTIVITA’ DI CONSULENTE viene rilasciato dalla Regione (possibili deleghe) alle persone in possesso dei seguenti requisiti: diplomi o lauree in discipline agrarie , forestali.
Le persone in possesso di lauree nelle discipline elencate, che intendono chiedere l’abilitazione alla
vendita, dovranno sostenere l’esame non necessariamente frequentare il corso propedeutico.
Il certificato ha validità di 5 anni. il rinnovo è subordinato alla partecipazione a specifici corsi o iniziative di formazione.


2. INFORMAZIONE AGLI HOBBISTI
Gli utilizzatori non professionali , non sono in possesso dell’abilitazione all’acquisto e all’utilizzo potranno acquistare SOLO prodotti che recano la specifica dicitura: “prodotto fitosanitario destinato esclusivamente agli utilizzatori non professionali”.
Per loro dovranno essere previsti programmi di informazione e sensibilizzazione sui rischi derivanti dall’utilizzo dei fitosanitari e sui potenziali effetti che possono avere sulla salute umana e sull’ambiente nonché sull’utilizzo di metodi di difesa alternativi con particolare riferimento alla produzione integrata e biologica..
Referente Elio Azzolari – Tecnico della Prevenzione - tel. 035 2270579 ed e-mail: eazzolar@asl.bergamo.it


Dott.ssa Lucia Antonioli - Direttore Area Igiene degli Alimenti e della Sicurezza Nutrizionale del Dipartimento di Prevenzione Medico ASL Bergamo

29 maggio 2014
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  E’ stato intitolato nella mattinata di giovedì 29 maggio alla memoria del Dottor Raffaele Paganoni il padiglione 9C sede del Dipartimento di Prevenzione Medico ASL Bergamo di via Borgo Palazzo in Bergamo.

  Raffaele Paganoni, stimato medico dell’Asl di Bergamo, scomparso l’11 febbraio scorso anno durante un’escursione in Trentino.
  Il Dott. Paganoni disponibile, schivo e riservato, molto pacato, professionista di spessore, stimato oltre che per la sua competenza medica anche per il suo impegno nella comunità, infatti era conosciuto in Bergamasca per aver lanciato il progetto ASL dei Gruppi di Cammino che oggi raccoglie oltre 30 gruppi in tutta la provincia.

   I Gruppi di Cammino nascono da un'idea brillante sorta per promuovere stili di vita sani. Il progetto consiste nel proporre dei momenti di incontro, a cadenza settimanale, in cui i cittadini possono incontrarsi per fare un attività sportiva e mantenersi in forma. Un'iniziativa che ha riscosso un notevole successo radicandosi fortemente nel territorio.

  Alla toccante cerimonia erano presenti i tre figli, i familiari, tanti amici e colleghi di lavoro, Don Bruno Caccia della chiesa di San Martino della Pigrizia ed il Direttore Generale ASL Bergamo Mara Azzi.

Tutti i presenti erano sensibilmente coinvolti nel ricordare il dott. Raffaele Paganoni “per la sua carica umana, la levatura morale, l’elevata professionalità ed il costante e proficuo impegno lavorativo dedicato alla prevenzione sanitaria e alla tutela della salute pubblica della comunità lombarda e bergamasca” come recita la targa in sua memoria.


Dott.ssa Sabrina Damasconi - Ufficio Stampa ASL Bergamo e Direttore Responsabile ASL IN..FORMA http://aslinforma.youspace.it/index.asp#

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ASL In...forma Periodico di informazione dell'Azienda Sanitaria Locale della Provincia di Bergamo ora ATS Bergamo Edizione 2017 - Periodico reg. Tribunale di Bergamo iscritto n°8/2012 in data 22 Febbraio 2012 Direzione e Redazione via Gallicciolli 4 - 24121 Bergamo tel. 035/385199 - e-mail: sabrina.damasconi@ats-bg.it Editore: Mara Azzi Direttore Generale ASL Bergamo - Direttore Responsabile: Sabrina Damasconi Giornalista Ufficio Stampa e Comunicazione ASL BERGAMO
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